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PIEMONTE urbexVILLE e PALAZZINE abbandonate

Alla fine non c’era più nessuno

Articolo di Luglio 10, 2015Aprile 28th, 20202 Comments
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Una programma saltato ci costringe a cambiare obiettivo e decidiamo quindi di recarci altrove, alla ricerca di una villa incredibile. E’ un complesso grandioso, in mattoni a vista, costruito su quattro livelli: il seminterrato era adibito a locali di servizio (cucina, lavanderia, dispensa, ecc), piano rialzato e primo piano erano i cosiddetti piani nobili, mentre l’ultimo piano era molto più spartano. Essendo ben nascosta tra gli alberi, non siamo sicuri di riuscire a scovarla facilmente, ma la fortuna è dalla nostra… la villa è lì, esattamente dove pensavamo che fosse. Mi ero appena affacciata al suo interno che compare una donna anziana, la quale afferma di conoscere il palazzo e dice di essere tornata per rivederlo. Restando ferma sul cancello, descrive il luogo e racconta che negli ultimi anni era stato adibito a casa di riposo per prelati. Descrive anche l’abitudine di molti abitanti del paese: essi si recavano alla villa per partecipare alla messa che si teneva nel salone centrale, trasformato in cappella. Dato che mostrava dispiacere per le condizioni dell’edificio, le accenno al fatto che potrebbe essere segnalato su un sito per un eventuale recupero; lei mi guarda incuriosita poi chiede più volte se posso occuparmene io, acconsento con un sorriso. Avevo una gran voglia di entrare a vedere… e dopo questa breve chiacchierata la saluto e torno ad affacciarmi nella costruzione.

Entrando, ci si trova in un ampio corridoio, ma affacciandosi a una porta, la villa mostra subito la parte centrale nel suo punto più grandioso: un ampio salone in stile barocco, ricco di stucchi, affreschi e ringhiere lavorate, che si innalza per due piani lasciandomi senza fiato! Ripenso alla descrizione fatta dalla donna, ma non trovo un altare o altri elementi che possano far pensare ad un luogo di culto. Mi trovo sul piano rialzato, e ai lati del salone scopro altre stanze e un loggiato chiuso a vetrate. Improvvisamente sento parlare, e, girandomi, trovo la donna che mi parla degli affreschi delle stanze adiacenti e mi mostra dispiaciuta gli atti vandalici su muri e vetrate. Non so quando sia andata via, era lì che mi passava continuamente davanti mentre scattavo, ma non ci siamo neanche salutate… mi sorge un dubbio, ma continuo a scattare….

Al piano di sopra trovo la balconata interna che si affaccia nel salone centrale. Le restanti stanze, alcune con decorazioni meno appariscenti, sono comunque meravigliose, ma mostrano evidenti danni dovuti al tempo e all’umidità. Il loggiato, a questa altezza, offre un bellissimo panorama! Molto più semplice è l’ultimo piano: ci sono infatti una serie di locali con servizi; una ricerca in rete ha rivelato che si trattava delle celle che ospitavano le suore nel periodo in cui il palazzo era stato adibito a convento, ma ricordando l’incontro con la donna, la cosa mi ha lasciato molti dubbi… E’ stato difficile allontanarsi da questo luogo, una giornata di esplorazione come tante si è trasformata in un carico di emozioni.

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