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ALBERGHI e RISTORANTI abbandonatiEMILIA ROMAGNA urbex

Il Mare d’Inverno

Articolo di Febbraio 22, 2016Aprile 28th, 201811 Comments

Scrutare il mare dal tetto del Grand Hotel abbandonato non ha prezzo, e in un attimo mi viene in mente Loredana Berté:  Il mare d’inverno è un concetto che il pensiero non considera. E’è poco moderno. E’ qualcosa che nessuno mai desidera :  Alberghi chiusi, manifesti già sbiaditi di pubblicità. Mare, mare, qui non viene mai nessuno…”Il mare d’inverno, non l’avevo mai visto.
Era verso la fine di novembre.
Il cielo cupo incorniciava l’imponente facciata bianchissima del Grand Hotel abbandonato.
Il vento gelido increspava il mare e le nuvole nere erano gonfie di neve.

Il giardino secco e malandato, la piscina sporca e i lampioncini cadono a pezzi sulla grande vuota terrazza dell’albergo, un tempo colma di tavolini ricoperti di bianche fresche tovaglie damascate. Mi sembra ancora di vedere eleganti signore con collane di perle e gentiluomini in completo, fra luccicanti posate d’argento, bicchieri di cristallo e fini porcellane italiane.
Il Grand Hotel fu progettato nel 1929, da un noto architetto di Pesaro, su commissione di un imprenditore milanese.
Fu costruito a tempo record in soli 100 giorni.
La costruzione fu talmente veloce che, per lanciare l’annuncio pubblicitario nel “Giornale di Bologna”, nel mese di giugno 1929, fecero realizzare un “montaggio fotografico”, con tanto di albergo in parte disegnato.

L’edificio fu costruito con linee sobrie ed eleganti con alcuni richiami allo stile Coppedè ,come le sfere, i cornicioni, le piramidi tronche e la loggia del quarto piano, simile ad un casa romana di età classica. Come analoghi edifici monumentali di altre città europee, imitava, nell’architettura e nella ricchezza degli arredi e dei servizi, le dimore delle grandi dinastie.
Il Grand Hotel era poi contornato da un enorme giardino. Aveva tre campi da tennis e una vastissima terrazza.
Con le sue 155 stanze arredate in maniera sontuosa, aveva impressionato talmente tanto coloro che l’avevano visto sorgere, da essere considerato “il più grandioso e moderno albergo della riviera romagnola”.

Divenne presto uno dei ritrovi privilegiati dell’élite fascista.
A pochi giorni dall’apertura, nei sontuosi saloni, tra specchi e stucchi, si tennero le prime serate mondane.
Ad aprire il cartellone, il 20 agosto, fu il Gran Ballo della Stampa al quale partecipò anche Edda Mussolini.
Tra i tavoli, una schiera di autorità, artisti, letterati, giornalisti, duchi, baroni, marchesi e conti.
I loro nomi rimbalzarono sulla stampa italiana e straniera. Ne parlarono “Il Corriere della Sera”, “Il Resto del Carlino”, “Il Secolo XIX”, “La Domenica del Corriere”, “La Nazione”, “La Stampa” e persino “Le Monde” e il “New York Times”…

Dato l’enorme successo dell’attività, già nei primi anni trenta, fu necessario ampliare la struttura.
Prima, nel 1934 l’area dell’albergo venne quasi raddoppiata con l’aggiunta dell’ala Est (la facciata verso il mare). Dopo la seconda guerra mondiale, che vide il Grand Hotel divenire il comando delle truppe alleate, è stata aggiunta una piscina olimpionica.

Il Grand Hotel fu da subito meta delle più celebri personalità dell’alta società, altezze reali, nobiltà e figure eccellenti nel mondo dell’arte e della cultura, dall’Italia a tutto il resto del mondo.
Fu luogo d’attrazione per le personalità sia politiche che della cultura e dello spettacolo.
Grande notorietà al luogo, a livello internazionale, la diede Benito Mussolini, con innumerevoli incontri politici.

Gli anni sessanta furono caratterizzati da un’assidua frequenza di personalità del mondo industriale e dell’alta finanza per i quali furono organizzate feste memorabili con cantanti del calibro di Mina, Patti Pravo, Benny Goodman e Milva.
Innumerevoli sono poi personaggi dello spettacolo che varcarono le soglie del Grand Hotel per passarvi piacevoli momenti di relax, come Adriano Celentano.
Nelle sale del Grand Hotel vennero più volte organizzati innumerevoli congressi, presentazioni librarie, feste, spettacoli, premiazioni di concorsi, tra i quali un’edizione di Lady Universo, un’edizione di Miss Padania con il Sen. Pagliarini (come presentatore) la rassegna musicale “Reginetta della Canzone” e persino un incontro Religioso con il Cardinale Milingo.

Furono organizzati molti ricevimenti ufficiali, tra i quali uno dell’allora Comandante Generale della Guardia di Finanza Berlenghi e quello dell’allora Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Federici.
Storico fu il ricevimento in onore di S.A.R. Haya Principessa di Giordania.
Poi, dopo quasi cent’anni, l hotel cominciò ad invecchiare e, attorno al 2010, dopo il crollo di una parte del tetto, si spensero i lampadari di murano e l’insegna : l’albergo fu chiuso per lavori di restauro che, purtroppo, sono fermi da parecchio tempo.
Come può cadere nell’oblio un luogo tanto grandioso?
Ed ogni nuova stagione balneare si attende con speranza una riapertura che, purtroppo, sembra farsi attendere…

“Hai prenotato la limousine? Non c’è il servizio limousine. E la suite era libera? Tutte le camere sono libere. E la serata di gala? Eh, per quella mi sa che siamo un po’ in ritardo. Sapete che effetto fa la polvere in un hotel a cinque stelle?”

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