EMILIA ROMAGNA urbexPALAZZI, VILLE e CASTELLI abbandonati

Il meglio deve venire

Da Gennaio 29, 2015 Dicembre 20th, 2018 5 Commenti

IMG_9058La segnalazione di questo castello abbandonato, mi è arrivata da un amico della zona.
Mi ha detto che, con uno degli ultimi terremoti, questo magnifico posto immerso nel verde ha subito parecchi danni. Così, armata della mia solita dose di temerarietà, ho deciso di farci un giro.
E’ una domenica pomeriggio, sotto Natale, e sono in compagnia del mio gruppo d’esplorazione, sicuri che gireremmo indisturbati.
In un primo tentativo pensavamo di non riuscire ad entrare perchè da google maps l’entrata del castello non è visibile ( non essendo le immagini aggiornate alla condizione attuale).
Giriamo un po’ intorno, trovando aperta la porzione laterale : semplici depositi per attrezzi senza spunti interessanti, oltretutto con una parte di tetto crollato. Inoltre, da qui, purtroppo non troviamo alcun collegamento con l’ala principale.

Continuiamo il nostro giro intorno alle mura, e finalmente troviamo una finestra d’accesso, un po’ pericolosa, anch’essa distrutta dal terremoto. Sopra ad essa è appoggiato un materasso ed, esattamente sotto, si apre un profondo pozzo.
Con moltissima prudenza entriamo.  Da lì inizia un corridoio laterale. All’interno, statue e scenografie. Scopriamo attraverso i libri e i documenti rinvenuti, che negli ultimi anni è stato un centro culturale e ricreativo e che l’associazione, attiva dal 1996, ha ospitato concerti, mostre d’arte, ed eventi. Era quindi un posto dove rilassarsi, leggere ed incontrare persone. Ma, ancora, il meglio deve venire

Appena passata la zona delle scuderie, stracolma di divani e zone relax per la lettura, arriviamo all’ingresso principale e cerchiamo l’accesso alla torre, nonchè all’ala nobile del castello.
Purtroppo, da dentro, non è possibile arrivarci : i crolli hanno fatto cedere il pavimento e troviamo alcune porte chiuse. Così, usciamo nel giardino nel quale troviamo addirittura un’automobile schiacciata dai calcinacci. Proviamo a cercare un’entrata più facile da lì. Il posto è abbastanza malmesso, nonostante sia evidente la sua bellissima struttura esterna, non so per quanto tempo sarà ancora visitabile.
Fortuna vuole che il portone principale sia aperto e ci troviamo improvvisamente a bocca aperta davanti ad uno spettacolo impensabile: una meravigliosa volta con affreschi blu… ed una scalinata da “mozzare il fiato”!
Sembra di essere tornati indietro nel tempo.

Andiamo subito al secondo piano.  La scala e l’entrata ci catturano lo sguardo. Iniziamo a scattare. Fatte due rampe di scale, ci imbattiamo in una statua in marmo che pare darci il benvenuto e attraversiamo la porzione dell’edificio che ci porta alle camere da letto e ai salotti pregiati. Ma qui bisogna esser cauti, il pavimento non è affatto stabile. Le camere sono tutte perfettamente arredate, mancano solo i vestiti e, forse, gli oggetti di valore che sono stati portati via subito dopo il terremoto.
Quello che cattura la nostra attenzione è una stanza che purtroppo manifesta il pavimento ed il soffitto entrambi crollati, con una luce incredibile che filtra dal tetto e dal pavimento. Sempre qui, si trova un bellissimo divano tondo broccato, tende e soffitti affrescati che appena si intravedono sotto le crepe.

La struttura è già bellissima così. Non osiamo immaginare come fosse da intatta… scene da film!
Ritorniamo al primo piano. Siamo curioso, la parte della torre è proprio qui e non possiamo perdercela : attraversiamo le macerie con cautela, superiamo la parte crollata e andiamo verso la zona cucina . La sala da pranzo è arredata di un velluto rosso a fantasia e, qui, c’è ancora tutto, anche i liquori e le bibite. Forse il terremoto ha sorpreso i suoi inquilini all’improvviso, proprio mentre erano a cena.
Superata la cucina, troviamo un’altra scala.  Saliamo.

Una piccola porta si apre verso una graziosa chiesetta, molto buia, ma con ancora le candele e tutti i santini, come se il tempo si fosse fermato.
Continuando a salire arriviamo a due stanze da letto, forse le più ricche del palazzo, con ancora le tende, le coperte, le abat-jour decorate a mano e le foto alle pareti, praticamente la parte più bella del palazzo.
In realtà ci sarebbe ancora un piano sopra ma è vuoto, inoltre le scale sono devastate. Dopo aver già rischiato tanto per arrivare fino a qui, non ce la sentiamo e ci dirigiamo verso il giardino interno per gli ultimi scatti.
Anche il cortile è un luogo incredibile. Ci sono un paio di altalene e alcune strane decorazioni con sassi attorno agli alberi.
Potremmo definire il complesso un posto mistico e perso nel tempo.
Questo magnifico posto risale alla seconda metà del 300 e fu fatto costruire da un condottiero, come torre di avvistamento e di guardia. Si dice essere uno dei più bei castelli dell’ Emilia e la leggenda narra che sarebbe stata proprio la amata moglie del proprietario a dare il nome alla torre.

Scelse il nome del marito, in onore delle sue vittorie in battaglia, dopodichè il suo compagno, per ricambiare tanto affetto, fece costruire in cima alla torre stessa un’altra torre, più sottile e aggraziata, che chiamò con il nome della consorte.

 

 

 

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Marianna Arduini
Marianna Arduini
Esploratrice da sempre, insieme al suo compagno Mirco, ha trovato nell'urbex la possibilità di unire viaggio, fotografia e scrittura. La sua passione sono le chiese abbandonate e la sua zona d'azione è soprattutto il centro Italia. Artista a "tutto tondo", amante dei grandangolari estremi.

Entra nella discussione 5 Commenti

  • Avatar Letizia ha detto:

    Bellissimo e interessante articolo. Dove si trova il castello?

  • Avatar Alessandro ha detto:

    Ciao, in quel castello ho passato serate meravigliose(era abitato da un amico che l ha abbandonato dopo il devastante terremoto in emilia). Rivederlo distrutto mi rattrista, e nonostante la devastazione generale nelle tue foto e’ ancora intuibile la gioia,vil divertimento, lo studio e la passione di chi vi ha abitato o di chi come m’ e’ l ha vissuto da ospite, ci ha ballato, mangiato e letto…se ritornate non perdetevi l’ antica ghiacciaia nel parco. Alessandro

  • Avatar G.corsini ha detto:

    Ci abitava una amica di mia madre, ci andavo da piccola. Potrei raccontare il mondo. Non mi piace che siate entrati, è come avere un ricordo violato.

    • Ascosi Lasciti Ascosi Lasciti ha detto:

      Dispiace che tu provi un simile sentimento. Ci vanno gruppi di vandali e sciacalli. Dovrebbe notevolmente infastidirti questo. Noi invece documentiamo, raccontiamo, senza rivelare le ubicazioni di questi posti fragili, proprio per evitare che accando questi brutti avvenimenti. Se volessi, potresti raccontarci qualcosa di più, essendo tu una “testimone diretta”!

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