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LOCALI e DISCOTECHE abbandonateMARCHE urbex

Alla balera

Articolo di Maggio 21, 2014Gennaio 3rd, 2019Nessun commento

Sulla via del ritorno da un’esplorazione di altissimo livello, siamo incappati in questo stabile, che dalla strada sembrava palesemente abbandonato. Uno dei miei compagni di viaggio si ricordava di questa piccola discoteca di provincia, dispersa tra i monti, per esserci stato anni orsono. A quanto pare era ottima per rimorchiare le “montanare”, sempre apprezzate dalla gente di città, per la loro risaputa cordialità, dovuta alla voglia di conoscere qualcuno di nuovo rispetto ai soliti quattro gatti del bar del paese.

Seppur stanchi e provati dalla precedente esplorazione, peraltro molto impegnativa, decidiamo di compiere una breve perlustrazione e dedicare un pò di tempo a questo side project, perchè, si sa, a volte le location più inaspettate possono nascondere grandi soddisfazioni.

Il giro intorno le mura ci permette di capire che il posto è sì abbandonato, ma non in stato di degrado, non notiamo infatti finestre spaccate, nè porte divelte. Ci dividiamo alla ricerca di un punto d’ingresso. Il gruppo operativo si inventa rocambolescamente una via d’accesso e riusciamo ad entrare nel giardino interno, dove ci accorgiamo subito dell’esistenza di una pista all’aperto, in pessimo stato e in evidente disuso da anni.

Un primo giro di ricognizione ci svela soltanto un bancone spoglio.
Decidiamo quindi di dedicarci alla ricerca di un modo per entrare all’interno della struttura principale coperta. Una porta antipanico ci viene in aiuto, grazie alla sua proverbiale e risaputa inefficenza ermetica. Appena dentro decidiamo di avvisare gli altri due, dei quali non avevamo più avuto notizie. Stranamente non riusciamo a trovarli. Mi affaccio da un vetro e scopro che l’auto non è più nel punto in cui l’avevamo parcheggiata, ma penso ad uno scherzo, e mi metto tranquillamente a scattare e gironzolare per le varie sale che compongono la discoteca.

Dall’esterno sembrava molto più piccola, mentre l’interno si rivela degno di nota, di discrete dimensioni e soprattutto ben conservato.
L’arredamento è ancora tutto al suo posto, come gran parte delle bottiglie al bar. Sono pochi i dettagli che mi fanno capire di trovarmi in un posto abbandonato da diversi anni e non semplicemente chiuso per la stagione; tra questi, alcune infiltrazioni, macchie di muffa e umidità sui soffitti e su alcuni dei divanetti, oltre che uno spesso strato di polvere praticamente ovunque. L’ambiente è molto colorato, peccato che la mancanza di luce mi costringa ad usare il flash.

Dopo pochi minuti di esplorazione, e dopo aver visto, seppur fugacemente tutta l’area, decido di aprire dall’interno una porta che da sulla strada, per vederci chiaro sulla questione macchina scomparsa/scherzo, soprattutto perchè, nel frattempo, anche il mio compagno di gruppo si era volatilizzato alla ricerca degli altri due. Apro la porta, mi affaccio, vedo un tizio sospetto che mi osserva da quello che pensavo fosse un distributore di benzina abbandonato all’altro lato della strada, vicino a dove era parcheggiata l’auto. Ci guardiamo per qualche secondo, poi, turbato, ritorno dentro chiudendo la porta.

Finalmente il telefono squilla, rispondo, è uno dei due scomparsi, il quale  mi si spiega che il benzinaio ci aveva scoperti fin da principio e che loro avevano finto di andarsene, spostandosi con l’auto in una piazzola più avanti. Capisco immediatamente che il tempo stringe e che se non voglio trovarmi faccia a faccia con qualche carabiniere della zona, è meglio andarsene il prima possibile. Dedico un ultimo minuto alla sala centrale e me ne vado, incontrando all’esterno l’altro disperso, col quale raggiungo il resto del gruppo nella piazzola di sosta.

Da lì, direzione casa.
Un posto interessante, non eccezionale, che avrebbe meritato un approfondimento ulteriore; e non è detto che non lo avrà in futuro.

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