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Maiali della Guinea

Da Agosto 22, 2015 Marzo 28th, 2020 Un Commento

Ogni tanto capita, girando per esplorazioni, di imbattersi in posti davvero unici.
Non tanto per la struttura in sé, ma per la destinazione d’uso ed… i contenuti.
E’ questo il caso di una piccola industria chimica cosmetica-farmaceutica chiusa da pochi anni per trasferirsi altrove.
Siccome non mi piace fotografare i posti abbandonati senza conoscerne la storia, ho cercato documentazione.
Poche però sono le informazioni reperibili, limitate ad un paio di laconici articoli che denunciano la mobilità per i dipendenti che vi lavoravano.
Decido dunque di indagare sul posto e, con alcuni amici già pratici del luogo, cominciamo la visita .

La farmaceutica è chiusa, ma facilmente accessibile: i varchi sono tutti aperti e ci si trova nella parte retrostante il complesso che forma una “U” con l’ala destinata ai magazzini e alla centrale termica.
Più avanti si trovano la parte centrale con gli uffici e l’altra ala, il cui incredibile contenuto sarà descritto più avanti.

Dal punto di ingresso si accede alla centrale termica e altre apparecchiature.
I locali non sembrano invasi da amianto ma le precauzioni non sono mai troppe : guanti e mascherina sono sempre consigliati.
Dentro c’è poco o nulla ma la luce crea contrasti davvero suggestivi. Da qui poi si accede senza difficoltà ai laboratori. La decadenza è notevole e l’umidità elevata ha staccato l’intonaco che si è depositato ovunque.

Sono ancora presenti, non distrutte dai vandali, provette e beute, qualche imbuto e flaconi con chissà quali sostanze. Poi i classici banconi piastrellati da laboratorio e alcuni faldoni ormai fradici, impossibili da consultare.
L’ambiente è molto suggestivo e non è facile trovare il giusto punto di ripresa per renderlo al meglio.

La visita prosegue in una zona sotterranea molto buia, con altri macchinari, centrifughe e piccole catene di montaggio.
Il passaggio agli uffici rimane in vista, dalla strada: bisogna fare attenzione anche alle case vicine. Quando si fa esplorazione urbana è sempre bene non creare inutile sospetto ai passanti.

Prosegue il giro veloce. Quando i miei compagni erano entrati qui la prima volta, non era possibile accedere all’ultima parte del complesso perché tutte le porte erano chiuse.
Questa volta, invece, un varco che dà sul cortile interno è miracolosamente aperto e, per noi… si è aperto un mondo!
Entriamo e saliamo subito le poche scale che ci portano al primo piano.
Cominciamo a girare e notiamo molte apparecchiature particolari.  Cominciamo a fotografare, e ad un certo punto, in fondo a un corridoio abbastanza buio, vediamo qualcosa di veramente strano. Insomma, la farmaceutica sarà anche chiusa ma è realmente ricca di sorprese.

Solo avvicinandoci con le torce capiamo che si tratta di gabbie.
Tutto il piano è formato da stanze contenenti gabbie per animali, dalle più piccole per topi e cavie, alle più grandi per i cani.
Rimango bloccato, a metà tra l’orrore di quello che doveva rappresentare questo luogo e la curiosità di proseguire nel percorso.
Vince la seconda emozione e proseguo.  Tutto è pulito, senza alcuna traccia dei poveri “ospiti” costretti a una vita senza alcun futuro, ma il posto è davvero inquietante.

Al secondo piano una nuova stupefacente scoperta : laboratori d’analisi con macchinari e apparecchiature di precisione, un paio di sale operatorie e….un piccolo lettino da dissezione in acciaio.
La visita assume, sempre più, aspetti inquietanti che non mi sarei mai immaginato.
Trattandosi di un’industria che si occupa di farmaci e cosmesi è certo che gli animali servissero per testare i prodotti.

Credevo che questo posto fosse stato chiuso in via definitiva ma, da quello che ho appreso, si è solo trasferito.
Temo per la sorte di altri poveri animali, ma è doveroso aprire una rapida riflessione ai lettori :
la sperimentazione animale rimane un passaggio ancora necessario e irrinunciabile per testare i farmaci…

Non sarebbe sufficiente la semplice coltura cellulare, più valida invece per i prodotti cosmetici. Sarebbe eticamente e legalmente inaccettabile testare i farmaci direttamente su persone volontarie, senza prima il passaggio della sperimentazione animale. Discorso diverso per i prodotti cosmetici. Molti marchi hanno infatti scelto di non effettuare test sugli animali. (clicca qui per approfondire il tema)

Per vedere tutte le altre foto della farmaceutica chiusa guarda qui.
Grazie per aver spinto la tua curiosità fino a qui. E’ la stessa curiosità che ci spinge a fare esplorazione urbana in luoghi pericolosi per raccontarteli.
Se ti è piaciuto esplorare questa farmaceutica chiusa e abbandonata, e vuoi scoprire edifici abbandonati simili a questo, guarda qui e cerca quello che più ti piace.
Se vuoi continuare ad esplorare il mondo nascosto e vedere cosa si trova nella tua regione, clicca qui.

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Stefano Barattini
Stefano Barattini
Fotografo dal 1979, e grande amante di viaggi. Dal 1990 inizia la collaborazione con la rivista Mototurismo e in seguito Scooter Magazine. Attualmente ha trovato nell'esplorazione urbana il suo maggiore interesse. Ha pubblicato vari libri a riguardo, e collabora con alcuni progetti importanti, tra cui il suo gruppo "Manicomio Fotografico".

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