Vestiti per l’anima

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In questo articolo sarò breve.
Vorrei parlarvi di abiti, sia di stoffa (..e il posto visitato ne abbonda) sia “mentali”.
Visiteremo insieme un’ ex fabbrica tessile e vedremo se poter trovare un vestito della taglia giusta per…la nostra anima !
Perché così come vestiamo il corpo, a scopo di autodifesa o per pudore, anche l’anima ha necessità di essere coccolata, scaldata con un maglione a collo alto, nelle fredde sere d’inverno.
Credo che si inizi a capire cosa intendo, quando parlo di vestiti per l’anima.
Cercherò di essere più chiaro. La funzione principale dell’abito in stoffa è quella di nascondere il nostro corpo, di fornire protezione dall’ambiente che ci circonda.
La stessa cosa vale per un “vestito per l’anima” : nasconde le nostre nudità interiori alle persone che ci circondano e, nel contempo, offre protezione.p1a0efnfkc1ht519l653kemqpu713Ognuno di noi ha dei punti deboli, delle paure, dei difetti, che non vuole far conoscere. Un vestito per l’anima ci permette di nasconderli.
Alla fine credo sia chiaro: intendiamo quell’ insieme di strumenti che utilizziamo per tutelare il nostro Essere.
Si può parlare di silenzi: tacere un proprio problema, o una paura. E’ un mezzo per difendersi, per non mostrare parti di noi che non vogliamo far vedere.
Direi che questo gesto possa essere paragonato ad una pancera, che occulta “la ciccia” in eccesso.
Si può mentire, cercando di mostrarsi diversi da quello che si è nella realtà.
Questo abito può essere una scarpa con tacco dodici ed un reggiseno push-up (..mi viene in mente quando si dice che si è andati a letto,alla sera, con una persona e ci si risveglia, al mattino, con un’altra).

Ci sono molti altri accessori per scaldare a proteggere l’anima : i guanti, usati per non lasciare impronte e scaldare la mani, servono dunque a nascondere le bugie.
Ci sono anche abiti che possono essere utilizzati “in positivo” : per mettere in risalto il proprio valore o la propria carta migliore.
L’anima è un elemento da tutelare, scaldare e difendere, e la vita è la boutique dove fare questa sorta di shopping. Badate bene che vestire l’anima non è sbagliato. Ognuno di noi aspira ad essere migliore di quello che in realtà è.
Probabilmente vorremmo tutti poter indossare un abito di Catellani ed inseguire la grande bellezza. Pertanto è giusto coccolarsi, è giusto scaldarsi nell’inverno.

 

Mentre facevo queste riflessioni visitavo questo luogo gigantesco, un intero palazzo con uffici, stanze da disegno, esposizioni, sale di progettazione.
Ai piedi del palazzo si stendevano i capannoni dove effettivamente venivano tessute le stoffe. In un altro stabile si trovavano le mastodontiche caldaie.
Ma di questa esplorazione, quello che mi ha colpito maggiormente sono stati i manichini che spuntavano da alcuni pannelli in cartone : sembravano proprio..uomini intrappolati !

Erano nudi, ed erano fatti a pezzi.
Non avevano protezione alcuna e mi sono sembrati metafora dell’esistenza umana …e della sua fine.
Ma prima della morte c’è sempre la vita, con i suoi slanci verso sparuti sprazzi di bellezza mischiati allo squallore incontrastato dell’uomo miserabile, che si cela dall’imbarazzo con la coperta dello stare al mondo.
La vita alla fine è tutto qui, è solo un trucco, nascosto tra il chiacchiericcio ed il rumore, sotto “bla bla bla” di paura e sentimento.

..per approfondire l’argomento e vedere altre foto, si può trovare trovare tutto qui.

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Emanuele Bai
Emanuele Bai
Classe '80. Tipo eclettico e poliedrico, si interessa di cultura generale. Appassionato dal 2003 di fotografia e dal 2006 di urbex, partecipa attualmente a molti progetti inerenti l'esplorazione urbana, scrivendo inoltre per "UrbanPost" e partecipando alle mostre del gruppo "Manicomio Fotografico". Fra i primi autori di Ascosi Lasciti, da anni, sfrutta la fotografia per viaggiare attraverso l'Europa e la scrittura per viaggiare dentro di sé.

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