EMILIA ROMAGNA urbexREGGE e CASTELLI abbandonati

Il meglio deve venire

Da Gennaio 29, 2015 Maggio 10th, 2020 6 Commenti

Con uno dei tanti medio-piccoli terremoti che han colpito la zona negli anni, questo magnifico maniero abbandonato immerso nel verde e conosciuto come il “castello del gigante”, ha subito parecchi danni.
Così, armata della mia solita dose di temerarietà, ho deciso di farci un giro.

E’ una domenica pomeriggio, sotto periodo natalizio, e sono in compagnia del mio gruppo d’esplorazione, sicuri che gireremo indisturbati.
In un primo momento pensiamo di non riuscire ad entrare perché da visione satellitare non è visibile un’entrata al castello (non essendo le immagini aggiornate alla condizione attuale).
Giriamo un po’ intorno, trovando aperta la porzione laterale : semplici depositi per attrezzi senza spunti interessanti. Qui una parte del tetto è crollato. Da questo angolo, inoltre, non troviamo alcun collegamento con l’ala principale.

Continuiamo il nostro giro intorno alle mura e finalmente eccolo: troviamo un varco d’accesso spalancato, anche se è necessario arrampicarsi per raggiungerlo.
Sopra ad esso è appoggiato un materasso ed, esattamente sotto, si apre un profondo pozzo.
Con moltissima prudenza entriamo.

 Da qui inizia un corridoio laterale. All’interno, statue e scenografie. Scopriamo, sfogliando i libri e i documenti rimasti, che negli ultimi anni è stato un centro culturale e ricreativo e che l’associazione, attiva dal 1996, ha ospitato concerti, mostre d’arte, ed eventi. Era quindi un posto dove rilassarsi, leggere ed incontrare persone.
Ma il meglio deve venire…seguiteci.

Appena passata la zona delle scuderie, stracolma di divani e zone relax per la lettura, arriviamo all’ingresso principale e cerchiamo l’accesso alla torre, nonchè ala nobile del castello del gigante.
Purtroppo, da dentro, non è possibile arrivarci : i crolli hanno fatto cedere il pavimento e troviamo tutte le porte chiuse.
Usciamo nuovamente nel giardino, nel quale troviamo addirittura un’automobile schiacciata dai calcinacci.
Proviamo a cercare una seconda entrata. E da qui è possibile constatare quanto il posto sia malmesso, nonostante la bellissima struttura esterna.  Non so per quanto tempo sarà ancora visitabile.
Fortuna vuole che il portone principale sia aperto e ci troviamo improvvisamente a bocca aperta davanti ad uno spettacolo impensabile: una meravigliosa volta con affreschi blu… ed una scalinata da “mozzare il fiato”!
Sembra di essere tornati indietro nel tempo.

Andiamo subito al secondo piano.  La scala e l’entrata ci catturano lo sguardo per alcuni minuti.
Poi torniamo in cammino. Fatte due rampe di scale, ci imbattiamo in una statua in marmo che pare darci il benvenuto e attraversiamo la porzione dell’edificio che ci porta alle camere da letto e ai salotti pregiati. Ma qui bisogna esser cauti, il pavimento non è affatto stabile.
Le camere, con ciò che resta del pavimento, sono tutte perfettamente arredate, mancano solo i vestiti e, forse, gli oggetti di valore che sono stati portati via subito dopo il terremoto.
Quello che cattura la nostra attenzione è una stanza malconcia. Qui il soffitto e i pavimenti sono entrambi crollati. Proprio dalle falle entra una luce incredibile che illumina un bellissimo divano tondo broccato, tende e soffitti affrescati che si intravedono tra le crepe.

La struttura è già bellissima così. Non osiamo immaginare come fosse da intatta.
Ritorniamo al primo piano. Siamo curiosi, la torre è proprio qui e non possiamo perdercela : attraversiamo le macerie con cautela, superiamo la parte crollata e andiamo verso la zona cucina . La sala da pranzo è arredata di un velluto rosso a fantasia e, qui, c’è ancora tutto. Dai liquori e le bibite, agli utensili.

Superata la cucina, troviamo un’altra scala.  Saliamo.
Una piccola porta si apre verso una graziosa chiesetta, molto buia, ma con ancora le candele ed i santini.
Continuando a salire arriviamo alle due stanze da letto più “ricche” del palazzo. Ancora spiccano le tende,, le abat-jour decorate a mano e le nostalgiche foto alle pareti.

Lasciamo ai lettori un breve ritaglio storico del “castello del gigante”: questo magnifico posto risale alla seconda metà del 300 e fu fatto costruire da un condottiero, come torre di avvistamento e di guardia. Si dice essere uno dei più bei castelli dell’ Emilia-Romagna e la leggenda narra che sarebbe stata proprio la amata moglie del proprietario a dare il nome alla torre.
Scelse il nome del marito, in onore delle sue vittorie in battaglia, dopodichè il suo compagno, per ricambiare tanto affetto, fece costruire in cima alla torre stessa un’altra torretta, più sottile e aggraziata, che chiamò con il nome della consorte.

Se ti è piaciuto il castello del gigante e vuoi continuare a visitare altri castelli e palazzi abbandonati, guarda qui.

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Marianna Arduini
Marianna Arduini
Romagnola di nome e di fatto, mi definisco una persona curiosa.
Fin da piccolina mi hanno sempre incuriosito i posti abbandonati e le storie.
La fotografia è arrivata col tempo, con i viaggi in solitaria che ho fatto e le persone che ho incontrato.
Ho incominciato a fare urbex da sola, e la ricerca, le storie di chi ci ha abitato, l'emozione che si prova ad entrare in questi posti dove il tempo si è interrotto, mi continua a dare emozioni ancora oggi.
Navi fantasma, treni, carria armati, monasteri, ville, manicomi, ma le mie preferite restano le chiese, e soprattutto la famosa chiesa blu.

Entra nella discussione 6 Commenti

  • Avatar Letizia ha detto:

    Bellissimo e interessante articolo. Dove si trova il castello?

  • Avatar Alessandro ha detto:

    Ciao, in quel castello ho passato serate meravigliose(era abitato da un amico che l ha abbandonato dopo il devastante terremoto in emilia). Rivederlo distrutto mi rattrista, e nonostante la devastazione generale nelle tue foto e’ ancora intuibile la gioia,vil divertimento, lo studio e la passione di chi vi ha abitato o di chi come m’ e’ l ha vissuto da ospite, ci ha ballato, mangiato e letto…se ritornate non perdetevi l’ antica ghiacciaia nel parco. Alessandro

  • Avatar G.corsini ha detto:

    Ci abitava una amica di mia madre, ci andavo da piccola. Potrei raccontare il mondo. Non mi piace che siate entrati, è come avere un ricordo violato.

    • Ascosi Lasciti Ascosi Lasciti ha detto:

      Dispiace che tu provi un simile sentimento. Ci vanno gruppi di vandali e sciacalli. Dovrebbe notevolmente infastidirti questo. Noi invece documentiamo, raccontiamo, senza rivelare le ubicazioni di questi posti fragili, proprio per evitare che accando questi brutti avvenimenti. Se volessi, potresti raccontarci qualcosa di più, essendo tu una “testimone diretta”!

  • Avatar Marco ha detto:

    Ciao. mi piacerebbe visitarlo.potrei avere dettagli sulla posizione. grazie

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