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Intitolata alla memoria di Gustavo Fara, generale e politico patriottico di fine ‘800, questa colonia abbandonata nasce come Colonia per ragazzi sotto commissione del partito fascista. Alla sua inaugurazione del ’38 non mancò lo stesso Benito, per cui i piccoli neo-ospiti incisero una scritta a suo onore (Viva il duce!) ancora visibile oggi sul piazzale sottostante. Una fiera medaglia appoggiata sul cuore della riviera ligure. La colonia infatti, oggi ridotta a scheletrone , rappresentava a suo tempo un modello di riferimento sotto l’aspetto planimetrico e dell’efficiente distribuzione dei servizi.

L’edificio raggiunge i 43 metri di altezza ,con due corpi principali : Il primo a sviluppo orizzontale parallelo alla spiaggia, adibito a salone principale; il secondo, una torre a nove piani, utilizzata come dormitorio, con capienza fino a 400 posti letti . Appena cinque anni dopo la sua nascita, con l’entrata in guerra dell’Italia, le sorti dell’edificio si stravolsero : la funzione mutò ad ospedale militare per poi divenire sede del comando tedesco.
Ma questa non era la forma finale del colosso ligure.

Alla fine della guerra, infatti, le truppe alleate ne fecero ospitale per profughi istriani, traendo in salvo migliaia di anime perse.
Proprio in questi anni, iniziò anche la storia d’amore-odio della popolazione locale verso la “grande opera”: i paesani iniziava a mal digerire la presenza di un grosso “covo di forestieri”ed il malcontento sfociò, al suo culmine, con l’abbandono parziale dell’edificio.
Per alcuni anni il “gigante Fara” chiuse i battenti.
Almeno fino agli anni ’60, in cui la colonia abbandonata rifiorì ad “albergo nazionale della gioventù”. Un ritorno alle origini per cui era stata concepita: stupore e divertimento per il piccolo pubblico.
Eleganza ed efficienza, le parole che meglio la ritraggono in quegli anni. Ma nonostante ciò, per mancanza di soldi, il personale iniziò a ridursi, i saloni a rovinarsi e le stanze a svuotarsi. Dopo pochi anni chiuse definitivamente. Da quel momento la colonia è in abbandono da più di vent’anni.
Dentro troviamo poco del vecchio arredamento : mobilio rotto e accatastato nei piani più alti.
Nelle stanze inferiori, ampi saloni vuoti e spogli, scanditi unicamente da pilastri in cemento armato.
In questi due decenni, gli unici visitatori di questa colonia abbandonata sono stati vandali e clochard, che han potuto mirare lo stato di degrado a cui la meraviglia era stata lentamente condannata.
Solo dal 2013, in seguito all’attenzione mediatica di alcuni servizi giornalistici, tra cui quello di Brumotti di Striscia la notizia, il comune ha effettuato una serie di “aste a ribasso”, che si sono concluse con la recente vendita a privati ,per la cifra di 6 milioni di euro (10 i milioni stimati per la restrutturazione dell’edificio). Il progetto prevede la realizzazione di un ristorante ed un complesso di appartamenti.
Nel 2016 i lavori procedono a gonfie vele.

Che possa questo colosso risorgere ancora dalle sue ceneri, come l’omonimo generale dopo aver affrontato le battaglie più dure?

AGGIORNAMENTO: il complesso è stato ristrutturato in appartamenti di lusso.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questo colonia abbandonata vi ha impressionato e ha alimentato la vostra voglia di esplorare virtualmente insieme a noi altri luoghi abbandonati simili, ecco una ricca lista di istituti scolastici abbandonati. Altrimenti cliccando qui si può esplorare virtualmente luoghi abbandonati in tutta Italia.

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