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ARCHEOLOGIA INDUSTRIALEPIEMONTE urbex

Dov’è Pinuccio?

Articolo di Marzo 20, 2016Novembre 10th, 2021Nessun commento

2LOCOMOTIVA

Questa è una storia come tante altre e ha inizio in un’ Italia del lavoro che poco aveva a che fare con la sicurezza. Un giorno vado a trovare un coppia di amici e andiamo a fare due scatti in una fabbrica incredibile. Durante il viaggio in auto mi raccontano che un loro amico ci lavorava… si, ci lavorava ma poi… Fine turno: -dov’è Pinuccio?? -non so, mi hanno detto che veniva da voi ma non aveva voglia di fare il giro così sarebbe saltato oltre la colata… -ok, ma dov’è Pinuccio? E perchè ha lasciato lì la sua scarpa…? Inutile commentare, questi sono racconti che ti segnano dentro e rispuntano quando meno te li aspetti.

Arriviamo sul posto e iniziamo a girare.
La prima cosa che noto è una vecchia stazione che serviva la linea privata interna allo stabilimento.
La locomotiva è ancora lì e mi guarda con un occhio decisamente spento.Siamo in una vecchia fonderia, nata come piccola fabbrica e man mano ampliata fino ad avere 2600 operai. Nel 1999 iniziano i pre pensionamenti per l’amianto e nel 2009, anche a causa della crisi economica, quasi tutti i dipendenti vengono messi in cassa integrazione straordinaria a zero ore.
A parte la grandiosità dello stabilimento, il resto segue le stesse storie delle altre fonderie italiane… L’impatto è emotivo è forte. Una cosa che lascia senza fiato sono i fasci di luce, talmente tanti e in continua evoluzione che non si sa più cosa fotografare!

Ma quando mi avvicino resto ancora più sconcertata. La parte che ancora non è stata smantellata è esattamente come quando era in funzione.
Giro nelle officine osservo gli attrezzi riposti e i materiali accatastati in modo ordinato, ma anche saponette e lattine impilate nei mobiletti… poi mi giro. … un casco è lì insieme alle cuffie di protezione e subito mi ricordo di Pinuccio!

Vedo i carroponti e decido di salirci.
Da lassù la visione è diversa, quasi ovattata, ma il nero e il grasso sono ovunque, anche sugli asciugamani lasciati dagli operai.

Un urlo mi costringe a correre fuori… quel giorno uno di noi ha rischiato grosso e la cosa mi ha scosso parecchio! Basta un passo falso per raggiungere Pinuccio, ma per fortuna è andato tutto benone!
Il giro continua velocemente ma il sito è enorme e sarò costretta a tornare per vedere bene tutto!

Mi appare tutto esagerato e le sale di controllo mi incuriosiscono…

Sembra incredibile ma il silenzio assordante mi rimbombava dentro ricordandomi il rumore mostruoso e il caldo che si sprigionavano durante la lavorazione… e tutto mi sembrava ancora più nero!!
Le foto non bastano a rendere l’idea della grandezza degli impianti, e l’altezza… e la profondità.

La nota divertente è che come in tutte le officine che si rispettino ci sono oggetti di tutti i tipi, però foto, calendari e giornalini vari di nudo, la fanno veramente da padrone.
Curiosa anche una micro sala riposo con giornalini, fornetto e una lampada fatta con una lattina… lo stanzino era talmente piccolo che sicuramente era utilizzato da una persona alla volta… giusto per un momento di relax!!

Potrebbe sembrare che siamo alla conclusione, ma un giro negli uffici ve lo voglio mostrare, perchè sono molto diversi tra loro: si va dagli uffici nell’area degli impianti, pieni di grasso e di oggetti utilizzati nella lavorazione, ai locali dell’ufficio tecnico o dell’ufficio acquisti.
Le sigarette nel posacenere, il giubbino poggiato alla sedia, i fazzoletti riposti nel cassetto… tutto lascia pensare che rientreranno lunedì… o forse no! Certo, sono ambienti molto diversi dalle officine, ma una cosa accomunava tutti il lavoratori: la presenza di calendari con foto di nudo.

Un giro veloce in mensa e nelle cucine perfettamente conservate…

E infine negli spogliatoi, prima di scappare a casa! Solo questa parte meriterebbe un album di foto.
Gli oggetti personali presenti negli armadietti erano di tutti i tipi e di nuovo ho avuto l’impressione che sarebbero rientrati tutti lunedì!!

Sono tornata molte altre volte. Sembra davvero assurdo, ma il pensiero di Pinuccio mi ha accompagnata tutte le volte che sono tornata alla fonderia, e tutte le volte che pensavo alle persone che avevano perso il posto di lavoro, subito Pinuccio mi ricordava che lui ne sarebbe stato felice!53_ultima

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