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ARCHEOLOGIA INDUSTRIALEMARCHE urbex

Cucinando creta – Parte 1: la fabbrica

Articolo di Agosto 30, 2013Giugno 26th, 20172 Comments

urbex marche - fabbriche abbandonate - cucinando creta parte 1 - ALTPassando per caso, di ritorno da un’altra escursione nell’entroterra maceratese, abbiamo notato il camino di questa ex-fornace di cottura e produzione mattoni. Come facciamo spesso, abbiamo rimandato ogni attività presente e futura per indagare sul nuovo ritrovamento.
Troviamo subito la stradina d’ingresso e ci parcheggiamo di fronte al cancello.

Prima di scendere ed entrare mi assicuro, come faccio di solito, di lasciare un bigliettino sul parabrezza della mia auto con su scritto “Non preoccupatevi, sono dentro a scattare fotografie, scusate il disturbo. In caso chiamare il 392…….”.
In questo modo dimostro le mie buone intenzioni ai proprietari del posto e alle forze dell’ordine; in ogni caso almeno evito brutte sorprese o agguati all’interno, come purtroppo mi è già successo una volta. Un grande piazzale ci ha accolti, svelandoci un complesso imponente ed affascinante, come spesso sono le vecchie fornaci.

Iniziamo la perlustrazione e notiamo che in molti degli stanzoni ci sono ancora segni della presenza umana, espositori di piastrelle per fiere, mucchi di scartoffie, prodotti e solventi vari.
La polvere che li custodisce però non mente e ci fa capire che da parecchio tempo nessuno si fa più vivo.

La fornace è davvero grande e con molteplici ambienti dalle diverse caratteristiche, di solito inframezzati da lunghi corridoi con coperture fatiscenti. Troverete anche un gigantesco stanzone con un’immensità di bancali pieni di mattoni, piastrelle e materiale da pavimentazione di ogni tipo e colore.
Vi sono mucchi di mattoni, mattonelle e piastrelle di varie forme e misure sparsi un pò ovunque, con una maggiore concentrazione nello stanzone in cui ritroviamo quello che era il forno di cottura.

Il nostro giro continua, e ci ritroviamo nel meraviglioso corpo centrale, sicuramente il più antico, c’è chi dice risalente a fine ‘800.
Uscendo sul piazzale ci accorgiamo che la nostra auto è affiancata da un’altra dei carabinieri, quindi ci affrettiamo alla volta del cancello ed usciamo. Documenti e ramanzina d’obbligo, come sempre accompagnati dal monito a non tornare più in questo luogo. In questi casi, mostrandosi gentili, pentiti e con una reflex in mano, difficilmente si incorrerà in sanzioni o querele.

Inoltre il bigliettino sul cruscotto li aveva tranquillizzati e sapevano che non si sarebbero trovati ad avere a che fare con delinquenti o vandali di sorta.
Esplorazione tutto sommato interessante, di difficoltà bassa, visto che i crolli son pochi e non estesi (tuttavia, come sempre,sconsigliamo vivamente di entrare in questi edifici). Ad ogni modo, meglio non parcheggiare l’auto davanti al cancello.

AL.T.

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