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ISTITUTI SCOLASTICI e COLONIE abbandonatePIEMONTE urbex

Giochi da bambino

Articolo di Aprile 19, 2014Giugno 26th, 20172 Comments

Ovvi vi porterò in un luogo particolare. Visiteremo una location di un piccolo comune che, poco alla volta, si sta spopolando. La descrizione che vi ho appena fornito è valida ora ma, certamente, non lo era nei primi del ‘900, quando furono costruiti i due grandi edifici dell’attuale municipio, ad oggi inutilizzato, ed il grande asilo completamente abbandonato, teatro dell’esplorazione odierna. Teatro dei giochi da bambino.p18li2d1cg1lpe9k51r0q10hs12smInizierò il mio racconto proprio parlandovi di un teatrino, perché in questo asilo ne è presente uno vero e proprio, con tanto di palcoscenico rialzato e sipario in velluto rosso.
Sicuramente questo angolo è stato il pezzo forte di tutta l’esplorazione.  La luce del mattino entrava da alcune finestre, con tende arancioni, creando un’atmosfera surreale, in precario equilibrio tra sensazione di sogno ed incubo.
Quando visito questi luoghi mi piace cercare di immedesimarmi nelle persone che li hanno vissuti, nei loro pensieri, nelle loro emozioni. E come dicevo prima, la luce che illuminava il teatro era assai suggestiva e, questo, mi suggeriva alcune visioni : mi sono catapultato tra ipotetici sogni, incubi, pensieri e giochi di bambini.
Sembrava quasi di sentire le loro voci, il battito delle mani, lo scalpiccio di tanti piccoli piedi.
Di reale non vi era nulla nulla ma è stata una bella illusione quella di aggiungere idealmente un po’ di vita e di “fantastico” a questo luogo. Ho cercato di focalizzare le immagini di queste visioni. Motivo per cui non continueremo da soli questa visita. Saremo in compagnia di Roger: un uomo coniglio con il cuore di bambino.

Ed ecco Roger! È certamente divertente anche per lui visitare questo posto pieno di ricordi d’infanzia, appartenenti a persone che oggi forse nemmeno ricordano più di essere stati bambini.
Roger invece ricorda e, con malinconia,osserva i resti dei festoni, ai piedi del palcoscenico, e lo scivolo oramai arrugginito che un tempo stava in giardino; prima della chiusura definitiva del complesso tutti i giochi sono stati portati in una stanza al coperto.
È bello per Roger sedersi ancora una volta su una microscopica sedia e posare le sue grosse mani sul piccolo banco dove aveva imparato a fare i suoi primi disegni.
…E poi la stanza con il tam-tam…e i libri…e qualche gioco ormai coperto di polvere.
In un angolo c’è anche il vaso con le chiocciole raccolte quel giorno che c’era stato il temporale. Vagando per la sala della ricreazione Roger ricorda di quando passava i pomeriggi con i suoi amici a colorare e disegnare….p18li2d1cg6bv4op1kcs1inc5p5bGli mancano le sfide a braccio di ferro. Gli manca perfino Donnie, un altro coniglio grosso e prepotente che gli rubava sempre i giocattoli.
Roger vaga per i corridoi di questo asilo e, mentre lui vaga, io rifletto su quanto, a volte, sia bello ricordare il passato. Ciò che appartiene a ieri, spesso, sembra molto migliore di ciò che concerne il presente.
Il passato, forse proprio per il fatto che esiste solo nella sfera metafisica, o forse per la nostra consapevolezza che non tornerà mai più, sembra sempre piacevole, romantico, dolce.  Mi viene in mente una frase della Divina Commedia “…nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria…”. Lo dice Francesca, mentre racconta a Dante del suo dannato amore per Paolo e di come Gianciotto li abbia uccisi.
Mentre mi perdo in questi pensieri, il nostro Roger continua il suo giro: visita i bagni e rivive gli scherzi che gli facevano un tempo. Entra nella cucina, dove andava a compiere le sue “marachelle” e si nascondeva per mangiare la marmellata. Fa un giro nella stanza dove si provavano i canti e c’era la pianola. Trova persino il coraggio di farsi un giro nella stanza dei maestri. Quel luogo era sempre stato vietassimo ed, anche ora, Roger raccoglie appena il coraggio di infilarci la testa per un secondo, per poi scappare a nascondersi.

Nel vagare Roger rivede la sua infanzia e prova un poco di tristezza nel constatare come la vecchia dispensa sia ormai spettinata dal tempo. Si rattrista ancora di più nel passeggiare per il primo corridoio, con la lapide in memoria dei benefattori dell’asilo, e nell’altro corridoio, quello con le sedie dove gli scalmanati venivano messi in castigo.
Roger torna ancora più indietro nel tempo e ritrova il suo vecchio seggiolino a rotelle, oramai  tutto “sgangherato” e coperto di polvere.
Infine il nostro visitatore decide di riposarsi. Si siede su una seggiolina “sbilenca”. Davanti a lui una vecchio tv di cui rimane solo la struttura esterna.
Roger però vuole volare ancora, con la fantasia ed il ricordo che lo accompagnano verso i sogni. E chi sogna forte può tutto, tanto che il televisore rotto si accende.  E nella sua luce si proiettano altri sogni e ricordi…

Il tempo è passato velocissimo, durante questa esplorazione sospesa tra il sogno ed i giochi. E’ stata una giornata intensa. Ma ora è venuto il tempo di andare e, con me, dovrà venire anche Roger. Io tornerò verso la mia casa, lui dovrà tuffarsi nello specchio per tornare nel suo mondo. Ne ri-uscirà altre volte o forse siamo noi che dovremmo permetterglielo?

Emanuele Bai

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