MARCHE urbexPALAZZI, VILLE e CASTELLI abbandonati

In perenne attesa

Da Gennaio 3, 2015 Aprile 6th, 2019 3 Commenti

Voglio iniziare in bellezza la settimana, con una perla rara, ritrovata in quel forziere, dal quale spesso attingo, che è la regione Marche. Come tutte le scoperte importanti, anche questa è avvenuta per caso.

Un caso fortuito. Avevo accompagnato mia madre a sbrigare delle faccende fuori città e, dovendola aspettare, decisi di farmi una passeggiata per il paese. Come in molti centri storici, anche qui ho subito notato vari casi di presunto abbandono e di pre-abbandono. Addirittura in un solo quartiere, sono certo di aver individuato almeno tre palazzi nobiliari in decadenza. Tra questi, uno in particolare suscitò la mia curiosità, per le sue enormi dimensioni e per avere un lato facilmente agibile.

La facciata era in pessime condizioni, sebbene alcuni dettagli mi facessero pensare ad un tentativo di recupero non completato, infatti molte finestre erano chiuse esternamente con pannelli di compensato. Nonostante fossi in tenuta civile, e con poco più di mezz’ora a disposizione, decisi di tentare l’impresa, ritrovandomi poco dopo nel giardino interno dell’enorme edificio.
Il tempo, come già vi ho accennato, era poco, ed il mio abbigliamento non adatto a passare indenne tra i cespugli di rovi che caratterizzano il giardino, così decisi di ridiscendere, raggiungere mia madre, e dedicare un’uscita vera e propria a questo posto.

Poco meno di una settimana e sono di nuovo lì, insieme ad uno dei miei compagni di avventura. Decidiamo di dividerci i compiti: io salgo e cerco un modo per entrare senza forzare nulla, lui rimane in strada e controlla che nessuna persona possa farsi cattive idee su di noi…d’altronde di questi tempi, grazie a chi si diletta in furti in appartamento, la nostra passione sta diventando sempre più rischiosa.
In meno di 5 minuti sono dentro e gli faccio strada.

Il luogo si rivela fin da subito uno come uno dei migliori trovati finora.
Il pianoterra, con vecchi libri e riviste dei primi del ‘900, fra mobili polverosi e ritratti di famiglia, ci lascia a bocca aperta. Notiamo comunque un’impalcatura che rinforza una trave portante del primo piano, oltre alla mancanza totale della rampa di scale che collega primo e secondo piano: è evidente che vi siano stati fatti dei lavori alcuni anni fa. Arriviamo al primo piano, completamente buio a causa dei pannelli alle finestre e quasi ci rimango secco dalla paura. In una stanza, dall’ombra, emerge la figura di un cane, che dopo un attimo realizzo essere imbalsamato (o impagliato, insomma). Nonostante tutto vi assicuro che lo spavento è stato grande!

Il posto è davvero immenso. Le stanze si susseguono, stupende nella loro decadenza, che comprende spesso mobili e lasciti di ogni genere, fra cui tendaggi, comodini, armadi e addirittura letti, nelle due camere del primo piano. Da una diramazione del corridoio principale arriviamo in cucina e in sala da pranza, dove l’arredamento è pressochè intatto. E proprio da qui scopriamo di poter accedere al secondo piano anche dalla scala di servizio, che per fortuna è ancora integra. Salendo, ci imbattiamo in un “mezzo piano” della servitù, privo dei fregi e degli affreschi dei piani nobili, ma interessantissimo per la presenza di una cassaforte finemente lavorata. Proviamo senza alcun successo a capirne il meccanismo, cercando buchi per chiavi o leve nascoste…nulla di fatto. Poco dopo ci accorgiamo che qualcuno la ha penetrata dal retro, e, nonostante tutto, ammirandola pure dall’interno, non riusciamo a comprenderne il funzionamento.

Continuiamo  per il secondo piano. Ricominciano gli affreschi e i mobili, sebbene i crolli siano molto più estesi. Vedendo il tetto, capiamo che è stato rifatto da pochi anni. Soddisfatti della scoperta e del bottino fotografico, decidiamo quindi di ritornarcene a casa. La storia normalmente finirebbe qui, ma non è questo il caso.

Un altro inaspettato accaduto. Come faccio spesso, pubblico una foto di anteprima sulla pagina Facebook di Ascosi Lasciti, la foto del cane impagliato. Dopo poco, vengo contattato da un lettore, che in privato mi racconta di conoscere il palazzo, e di averlo visitato e fotografato molti anni prima,  per motivi di lavoro, fornendomi anche il set fotografico dell’epoca. Ho saputo, tramite lui, che il palazzo fu abitato da due sorelle, che morirono all’incirca negli anni ’90. L’erede lasciò il palazzo in malora, fino a che il crollo del tetto lo costrinse a rimetterci mano, per poi sigillarlo e riabbandonarlo nuovamente.

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Alessandro Tesei
Alessandro Tesei
Fondatore ed admin di Ascosi Lasciti, creato per radunare alcuni tra i migliori esploratori urbani, da sempre innamorato dei luoghi dimenticati. Vincitore di numerosi premi internazionali in ambito documentaristico e reportaggistico. Si occupa essenzialmente di videomaking, fotografia e graphic design.

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