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E’ passato un pò di tempo dall’ultima volta che ho messo piede in questa villa abbandonata, così come ne è passato dal mio ultimo articolo.
Era ora di rifarsi vivi!
Trovato un pò per caso, frutto di una confessione quasi estorta ad un altro esploratore, questo luogo non rientra tra i cosiddetti grandi classici. Vuoi per una certa difficoltà nell’ingresso, acuita dalla presenza di un possibile custode nella casa adiacente, vuoi perchè non è mai capitata in mano agli esploratori più chiacchieroni.

I soliti giri di perlustrazione. Compimmo due visite solo per capire come entrare nella proprietà senza essere visti. Inizialmente sembrava quasi impossibile, dato che l’opzione di scavalcare l’alto cancello lungo una strada trafficata e di fronte a casa del custode non era troppo convincente, come era infattibile passare dai lati, per via della recinzione sempre a vista da qualcuno.
Ma alla fine, un modo si trova sempre, e la nostra perseveranza fu premiata. Trovammo un grosso buco nella recinzione e da lì passammo.
Una volta dentro la proprietà bastò poi aprire una porta per essere dentro alla splendida dimora.

Ci si accorge subito che il piano terra viene  saltuariamente visitato per ammassare mobili, attrezzi da giardinaggio e varie altre cose. E’ una di quelle situazione che definirei di “abbandono fresco“, un lasso di tempo in cui la proprietà decade, ma è ancora visitata saltuariamente da vandali, sciacalli e magari qualche erede che si è preoccupato di radunare le cose più interessanti prima di lasciare il tutto allo sfacelo.

Salendo al primo piano si notano le crepe e i primi cenni di crollo che interessano la volta in cannucciaia e fanno presagire un peggioramento nella parte più interna dell’edificio.
Un lungo tavolo pieno di trofei e fossili sparpagliati, ci da il benvenuto in cima allo scalone principale. Da lì iniziano una serie di stanze da letto collegate tra loro: nulla di eccezionale, roba relativamente moderna e di poco pregio. Credo si tratti dell’ultima parte che fu abitata, ed abbandonata, ad occhio, da circa 7/8 anni.

L’ambiente è buio, e per ovvi motivi siamo impossibilitati ad aprire le finestre.

Procediamo, incontrando anche una carcassa rinsecchita di un cane… passando poi per una stanza con un grave cedimento del soffitto, fino ad arrivare nell’ampia sala centrale, completamente arredata, con il lungo tavolo strapieno di oggetti, ninnoli, posacenere e soprammobili.
Presenti anche alcune librerie negli angoli della sala. Continuando, c’è quella che è la stanza più bella della villa, con stupendi affreschi ottocenteschi sia sul soffitto che alle pareti.

Da qui, una scala a chiocciola interna ad una torretta, permette di spostarsi alle soffitte, o di scendere al piano terra, ma in un’altra ala che inizialmente non avevamo visitato. Scopriamo quindi un incredibile e ben conservato soffitto in legno, forse liberty, oltre ad altre stanze di uso comune, quali cucine e salette, ancora arredate e piene di oggetti di vita quotidiana.

Una volta fuori, non ci siamo fatti mancare la visita alla chiesetta di famiglia, in discrete condizioni.

Online, purtroppo si trovano solo notizie inventate, tra cui che vi abbia soggiornato Napoleone.
Se vi interessa, sappiate che è attualmente in vendita! La sola vista della Cappella abbandonata, farebbe venire voglia di spendere la propria eredità per questa dimora. Ma, evidentemente, sono il solo a pensarlo, dato che gli unici avvenimenti a cadere dall’alto….sono i crolli del soffitto.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questa villa abbandonata vi ha impressionato e alimentato la voglia di esplorare virtualmente insieme a noi altri luoghi abbandonati simili, ecco una ricca lista di ville e castelli abbandonati. Altrimenti cliccando qui si può esplorare virtualmente luoghi abbandonati in tutta Italia.

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