vita monastica - conventi abbandonati - urbex marcheEd eccolo qui, il luogo che tutti i fotografi sognano di scovare.
E’ stato per anni sotto gli occhi ignari di tanti abitanti della zona, come spesso accade, mentre nel frattempo accoglieva esploratori dal Nord Europa.
I frati si stabilirono qui nel lontano 1904 e vi rimasero sino al ’94, quando, per ordini superiori, furono chiamati altrove.
Soltanto uno di essi rifiutò di andarsene ed ivi rimase fino alla sua morte.
Da allora, il luogo ha subìto un lento e inesorabile declino in balìa delle condizioni atmosferiche. Pochi invece sono i segni dei vandali.
Essendo il convento celato dal bosco, rari sono gli sguardi causali che vi si siano posati. Ma la nostra curiosità ne è stata destata. Così, con estrema attenzione e premura, decidiamo di esplorarne i contenuti.

L’ingresso è semplice da trovare : una porta è aperta.
Percorriamo il corridoio iniziale e saliamo la prima rampe di scale.
Ci facciamo spazio oltrepassando due singolari sportelli a vento, come quelli dei saloon. Su un ripiano in legno sono adagiati alcuni abiti clericali, come se i frati siano usciti da poco, per una passeggiata.
Sui letti sono adagiati altri oggetti personali : chiavi, indumenti, documenti. Ne sono pieni anche gli scaffali e le mensole.

L’aria è pesante.
Tra la coltre di polvere si scorge l’ingresso che dà alla biblioteca : un posto incantevole, ricco di storia e testimonianze di manoscritti antichi.
Lì appresso, si può accedere anche alla chiesa e restarne estasiati. Un trionfo visivo : soffitti affrescati, interrotti da qualche crepa sui muri, accanto a dipinti di santi, un confessionale ed un vecchio organo in legno, monumentale superstite dall’usura del tempo.
A completare il quadro di stupore e meraviglia, notiamo, sotto l’altare minore semidistrutto, un piccolo scrigno in legno lavorato.
Divorati dalla curiosità, decidiamo di aprirlo e restiamo attoniti nel mirarne i contenuti : un teschio ed alcune ossa umane, affiancate da una targa metallica applicata su uno degli arti.
Leggendo le scritte incise sul ferro, si può capire di essere innanzi alle reliquie di un Santo : Sant’Alessandro, per la precisione.
Ma le sorprese non finiscono mai in questo luogo : scendendo una lunga rampa di scale buie, si giunge al di sotto della chiesa, nella cripta. Lapidi ai muri e vecchie foto, coppe, targhe, crocefissi sparsi sul pavimento.

Risalendo al primo piano, notiamo un dettaglio che ci era sfuggito in partenza : un piccolo spazio adibito a cappelletta, che, da un buco sulla parete, lascia intravedere un stanza occultata, completamente murata.
All’interno di questo vano, tenuto inspiegabilmente in segreto, si riesce a vedere soltanto un vecchio altare scrostato e decrepito.
Nel tentativo di accedervi da qualche altra via, ci spostiamo tra i corridoio già battuti dai nostri passi, fino a giungere all’ultimo luogo fin’ora inesplorato : il campanile.

Saliamo l’ultima rampa, prestando attenzione all’instabilità dei gradini in legno.

Possiamo così concludere l’esplorazione nel migliore dei modi : un suggestivo scorcio panoramico sulla vallata. Posti del genere si trovano di rado, e potrei paragonarlo, come impatto emotivo, solo con il castello descritto in questo vecchio articolo (fai click qui)

Date un’occhiata al video di pochi minuti, girato appena oltre l’ingresso, e vi renderete subito conto di cosa stiamo parlando.

AL.T.

Rating: 5.0/5. Dai voti2.
Attendere....
Alessandro Tesei
Alessandro Tesei
Fondatore ed admin di Ascosi Lasciti, creato per radunare alcuni tra i migliori esploratori urbani, da sempre innamorato dei luoghi dimenticati. Vincitore di numerosi premi internazionali in ambito documentaristico e reportaggistico. Si occupa essenzialmente di videomaking, fotografia e graphic design.

Entra nella discussione 7 Commenti

Lascia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.