IMG_6974Non c’era un sabato senza fila all’ingresso.
Capitavo spesso in questa discoteca che andava molto di moda, dove i tacchi alti erano d’obbligo.
Dopo la fila, si passava la notte su è giù per i due piani, un drink dopo l’altro.
Tutto in bianco e nero : era una delle perle della nostra riviera.
Vederla così, dopo la sua chiusura, per noi che ci venivamo a ballare, fa una certa impressione.
Al guardaroba, i cartellini con i numeri sono tutti ancora sugli appendini, il divanetto a forma di bocca che portava da un ambiente all’altro è ancora lì… un ” tuffo al cuore “.

Gran parte dell’edificio è vandalizzata.
La parte centrale con il grande bar è stata pesantemente devastata.
Mi ricordo che ai tavoli sulla pista, ogni tanto, si finiva invitati da amici a bere un bicchiere di vino ma, ora, di quel vino restano solo bottiglie rotte.
Il secondo piano è messo anche peggio: hanno portato via tutto quello che aveva un minimo di valore ma, nonostante tutto, questo luogo ancora conserva il suo fascino e riporta ” a galla” migliaia di ricordi.

Non è difficile trovare informazioni sulla sua storia. Scopro che nel 1957 fu edificato come villa, per poi essere trasformata, in un primo tempo, come “dancing pizzeria  e, solo nel 1970, in una delle più rinomate discoteche della riviera.
L’edificio si estendeva su 3000 metri quadri di sale da ballo e 15000 di parco .
Poi nel 2001 cominciarono i cambi di gestione. Forse furono proprio questi cambiamenti e la sua posizione decentrata rispetto alle altre discoteche (più aggregate, nuove e maggiormente “in voga”) a farla morire, anno dopo anno.

Ora quel parco è diventato una giungla e l’interno del complesso ha solo l’ombra di ciò che era stato.
E’ anche divenuto un posto pericoloso : sui giornali spesso si legge di extracomunitari che vanno depredare tutto quello che si può riciclare o rivendere.
Non è certo un posto consigliabile.
Voci sparse riferiscono di possibili compratori, per restaurare l’edificio, ma al momento non ci sono offerte concrete.

La discoteca resta alla mercè di sciacalli o usata come rifugio di fortuna. Nel 2017 ha compiuto i suoi 60 anni di (ex) attività senza che qualcuno si sia deciso di farla tornare agli antichi splendori.

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Marianna Arduini
Marianna Arduini
Esploratrice da sempre, insieme al suo compagno Mirco, ha trovato nell'urbex la possibilità di unire viaggio, fotografia e scrittura. La sua passione sono le chiese abbandonate e la sua zona d'azione è soprattutto il centro Italia. Artista a "tutto tondo", amante dei grandangolari estremi.

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