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MARCHE urbexZONE MILITARI e FORTI abbandonatI

Casematte

Articolo di Gennaio 2, 2014Giugno 26th, 2017Nessun commento

ubex marche - forti abbandonati - casematte - ALTConosco questo luogo fin da quando, studente del liceo, solevo marinare la scuola per andare ad esplorarlo.
Ero affascinato soprattutto dagli immensi e labirintici sotterranei. All’epoca era sì abbandonato, ma aperto, ed il luogo era molto frequentato. Ricordo addirittura che un giorno, coi miei compagni d’avventura catturammo una serpe e la mettemmo in una busta di plastica con l’intento di riportarcela a casa; ma sull’autobus la busta si slegò e la serpe fuggì, scendendo alla fermata della città successiva. Stiamo parlando di oltre dieci anni fa, dopodichè il comune serrò l’unico ingresso e la rese inespugnabile.
Molte volte nel corso degli anni ho cercato altre vie praticabili,  senza mai trovarne. Solo ultimamente, parlando con dei ragazzi del posto, ho scoperto che esisteva comunque un’altra via d’accesso aperta che mi era sempre sfuggita…beh, capita a tutti.

La costruzione di questa fortezza iniziò nel 1532.  Fu uno primi esempi di forte bastionato all’italiana, con mura in grado di resistere alle armi da fuoco, e fu voluta dallo Stato Pontificio. Sempre usata a scopi militari, fu definitivamente abbandonata nel 1972, a seguito di un violento terremoto.

Da qualche anno, una piccola parte è stata restaurata ed è divenuta  sede degli uffici di un ente internazionale, rendendo tutta la struttura nuovamente accessibile, seppure l’area ancora abbandonata sia stata recintata con cura. Intrufolarsi dentro da questo lato non è comunque semplicissimo. Bisogna passare sotto ben tre telecamere di sorveglianza , scavalcare un muretto a strapiombo, entrare e farsi strada in un fitto bosco di rovi, pruni selvatici e altre piante “pungenti”, trovare l’accesso ai sotterranei (nascosto dalla vegetazione), entrarci, percorrerli senza perdersi, infilarsi in un buco sul muro, e risalire in superficie.

E sono proprio i sotterranei il punto forte di questa esplorazione. Sono lunghissimi e pieni di bivi, perdersi al loro interno è facilissimo, inoltre sono popolati da insetti simili a cavallette che da ragazzini ribattezzammo “cavallacci“.
Se imboccherete la giusta strada sottoterra, arriverete di fronte ad un accesso in parte smurato, nel quale dovrete infilarvi per continuare l’escursione. Da lì, una scalinata pericolante vi permetterà di risalire e di accedere a quella che era la piazza d’armi, ora riconvertita in intricato roveto.

La struttura è completamente avvolta dalla vegetazione, gran parte è distrutta, mentre ciò che è ancora in piedi, presenta altissimi rischi di crollo. Il roveto non è assolutamente praticabile, e l’unica via è un abbozzo di sentiero che lo attraversa.
Da qui la perlustrazione si sposta negli interni a pianoterra, o in quel che ne rimane. Enormi stanzoni vuoti, con i segni del passaggio di numerose persone, evidenziati dai graffiti onnipresenti, seppure anch’ essi ormai datati.
Ci sono impalcature di sostegno quasi ovunque, segno che la struttura è prossima al collasso definitivo.

Dal retro dell’edifico principale si accede nuovamente ad un fitto bosco, nel quale sono presenti altri accessi a camere sotterranee, per poi finire  sulle mura, dalle quali, con la dovuta attenzione si potrà ammirare un panorama mozzafiato.

Ricordavo però, dalle mie avventure liceali, che ai piani alti vi era una specie di vecchia impalcatura lignea interna di dimensioni gigantesche. Solo ultimamente mi è stato detto che si tratta di monumentali rastrelliere, sulle quali venivano posti i fucili. E’ l’unica cosa che ancora rimane, di antico e non danneggiato, in tutta l’area esplorabile. Per arrivarci, dovrete passare dall’esterno e percorrere una scalinata, in parte occlusa dalla vegetazione infestante, e arrivare sul camminatoio delle mura.

Un volta sul camminamento, potrete percorrerlo fino ad una torretta, che secondo me è il punto più alto del forte, dove sventolano la bandiera italiana e quella della regione marche. Inutile dire che anche da lì godrete di un panorama eccezionale.

In conclusione, è una visita veramente interessante, ma non pensate di trovare vita vissuta o segnali troppo evidenti del passaggio umano (tralasciando graffiti e affini).

L’escursione è  di livello abbastanza difficile, a causa dell’ingresso che richiede doti di agilità, sangue freddo e un pizzico di incoscienza,  dei numerosi pericoli causati dalla struttura fatiscente e dai numerosi crolli, a cui aggiungere i passaggi tra i fitti rovi che spesso sono ad altezza volto, la necessità un discreto senso dell’orientamento per non perdervi sottoterra… e oltretutto non dovete soffrire di claustrofobia o di attacchi di panico, altrimenti i sotterranei potrebbero risultare un grosso problema.

Ecco un video che mostra le modalità di ingresso, di uscita e una piccola parte del giro nei sotterranei:

AL.T.

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