BELGIO urbexPALAZZI, VILLE e CASTELLI abbandonati

La Camera di Commercio

Da Maggio 16, 2015 Marzo 1st, 2018 2 Commenti

Un nome, un simbolo. Quando si sente parlare di Camera di Commercio si attivano una serie di immagini strepitose nelle menti di gran parte degli esploratori. Varcare la soglia della Camera di commercio, una delle mete più luminose e raffinate della storia, non è facile ma neanche impossibile. S(fortunatamente) il complesso sta per essere riconvertito in una specie di mega club polifunzionale con ristoranti e sale meeting. Posta nel centro di Anversa, la Chambre è stata completamente sigillata: ogni pertugio o probabile accesso è stato definitivamente chiuso. A sbarrare la strada, oltre ad un lucchetto che Houdini sarebbe capace di aprire in due mosse (ma noi assolutamente no), troviamo filo spinato, pannelli e allarmi. Ah! Piccolo particolare… la strada principale di Anversa praticamente a due passi.

Un simbolo anche dell’esplorazione urbana. Tuttavia ho avuto la conferma che i sogni diventano realtà se immaginati ardentemente: le prime foto che mi impressero l’esplorazione urbana nella mente erano proprio quelle della CDC. Luogo luminoso e dall’architettura unica, meritava di essere immortalato.

Un po’ di storia. Dopo il 1531 Anversa cominciò a giocare la sua parte come città commerciale. La borsa di Antwerpia era una piazza rettangolare con i quattro lati occupati da alcune gallerie: un luogo aperto e chiuso nello stesso tempo. L’architettura della borsa di Anversa è forse stata un prototipo della sede di Bruges.
Su iniziativa del rappresentate della Corona Britannica Thomas Gresham, residente a Anversa, il London Stock Exchange aprì la sua piazza sul modello belga. Nel 1570 la Regina Elisabetta confermò l’apertura del commercio con Rotterdam e la borsa cominciò ad arricchirsi.
Tuttavia la Camera di Commercio bruciò diverse volte per poi venire ricostruita nel 1872 e rimanere in stato di abbandono dal 2003.

Architettura interna. Il complesso centrale della Camera di Commercio è organizzato su tre piani. Il piano terra è costituito da alcune cabine di legno numerate, dove probabilmente lavoravano gli impiegati della borsa. Sulle pareti sono affrescate numerose carte geografiche e il soffitto è ad archi gotici con mattoncini rossi. Le colonne che reggono la struttura, sono di legno intarsiate da fluidi motivi vagamenti floreali. In un angolo della parte centrale si trovano le scale. Avvolta dalla penombra, percorro la spirale di pietra raggiungendo il primo piano. Da qui si gode della vista migliore: la lunga terrazza corre intorno al largo, mentre le arcate gotiche e snelle si ergono verso il lucernario. Il tetto della CDC è interamente a vetri e presenta alcuni stemmi di cui non conosco il significato. Tutto è in equilibrio e in perfetto silenzio, un’armonia di linee e angoli: ricami eccelsi. Interessanti anche le altre stanze della Camera: la maggior parte con i pavimenti in legno scuro e con l’immancabile camino. L’ultimo piano è una serie di corridoi con porte aperte, finestre rotte e muffa: l’altra faccia di un ordinato abbandono.
Nella parte vecchia della struttura, lungo l’ennesima scala di pietra dal corrimano in ferro battuto, si arriva ad una stanza molto particolare: l’importanza della ‘Fortunata Urbs Antwerpia’ è persino impressa nel vetro colorato della vetrata.

La CDC non termina qui: connessi alla parte centrale ci sono anche altri stabili che però non ho visitato, tanto volevo rimanere il più possibile avvolta da quell’aria umida, al cospetto di quella luce forte che sognavo da anni.

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Elvira Macchiavelli
Elvira Macchiavelli
Elvira Macchiavelli fa parte del gruppo toscano. Studia scienze della formazione a Firenze, coltivando l’interesse per la scrittura. Molto attiva nel panorama urbex nazionale, ha un canale youtube "Where Elvi production urbex trip", un blog "Urbex at Info!" e ricopre inoltre il ruolo di membro fondatore del sito "esplorazioniurbane.it".

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