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E la Principessa?

Da Aprile 15, 2015 Febbraio 26th, 2018 Nessun commento

Chiariamo subito. Questo non è il solito caso di abbandono che potete trovare spulciando tra gli articoli del nostro blog. L’edificio in questione è si, disabitato e piuttosto malconcio, ma è ancora mantenuto sotto controllo da un custode. Motivo di questa scelta? Non ci è noto, ma spesso questi casi sono giustificati da situazioni economiche inadatte alla riqualificazione dell’immobile, ma sufficiente a mantenere sotto controllo la struttura. In altri casi invece si tratta di contenziosi o casi di attribuzione di proprietà ancora irrisolti. Parlando con il custode della struttura tuttavia ci è stato dato il permesso di visitare l’edificio e fotografarne le bellezze.

Qualche indizio. Le notizie sulla fondazione di questo splendido edificio sono piuttosto incerte, anche se alcuni documenti la fanno risalire all’inizio del 1143.
Come spesso accade, il castello svetta sul centro abitato dominando case e poderi circostanti, e sebbene all’origine si presentasse con torri angolari, scarpature, merlature, e quant’altro potesse servire per difesa, oggi ha un aspetto meno bellicoso, a causa anche delle trasformazioni degli ultimi secoli, quando i proprietari decisero di dedicarlo a fulcro dei loro possedimenti terrieri.

Mutamenti radicali. Tutto è stato stravolto nella conformazione, con nuovi volumi, nuove finestre, murando la rampa del ponte levatoio che sovrasta quello che una volta era il fossato, e che ora è un grazioso giardino all’italiana.
All’interno, il palazzo è composto da diverse parti, ma noi abbiamo visitato solo la parte nobiliare, sviluppata su più piani e con numerose stanze, tra cui quella da gioco dove troneggia uno splendido biliardo cesellato, anche se a colpirmi particolarmente è stato lo studio, dove si conservano numerosi volumi e documenti di famiglia, oltre all’archivio con i polverosi registri dell’amministrazione agraria.

Bellezze ammalianti. Nel nostro tour non abbiamo visitato le cantine, le stalle e tutta la parte plebea, ma le ‘poche’ stanze che abbiamo potuto ammirare compensano ampiamente.
Da quel che ci dicono, questo splendido maniero non avrà un futuro molto roseo. Snobbato dai proprietari per le ingenti finanze che richiede la manutenzione, inavvicinabile per gli eventuali acquirenti e bistrattato dal ministero dei beni culturali perché troppo rimaneggiato (e quindi non più di valore storico), possiamo vagamente immaginare il fascino dei vecchi fasti, aiutato anche dalle discrete condizioni di cui gode e dalla sua assoluta estraneità dai circuiti urbex. Non manca nulla…al punto da pensare : E la Principessa?

Entriamo. Carichi della solita adrenalina che ogni ‘primizia’ ci regala, varchiamo l’antico portone che protegge il maniero da soldati (un tempo) e vandali (oggi) da secoli.
Quello che si presenta ai nostri occhi entrando nella corte è un misto di stupore e tristezza.
Stupore nel veder le buone condizioni generali, tristezza nel pensare che non dureranno ancora molto!
La prima stanza che visitiamo assomiglia molto ad un pub in stile medioevale, con ancora i festoni appesi e rimasugli di qualche party, un grande camino e pochi arredi, ma non ci facciamo demoralizzare e dopo qualche scatto passiamo ai piani alti, dove troviamo principalmente stanze da letto e bagni, discretamente conservati e arredati, probabilmente destinati alla servitù.

Proseguendo, arriviamo alla vera zona padronale, con salotti finemente decorati (e arredati) e stanze da letto ricche di lampadari e letti di pregevole fattura.
L’unica nota stonata è l’accozzaglia di stili che si nota passando da un ambiente all’altro. Si esce da un bagno anni’80 con piastrelle rosso-fuoco per entrare in una stanza stile “LuigiSedici”. Caratteristica sicuramente dovuta ai decenni di rimaneggiamenti adoperati dai proprietari.
Purtroppo o per fortuna in pochi avranno il privilegio di entrare dentro queste mura, camminare sui pavimenti in cotto a scacchiera, sfiorare il tavolo da biliardo finemente decorato, osservare gli eclettici lampadari a forma di draghi oppure semplicemente sedersi in uno dei nobili salottini disseminati per il castello.

Rammarichi. Ma anche il tempo a noi concesso è terminato, e a malincuore dobbiamo varcare l’antico fossato, con la promessa che presto potremo avere un’altra opportunità per ammirare lo splendore che ancora aspetta di essere riscoperto.

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Chris Morri
Chris Morri
Classe ’76. Fotografo, grafico e musicista. Attualmente non collabora più con Ascosi Lasciti, ma si dedica a portare avanti il suo progetto personale: il P.L.A.I. (Posti e Luoghi Abbandonati Italiani)

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