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Balestrino : nel Paese dove Nessun Regna

Articolo di Marzo 7, 2016Ottobre 4th, 2019Nessun commento

balestrino paolocongiu (2)Borgo fantasma tra i più conosciuti, Balestrino sta divenendo ormai solo un ricordo.
Abbandonato e chiuso nella sua gabbia metallica di sicurezza, rimane lontano da sguardi casuali.
Gli edifici, lentamente, crollano a causa delle interperie. E le loro facciate assumono un’aria di disperazione.
Le mulattiere invece riescono a donare ancora un’ebbrezza frizzante di spensieratezza.
La chiesa è il fulcro del paese e dell’espressione del degrado : i suo interni sono vuoti, spogli di ogni avere, anche se le sole pareti affrescate riescono a farci viaggiare attraverso splendidi ricordi mai vissuti.
Unica struttura ancora abitata, saltuariamente, è l’imponente castello che osserva dall’alto ogni casa ed ogni viottolo, al sicuro tra le sue alte mura.

Ma per apprezzare meglio Balestrino, occorre fare un salto nel tempo.
Nel Medioevo, i primi insediamenti della valle sfruttavano appieno queste terre, con la coltivazione di ulivi, cereali e legumi.
I primi signori feudali che giunsero fin qui, fiutarono l’opportunità di insediarsi nel pre-esistente villaggio e decisero così di sfruttarne le potenzialità, dominando incontrastati.
A testimonianza della loro egemonia, eressero il grande castello che ancora oggi sovrasta il paese.
Ma la popolazione locale maltollerava le tassazioni da parte dell’ingorda famiglia e, pochi anni dopo, provarono a mettere a ferro e fuoco il nuovo edificio.
Le rivolte si amplificarono rapidamente, fino all’assassinio del marchese e della sua consorte.
E fu questo gesto che portò l’avarizia dei nobili a mutare in pura ferocia : per smorzare brutalmente il rivoltoso animo dei cittadini, venne eretto un tribunale con appositi strumenti di tortura.
Furono anni di paura e violenza, necessari a ristabilire l’ordine.
Gli anni successivi, di contro, vennero vissuti  in pace e nella crescita economica-commerciale.
I nuovi mulini, le fornaci ed i neo-frantoi contribuirono all’espansione del paese e alla sua indipendenza dalla grande potenza della Repubblica genovese.
Solo agli inizi del ‘settecento, la sovranità del borgo passò nelle mani del Regno di Sardegna.
E la quiete mutò radicalmente in continue battaglie.
Il castello dei nobili, i Del Carretto, divenne protagonista di cruenti eventi, che videro gli invasori francesi uscirne vincenti.
Ma non fu questo avvenimento a decretare la fine Balestrino, bensì le sciagure ambientali del ventesimo secolo.
Frane e smottamenti, resero l’antico borgo definitivamente inagibile.
Per motivi di sicurezza, il comune decise di costruire un nuovo nucleo abitativo, più a nord, e di recintare il vecchio paese.
Riuscire a valicare l’attuale rete non è impossibile, considerate le numerose vie d’accesso alternative, ma l’instabilità del terreno e degli edifici rimasti rendono quest’area molto rischiosa da attraversare.

Solo nel 2008, una troupe ha valicato i confini per le riprese del film “Inkheart” .
Sono stati puntellati parte dei ruderi e messi in sicurezza gli esterni degli edifici più pericolanti.
Ma di restauri veri e propri, nonostante i vociferii continui, non se ne vede l’ombra. E il destino del borgo sembra ormai segnato.

Ascosi Lasciti Liguria : Paolo Congiu

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