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MARCHE urbexVILLE e PALAZZINE abbandonate

Cucinando Creta – parte 2 : oltre la fabbrica

Articolo di Febbraio 8, 2014Giugno 26th, 2017Nessun commento

urbex marche - ville abbandonate - cucinando creta parte 2 - ALTAnche questa volta abbiamo diviso l’esplorazione di un unico complesso in due parti. Quella che a prima vista sembrerebbe solo un’enorme fornace, nasconde in realtà una villa e un paio di dependances minori, ad oggi usate come ripostiglio/immondezaio.

Per chi si fosse perso la prima parte può leggerla qui, prima di continuare…

Accedere a questa nuova area è stato possibile solo dopo un attento sopralluogo, partito da una vecchia auto in mezzo al verde, che ci ha permesso di scovare l’ingresso delle prime abitazioni abbandonate a ridosso della fabbrica.
Come accennato, la curva dell’interesse non sale subito, dato che sembra di trovarsi di fronte ad un enorme magazzino, o poco più, con mobili e parti di intelaiature lignee e metalliche accatastate in completo disordine in quelle che sarebbero dovute essere stanze abitabili. Oltrepassando questa prima struttura, dopo aver intravisto un’altalena, decidiamo di calarci da un balconcino per raggiungere quello che in passato credo sia stato un giardino con giochi per bambini.

Ed eccoci di fronte alla villa, non molto antica, ma di pregevole fattura, completamente immersa nella vegetazione e assalita dai rampicanti. Il pianoterra è subito accessibile e anch’esso in disordine, con mobili e oggetti ammucchiati a casaccio; a differenza del posto precedente però notiamo una quantità notevole di giocattoli: pupazzi, bambole, giochi da tavolo, libriccini, ecc…

Capiamo che questa casa era abitata da una famiglia con figli, anche se ci sfugge il motivo per cui tutti i giocattoli siano stati buttati così “alla rinfusa”. La perlustrazione continua e ci accorgiamo, da alcuni segni rimasti sul muro, che entrambe le rampe di scale che avrebbero dovuto portarci al piano di sopra sono state smantellate e l’accesso piano murato. Ovviamente cominciamo a cercare un modo per salire di sopra. La fortuna ci aiuta, e in maniera un po’ rocambolesca ci intrufoliamo in un pertugio che ci permette di accedere a quello che è il piatto forte di questa esplorazione. Appena dentro si sente subito la presenza della famiglia che la abitava, tanto è piena di oggetti di uso comune, soprammobili, libri, scartoffie varie.

Il disordine non è eccessivo e chiunque sia riuscito ad entrare qui dentro prima di noi non ha esagerato con i vandalismi. In alcuni punti sembrerebbe quasi di trovarsi in una casa ancora vissuta, sebbene alcuni dettagli ci dicano inequivocabilmente che abbiamo a che fare con oltre un lustro di abbandono. La cucina, con ancora posate e piatti impilati, l’ampio salone con fascicoli e progetti tecnici, la cantinetta, stupenda, con un’ enorme cabina armadio ancora piena di vestiti.

Al secondo piano si notano di nuovo i lasciti dei bambini, in quelle che sicuramente erano le loro camerette. La casa è immersa nel buio, essendo tutte le persiane chiuse e bloccate dall’edera; l’inquietudine salirà di pari passo con ognuna delle numerose stanze che vi troverete a dover aprire per curiosare al loro interno.

Sono pochi i luoghi come questo, così pieni di tracce di presenza umana, tali da poter, volendo, quasi ricostruire la vita delle persone che ci vivevano. Sono anche luoghi malinconici e nostalgici, emotivamente fantastici, da visitare con rispetto e nei quali soffermarsi ad osservare ogni dettaglio…

AL.T

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