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LUOGHI INFESTATIMARCHE urbexVILLE e PALAZZINE abbandonate

Deus ex machina

Articolo di Giugno 4, 2014Ottobre 13th, 20174 Comments

Sconosciuta… o quasi.. ma diciamo sconosciuta, la villa in questione si è salvata dal degrado estraneo e dagli atti vandalici di criminali che provano a essere artisti. La villa si erge su un colle, in un solenne silenzio circondato da alberi secolari, invisibile all’occhio della gente comune, troppo presa dalla fretta dei tempi moderni, dove ogni secondo è denaro.

Ed è proprio il denaro il motore di questa trama, di questa magione, appartenuta a un industriale ormai dimenticato ai più della zona, che negli anni trenta fece decollare la sua azienda fino a portarla all’apogeo, nel boom industriale del dopoguerra, e che purtroppo, come ogni impero che si rispetti, inesorabilmente chiuse alla fine degli anni settanta. Però il fato volle essere magnanimo con costui, facendo in modo che vendesse prima del declino e che il suo capitale restasse quasi intatto. E magari è con questo bacio della dea bendata, che possiamo ammirare oggi quello che rimane del benessere del secolo passato.

Si inizia: cominciamo dal pianterreno dove a colpo d’occhio non c’è molto da fotografare fino a che non arriviamo nel salone centrale e capiamo la maestosità e il fascino intatto di questo luogo. Possiamo subito intuire che questa villa non è chiusa da tantissimo tempo, e chi viveva qui, era arrivato ormai a una veneranda età. E’ evidente che non sia stata abbandonata per traslochi o quant’altro, l’unica cosa di cui sono rimasto perplesso è la presenza di anfore, provenienti almeno a un esame rapido dato sul momento, da un sito di scavo archologico. Non dovrebbero essere in un museo? Come disse qualcuno col cappello e la frusta? Ma tralascio, perché neanche io dovrei trovarmi qua, ma soprattutto voglio far rimanere inalterato questo luogo.

 

Le scale sono contornate da un corrimano d’altri tempi e da una piattaforma per diversamente abili, forse il padrone di casa negli ultimi anni di vita non era autosufficente e magari costretto a muoversi su una sedia a rotelle. Camminando intorno alla balconata interna del piano superiore, quasi inosservato giace un pianoforte a muro. Il giro prosegue e possiamo visitare le altre stanze dove regna più o meno disordine, meraviglia anche nel trovare armadi con dentro indumenti e vestiti, e una vecchia macchina da cucire di almeno 80 anni, dato che anche a casa della mia defunta nonna c’è ne una identica.
Girando per le stanze possiamo trovare di tutto: oggettistica di altri tempi, documenti più o meno importanti, foto ricordo, libri e bigiotteria a volontà, ma la cosa che più mi colpisce durante questa meravigliosa esplorazione è questa cartolina che così recita:

Brividi sul filo del grande Circo Assurdo. Si ha sua volta…si ha sua volta… si ha sua volta…col cuore in gola non uomo; ma burattino, ballerina, saltimbanco impazzito. Attore senza scampo fai il tuo numero. il tuo coraggio – si vuole – la tua arte, la tua vita. Ma per Chi? Ma per che Cosa? Ma per la gloria di Dio lo Sai? Passo Dietro Passo in bilico sul filo a metri e metri d’altezza di figura in figura danzi piroetti fai la spaccata; tocchi l’altro capo torni indietro. Tentenni. Ti riposi o cadi nella rete. Così sempre; pane quotidiano Finchè una volta ti respinge ma non ti regge il filo e senza peso t’accasci al suolo il tuo numero è finito.

Spero di aver tradotto bene, in tal caso c’è anche la foto che fa da confronto dato che non sono un calligrafo. Dai molti elementi dislocati in giro giungo alla conclusione che la casa era abitata da una signora anziana, ormai vedova e stanca di vivere, forse per l’assenza del defunto marito o per la lontananza dei parenti più vicini… o magari per tutti e due. Le mie sono solo supposizioni, e sento anche un malessere a indagare nella vita di questa gente, ormai tutto è abbandonato qui e l’amarezza di bei giorni andati è la nuova residente. Mesto me ne ritorno sui miei passi facendo tesoro di questo posto incontaminato e delle storie che mi ha saputo evocare…

Ma la storia non finisce qui.
Un pò di tempo dopo aver visitato questa perla rara, mi capita di parlarne con un amico di mio padre che abitava da bambino nelle vicinanze. Tra i suoi ricordi spicca una storia alquanto particolare:
“ero solito frequentare la villa, lì ci si conosceva tutti e una sera mentre tornavo a casa, sul vialetto di accesso alla magione vidi una figura con un mantello nero e una lanterna. Subito pensai a qualche ospite, dato che non avevo mai visto nessuno vestito in quel modo un pò antiquato, infatti con disinvoltura aprì il cancelletto e passò oltre per entrare…

…all’indomani per curiosità chiesi chi era la figura ammantata e raccontai l’incontro. Subito andarono tutti in allarme, perché non era presente alcun invitato alla villa, e in quel momento realizzai che la persona incontrata la sera prima era molto simile alla descrizione dell’ex proprietario della casa, un ufficiale dell’esercito in pensione, morto qualche tempo dopo la mia nascita. Ma rimasi zitto un pò per scetticismo un pò per paura.”

AGGIORNAMENTO: La villa è sotto restauro.

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