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MARCHE urbexVILLE e PALAZZINE abbandonate

Vestigia di nobiltà

Articolo di Febbraio 1, 2014Giugno 26th, 20172 Comments

urbex marche - ville abbandonate - vestigia di nobiltàCome può questa splendida villa nobiliare non essere più sfruttata?
Seppure disabitata da decenni, fino al 2008 è stata a disposizione per feste mondane, matrimoni, eventi culuturali di un certo spessore.
Ora purtroppo regna il degrado, visibile fin dal cancello anteriore : tra le grate rugginose si scorge l’enorme parco incolto, con due dependances diroccate e una cappelletta in disuso.
Il perimetro chiuso è facilmente aggirabile, in un punto collassato del muro, ed entrando ci imbattiamo subito nelle case coloniche abbandonate.
Qui dimoravano servitù e fattori dell’antica famiglia dei marchesi, ma attualmente i crolli al suo interno sono così estesi, che alcuni passaggi risultano inagibili.
Muovendoci con cautela, tra le stanze meno pericolanti, riscopriamo un vecchio libro mastro e una pila di giornali a tema agricolo. Sono datati 1980.
Facendoci strada tra la mobilia rotta e le scartoffie datate, decidiamo di uscire per concentrarci sugli edifici più appetibili.
All’uscita, si erge davanti a noi la cappelletta, luogo estremamente interessante :
oltre a stupirci con splendidi affreschi e stemmi familiari, una scala interna ci conduce alla cripta.
Lì sotto giacciono i membri della casata nobiliare, la stessa che possedeva anche un palazzo, poco distante da qui, in stato attuale di abbandono.

Usciti dalla cappella, vaghiamo in cerca dell’ingresso alla “gabbia dorata”.
Vaghiamo tra le erbacce del prato fino a trovare l’ampio atrio della villa.
Le stanze al pianterreno sembrano ispirate all’ambientazione di un vecchio film, dove la ricca protagonista di mezza età divideva il il tetto e il letto con l’amante più giovane.
Nella trama, il ragazzetto “toyboy” sfruttava arrogantemente quello stile agiato di vita, fino a che, trascorsi anni ad atteggiarsi in quella gabbia d’oro, veniva cacciato per la sua presunzione.
Le scene finali mostrano il bulletto, ormai vecchio e barbone, mentre fa ritorno alla villa abbandonata della defunta ex concubina, per coricarsi sul pavimento dell’antica dimora.
La struttura in cui ci troviamo ne ricorda l’aspetto in maniera eclatante, sennonché manifesti meno segni di vandalismo. E’ quasi intatta.
Per qualche strano motivo, sembra sospesa nel tempo.
Non ci sono mobili, ma grossi camini e favolosi affreschi, presenti in tutte le camere.
Al primo piano, si apre uno spazioso salone finemente affrescato, ancora in ottimo stato, sebbene le finestre rotte lo espongano a intemperie della fauna locale.
Nella dependance, ancora abitata, alloggiano due custodi croati in perenne allerta da eventuali intrusioni di ragazzini o sciacalli.

Col temporale e il vento, i rumori vengono attutiti, evitando spiacevoli discussioni.
Ma, per ogni evenienza, sarebbe meglio parlare e convincere le guardie oppure lasciare un biglietto nell’auto, con recapito telefonico e rassicurazioni sulle buone intenzioni.

AL.T.

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