Pitino, il borgo silente

ascosi lasciti - urbex marche - paesi fantasma - pitino - Pitino, un borgo sospesoEcco un posto abbandonato a cui sono particolarmente legato, avendolo conosciuto oltre dieci anni fa’, prima dei lavori di ristrutturazione parziale, quando era ancora selvaggio e dimenticato.
Il posto era molto più malconcio: un agglomerato di ruderi circondati da alti cespugli di rovi aggrovigliati, tanto che in alcuni punti era impossibile passare restando illesi. Lo scoprii per caso, incuriosito da quella strana torre che si vedeva in lontananza passando per la provinciale, e da allora ci sono ritornato varie volte nel corso degli anni. La rocca risale al periodo medievale ed aveva funzioni di controllo su tutta la vallata.

Si narra che vi siano state combattute sanguinose battaglie e che i caduti siano stati seppelliti sotto la Chiesa, dedicata a Sant’Antonio, e nella cripta a fianco, annessa all’ossario.
Il complesso della cittadella, è formato dalla cinta muraria, la chiesa, un’altra chiesetta minore, l’ossario, il cimitero, la torre, e alcune strutture ormai crollate quasi del tutto che credo avessero semplici funzioni abitative. Una parte del borgo, quella ancora abitata, è la frazione denominata Cappella e si trova abbastanza più a valle.

Per arrivare in cima alla collina bisogna avere pazienza, sangue freddo ed un’auto adatta, visto che la strada di breccia è dissestata, piena di buche e tremendamente in salita. La prima cosa che si può vedere è la porta che si apre nella parte rimanente delle mura, dando accesso al sito. La chiesa è stata esternamente restaurata e hanno anche provveduto a mettere una nuova porta in legno, dove prima c’erano solo delle assi malconce a impedirne l’ingresso.

All’interno è rimasto tutto com’era, devastato, con enormi e immotivati buchi sul pavimento, e con gli altari semidistrutti; sembra quasi che qualcuno sia venuto a scavare per cercare chissà quali tesori. Da una delle voragini sul pavimento si intravede un locale sottostante allagato e, quindi, impossibile da visitare. Si trovano cenni, in rete, di ritrovamenti archeologici importanti tra cui un monile a forma di uovo, interamente d’oro, conservato ora nel museo regionale.

La chiesetta minore è di difficile accesso, ma se siete abbastanza magri e flessibili riuscirete ad infilarvi fra le sbarre di ferro che qualcuno, non so come, è riuscito a piegare. L’interno è spoglio e reca giusto un interessante dipinto parietale ed alcune lapidi, in corrispondenza con delle aperture nel pavimento che conducono a camere sotterranee, con ancora qualche traccia di ossa umane, dove una volta ricordo ci fossero addirittura dei teschi.
Proseguendo dietro l’altare, o uscendo e dirigendosi verso la sommità della collinetta si arriva all’ossario, una grande sala dalla copertura in pietra, al cui interno si notano ancora dei resti umani, che nel tempo sono via via diminuiti, vuoi per l’esposizione agli agenti atmosferici, vuoi per il probabile utilizzo durante i numerosi riti satanici , documentati spesso nei quotidiani locali, che si sono verificati in questo luogo nel corso degli anni.

L’altro pezzo “da novanta” è costituito dalla torre, alta 23 metri e priva di ingresso, dato che vi si entrava da alcuni passaggi sotterranei oggi chiusi. Siamo riusciti comunque ad accedervi e a salire fino alla cima, da dove si domina la vallata e si gode di una vista unica.
Il cimitero poco più a valle è anch’esso molto interessante, costituito da tombe a terra, ormai irriconoscibili, e da una serie di lapidi lungo tutte le pareti interne; lapidi che purtroppo qualcuno si è divertito a demolire. Presenti anche due cappellette, sempre in stato di degrado.

L’atmosfera che permea questo sito è particolare, magica direi. La visita è interessante e suggestiva, con rischi limitati e facilmente aggirabili. Molti abitanti della zona vi si recano anche per pic-nics domenicali e sembra ci sia un’associazione di astrofili che durante l’estate organizzi  serate con telescopi per osservare il firmamento.

AL.T.

Rating: 5.0/5. Dai voti2.
Attendere....
Alessandro Tesei
Alessandro Tesei
Fondatore ed admin di Ascosi Lasciti, creato per radunare alcuni tra i migliori esploratori urbani, da sempre innamorato dei luoghi dimenticati. Vincitore di numerosi premi internazionali in ambito documentaristico e reportaggistico. Si occupa essenzialmente di videomaking, fotografia e graphic design.

Entra nella discussione 2 Commenti

Lascia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.