White Rocks

Da Aprile 28, 2014 Ottobre 5th, 2017 MALTA urbex, PAESI e CITTÀ FANTASMA

paesi abbandonati - white rocks - urbex maltaSolitamente non si dice mai il luogo esatto delle escursioni.
i motivi son vari, c’è chi lo fa per proteggere il posto dai vandali e dagli sciacalli, chi per evitare problemi legali, in quanto violerebbe una proprietà altrui e chi, semplicemente, lo fa per egoismo o gelosia.

Alcuni luoghi, come quello che vi voglio presentare oggi, sono differenti, e non hanno bisogno di essere protetti o nascosti, poi capirete il motivo. Sto parlando del famoso “White Rocks complex”, nell’isola di Malta.

Fu costruito nel 1960 dalle forze militari inglesi, e fu utilizzato come cittadella residenziale. Nel 1964 Malta ottenne l’indipendenza dal dominio britannico ed iniziò ad attuare politiche volte all’allontanamento di ogni forza militare e della stessa NATO, dichiarandosi neutrale ed estranea a qualsiasi operazione belligerante. Nel 1979, con l’allontanamento delle truppe anglo-americane, il complesso di White Rocks divenne possedimento del governo, per la precisione del ministero del turismo, il quale lo utilizzeò fino al 1995 come residenza estiva per studenti stranieri che ogni anno si recano a Malta a studiare l’inglese.
Dopo il 1995 – non sono riuscito a capirne il motivo – ma il complesso è stato del tutto abbandonato.

Inizio l’esplorazione facendomi lasciare alla fermata dell’autobus chiamata “Splash“, la più vicina alle White Rocks, che si trovano fuori dal centro abitato. E’ una bella giornata di sole e con trepidazione inizio a scendere per la stradina che dalla statale porta verso l’enorme area a ridosso del mare. Mi accorgo immediatamente che qualcosa non va, sento strani rumori e un gran vociferare. Al lato della strada, proprio di fronte al sito in abbandono, scopro esserci una pista per macchine radiocomandate dove è in atto una gara, poco più in là uno skate park con diversi ragazzini intenti a compiere acrobazie. Faccio un giretto, do un’occhiata, mi preoccupa il fatto che con tutta questa gente lì intorno sarebbe stato difficile entrare senza essere  scorti; mi faccio comunque coraggio e mi avvio, fingendomi un turista curioso. Aggiro la sbarra metallica e vedo un tizio, con addosso la divisa della polizia locale che mi guarda… stanato in pieno!

Mi avvicino facendo finta di nulla, come se volessi chiedergli informazioni; ovviamente capisce l’ italiano e gli spiego che sono capitato lì per sbaglio e che mi piacerebbe fare un paio di foto. Senza alcun problema mi indica la strada e mi permette di passare e dirigermi verso la zona abbandonata. Stupefatto non faccio altre domande e mi avvio. Poco dopo capirò il perchè di quello strano comportamento.

Alla fine della strada il White Rocks mi appare in tutto il suo splendore, una cittadella in abbandono, sterminata e surreale! Ma qualcosa, anche qui, non quadra. Ci sono orde di persone in giro, famiglie con passeggini e cani a spasso tra le rovine, gruppi di ragazzi con armi radiocomandate che giocano, comitive che stanno facendo grigliate…davvero incredibile che sia permesso gironzolare liberamente in una zona che dove sono presenti strutture pericolanti.
Continuo l’esplorazione, cercando di ignorare il caos che mi circonda.

L’intero complesso è formato da enormi edifici in avanzato stato di degrado, per lo più vuoti e diroccati, tanto che in alcuni punti danno più l’impressione di essere incompiuti piuttosto che abbandonati.

Visito diversi ex appartamenti e mi stanco presto della monotonia dell’esplorazione e del “casino stile Mirabilandia” che mi circonda. Velocizzo quindi le (quasi tutte uguali) visite e, dopo circa un’ora, me ne vado, estremamente deluso da quello che credevo potesse essere uno dei posti più affascinanti che avessi mai potuto visitare.

Mi ricongiungo col mio compagno di viaggio, che nel frattempo era andato nord a visitare il Villaggio di Popeye (di gran lunga più interessante, anche se non abbandonato), il quale mi ricorda che è il 31 Marzo, il giorno di San Giuseppe (il patrono nazionale) e quindi la gente non lavora , motivo per cui si deve essere riversata in quest’ area.

Capisco, si, ma rimango comunque allibito del fatto che una moltitudine di maltesi, comprese famiglie con bimbi piccoli,  invece di recarsi al mare o nei numerosi parchi, preferisca gironzolare in una cittadella abbandonata e pericolosa!

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Alessandro Tesei
Alessandro Tesei
Fondatore ed admin di Ascosi Lasciti, creato per radunare alcuni tra i migliori esploratori urbani, da sempre innamorato dei luoghi dimenticati. Vincitore di numerosi premi internazionali in ambito documentaristico e reportaggistico. Si occupa essenzialmente di videomaking, fotografia e graphic design.

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