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MARCHE urbexVILLE e PALAZZINE abbandonate

Le gioie della campagna

Articolo di Febbraio 28, 2014Febbraio 3rd, 2018Nessun commento

l’Ultimo Aggiornamento che abbiamo sullo stato dell’edificio, lo potrai leggere tra pochi giorni sul nostro sito blog.

Sto mano a mano scoprendo una moltitudine di vecchie ville abbandonate, capolavori di un tempo che fu, ormai quasi irrecuperabili. Queste strutture, per lo più  casini di campagna di antiche famiglie nobiliari, si trovano spesso in enormi parchi, e versano in condizioni pessime.
Al giorno d’oggi, queste meraviglie, dal gran valore storico ed artistico, non riescono più a svolgere la funzione per la quale furono costruite. Chi vorrebbe vivere in una casa immensa, senza riscaldamenti e comodità del mondo moderno, ma soprattutto senza la servitù che era a quei tempi il vero motore della casa?

Per risistemare queste proprietà e renderle utilizzabili anche oggi, ci vorrebbero immense risorse economiche, ed un progetto che renda il bene sostenibile,trasformandolo in fonte di guadagno, almeno da coprire le utenze e le enormi spese di manutenzione; infatti, alcune ville della zona sono state trasformate in agriturismo, altre, in residenze d’epoca e affittate per ricevimenti e sposalizi, altre ancora (pochissime a dire il vero)  sono state riutilizzate come abitazione.

C’è chi, da anni cerca, di vendere, senza riuscirvi, dato l’enorme valore reale della struttura, che, sommato alle spese di un’eventuale ristrutturazione e ridefinizione, la rende poco appetibile, facendo sì che il tempo pian piano la trasformi in un rudere senza più speranza di salvezza.

La villa appartenne ad una prestigiosa famiglia nobiliare, ed è anch’essa in vendita da diversi anni.
Trovare l’ingresso è stato facile, è bastato seguire uno dei numerosissimi gatti che gironzolano nel parco. L’esplorazione inizia dalla cappelletta, minuscola e  non particolarmente degna di nota per quanto riguarda le decorazioni pittoriche, eccezion fatta per due ritratti (uno è purtroppo rovinato) posizionati sui due ingressi interni laterali.

Dalla cappelletta si raggiunge un’area insolita che somiglia più ad un casale di campagna che ad una villa settecentesca, segno che forse il nucleo originale era formato da una struttura simile. Oppure potrebbe essere stata l’ala adibita agli alloggi della servitù e alla zona cucina.
Da qui si accede al corpo centrale, dove iniziano  i primi soffitti affrescati. Gran parte delle finestre del pian terreno sono serrate e c’è carenza di  luce naturale. La casa è vuota, niente mobili, giusto qualche rimasuglio di vita in uno sgabuzzino e pochi oggetti sparsi qua e là.

I piani superiori si raggiungono tramite una scala di legno, impolverata, ma ancora in ottimo stato di conservazione. Oltre i soliti soffitti affrescati, si iniziano  a vedere le prime avvisaglie di decadenza, a causa delle infiltrazioni e della mancanza di infissi in buona parte delle finestre. Una delle stanze presenta addirittura un crollo quasi completo del soffitto, con pericolo di cedimento esteso anche alla pavimentazione.

Una parte del piano è stata modificata in epoca moderna, e rivestita con della discutibile carta da parati. Al secondo piano nulla di che, giusto un enorme stanzone, divenuto dominio dei piccioni. Interessante invece la parte sotterranea, non molto estesa, ma di discreta profondità.
L’ala sinistra della casa presenta le stesse caratteristiche della destra, ovvero, assomiglia ad una comune casa di campagna, e non si rivela molto interessante,  eccezion fatta per  qualche vecchio giocattolo ed un passeggino arrugginito.

Per questioni di sicurezza, sconsiglio sempre la visita di tali luoghi abbandonati, ma in questo caso l’esplorazione è piuttosto tranquilla e facilitata da un ingresso semplice. I pericoli sono pochi e ben visibili. Visitare questi luoghi mi fa sempre pensare a come si viveva una volta e a come la scala dei valori (intesi come beni) sia cambiata nel corso degli anni: quello che prima era agognato e connotava uno status, oggi è quasi un peso di cui liberarsi con difficoltà.

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