La location protagonista della nostra ultima esplorazione fotografica è il forte San Giacomo, un edificio difensivo realizzato nel 1757 e teatro di numerose battaglie che caratterizzarono la Prima Campagna d’Italia guidata dal celebre generale Napoleone per cinque anni.
L’edificio fu edificato sulle rovine del precedente forte di San Lorenzo, demolito nel 1658 ma a causa dell’utilizzo di materiali a basso costo e della posizione eccessivamente esposta ad attacchi “alle spalle” non riuscì a svolgere efficacemente la sua funzione difensiva.
Nonostante ciò, la grandezza e l’immensità di forte San Giacomo è innegabile: esso, dalla sua posizione sopraelevata, sovrasta l’intera cittadina quasi a rappresentare una sorta di silenzioso guardiano di pietra.

E’ un tranquillo mercoledì di ferie e dopo un breve tragitto in autostrada e una decina di minuti di camminata, giungiamo davanti all’entrata della fortificazione.
Nonostante, esternamente, il forte possa apparire ancora in buono stato, la situazione è completamente diversa all’interno.
Le stanze in pietra sono vuote e disadorne, le scale consumate e i gradini spesso mancanti; tutto ciò è normale data l’antichità della costruzione, ma è impossibile negare che l’intervento dei vandali abbia incrementato il senso di degrado .
Sono sparsi infatti numerosi rifiuti, da lattine di coca-cola a bottiglie di birra spaccate, e sulle pareti fanno bella mostra di sé incisioni e scritte, per la maggior parte dichiarazioni d’amore ormai dimenticate.

Malgrado l’apparente incuria, il valore storico della struttura è altissimo: basti immaginare che ogni metro del complesso è stato calpestato dalle truppe dell’esercito straniero. E’ facile immaginarselo lì, con la tipica uniforme francese e il fucile in mano, intento a montare la guardia, in attesa di un attacco da parte dell’esercito austriaco.
Dopo aver fatto un breve giro sul primo piano, iniziamo a scendere; l’edificio è infatti costruito su più livelli di dimensioni considerevoli.
Senza dubbio, sarebbe necessaria ben più di una mattinata per esplorarlo in maniera completa.

Durante il nostro breve giro ci limitiamo a visitare i piani superiori, soffermandoci spesso sulla bella vista del golfo e del porto immediatamente sottostante che i numerosi cortili e terrazzamenti offrono. E’ proprio da una di tali terrazze che è possibile ammirare il forte di San Giacomo in tutta la sua grandezza; la giornata cupa e nuvolosa non fa altro che incrementare l’effetto drammatico.
Per quanto riguarda l’interno, ciò che colpisce maggiormente sono alcuni affreschi originali che decorano i soffitti; sono situati in quelle che probabilmente erano le stanze degli ufficiali, come si può comprendere anche dalla loro posizione centrale. I disegni sono chiaramente molto danneggiati ma varrebbe veramente la pena di valutarne un recupero per la loro importanza artistica.

La nostra esplorazione si conclude con qualche ultimo scatto alle mura esterne e con la promessa di ritornare per esplorare ancora più a fondo l’antica costruzione di epoca napoleonica. Esplorare infatti non è solo scoprire un luogo visitarlo e fare delle fotografie, esplorare è molto di più, è ricercare la storia dei luoghi, amarli, visitarli  più e più volte, giusto per vedere a che punto è il lavoro del tempo, o soltanto per rassicurarsi vedendo che un luogo tanto amato esiste ancora.

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I Pastorino
I Pastorino
Gianni, conosciuto come "Ferro36", Classe 1963, fotografo e radioamatore, appassionato di storia e di computer retrò. La sua compagna di viaggio è la figlia Eleonora, amante della scrittura. Insieme formano "I Pastorino".

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