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CHIESE, CONVENTI e CIMITERI abbandonatiMARCHE urbex

In nomine Patris

Articolo di Ottobre 5, 2014Ottobre 22nd, 20172 Comments

L’edificio che oggi andremo a visitare è la chiesa di una piccola comunità, isolata tra le verdi colline marchigiane. Alcune sono ancora attive, fiorenti e ricche di fedeli, ma non è questo il caso. Situata tra due colline, e accessibile da una strada imbrecciata a schiena d’asino, essa si presenta come una chiesa romanica. Le strutture interessate sono due: la canonica e la basilica. L’ingresso si rivela fin troppo facile, avendo entrambe i portoni principali praticamente aperti.

Per prima cosa ci dirigiamo verso la canonica, composta da tre piani. Non offre molto, ma ci sono dei dettagli interessanti come vecchi mobili e dei letti ormai da buttare, con sporcizia e degrado che regnano indisturbati…potrebbe essere un’ottima location per il buon Sabba. Il giro è molto breve e si conclude con una scala a chiocciola in ferro per accedere al terrazzo del tetto, su cui non sono salito, data l’instabilità del luogo. Sempre da questa stanza si può ammirare la facciata della chiesa, ancora maestosa e solenne nonostante il pericolo di crollo.

La basilica è a pianta romanica, ben conservata, complici forse dei lavori di ristrutturazione non ultimati; possiamo notare che i rosoni e gli affreschi sono in buono stato, così come la zona dell’altare. La luminosità naturale è scarsa, ma nonostante ciò il blu e il rosso la fanno da padroni, creando sprazzi di luce nella penombra che domina un pò ovunque. In ottimo stato anche il battistero marmoreo.

La sagrestia invece, è sporca e disordinata, ma presenta dei messali ancora in buono stato. Aprendoli rimango abbastanza colpito notando che sono in latino; non sapevo che questi testi fossero scritti con la nonna della lingua italiana. Magari in questa chiesa ancora si celebravano i riti liturgici in forma romana, detta anche messa tridentina.

Al piano superiore invece possiamo osservare qualcosa di inquietante, o almeno così sembra appena si entra nella stanza, ma lasciando da parte le paure e focalizzandoci sulla razionalità possiamo contemplare la statua di un santo, o almeno credo sia un santo, date le poche informazioni a mia disposizione. Non c’è molto altro da aggiungere, perché la chiesa è piccolina, seppur degnamente conservata, quindi speriamo resti in queste condizioni negli anni a venire.

In conclusione, il posto è ricco di dettagli, può essere interrogato a lungo e può darvi risposte più o meno chiare.

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Join the discussion 2 Comments

  • Elena Gajani Monguzzi ha detto:

    Non sapendo nulla della localizzazione … ma … perché non chiedere che l’amministrazione pubblica se ne faccia carico per dare la sede a delle associazioni che della chiesa potrebbero fare una sorta di piccolo auditorium?
    Sogno?
    Sto sognando.
    Grazie per il lavoro che fate e di cui consentite pubblica conoscenza.
    Elena Gajani Monguzzi

    • lascitiascosi ha detto:

      In alcuni casi penso sia doveroso (poi che le amministrazioni facciano davvero qualcosa è un altro paio di maniche). In questo caso credo che sia proprietà della chiesa di Roma, e quindi spetterebbe a loro, nel caso, fare qualcosa. Inoltre bisogna considerare che il luogo in questione è pericoloso, dato che ha subito danni da terremoto, e richiederebbe delle spese di un certo livello che nessuno vorrà mai accollarsi!:(

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