“Vedi il colore di quest’onda che passa e scorre incessantemente? Proprio così fa la gloria del mondo, che fugge; niente se non Dio è perenne”.

Per visitare questo fantastico edificio abbandonato, bisogna fare un lungo viaggio in Francia, ma ne vale totalmente la pena, data la bellezza e la storia unica nel suo genere.
Lo stato di degrado del palazzo é molto avanzato, ma conserva ancora un fascino e un’imponenza sorprendenti. I suoi saloni racchiudono ricchi decori, dipinti, citazioni famose incise nel legno e nei marmi preziosi.
Il corridoio in mogano, le stanze padronali e la sala del trono sono il cuore della dimora nonché le uniche parti ultimate.

La follia é sempre stata la migliore amica di chi ha lasciato un segno nel passato.
Questa é la storia di due fratelli (un industriale ed un architetto autodidatta) che nel 1924 grazie alla generosità del loro zio ricevettero una cospicua eredità ed acquistarono un antico castello in stile neogotico.
Questo castello divenne il loro folle sogno e decisero di modificarlo ed ampliarlo seguendo il modello di Versailles.

Nel 1939 intrapresero l‘estensione della struttura con la costruzione di una lunga facciata rinascimentale italiana di oltre 220 metri di lunghezza e 15 di altezza ispirata ad un importante palazzo Romano, i cui lavori andarono avanti per anni con ben venti lavoratori impiegati, ma si fermò nel 1970 per mancanza di denaro.

Tutte le parti di questo castello, creato per essere in “concorrenza con Versailles“, sono arredate e decorate con mobili sontuosi, dipinti italiani, collezioni di sculture e addirittura maioliche portoghesi dipinte.
I due fratelli portavano dai loro viaggi un infinità di opere straniere, quadri, marmi pregiati, pannelli di legno, statue, lampadari e una miriadi di tesori. La biblioteca ospitava un’importante collezione di oltre 2000 volumi antichi e rari.

I fratelli non videro mai ultimato il loro palazzo e il sogno per il quale lavorarono quasi tutta la loro vita si avverò solo in parte, lasciandoli con mucchi di debiti e un palazzo incompleto.
Morirono a tre anni di distanza tra loro, nel 1983 e nel 1986, ma solo due anni dopo il loro erede dovette vendere la collezione per risanare tutti i i debiti, con un’asta.
I due fratelli furono seppelliti, o meglio, cementati all’interno delle mura della facciata rinascimentale.
Poi, dopo la vendita, seguirono tempi ancora più bui per questa dimora colossale che venne lasciata lentamente al degrado.

Ci sono luoghi che non devono morire e storie come questa che non devono essere dimenticate.

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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

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