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PIEMONTE urbexREGGE e CASTELLI abbandonati

Il Castello dei Poveri

Articolo di Aprile 28, 2016Maggio 10th, 2020Nessun commento

chiesettaE’ un afoso pomeriggio d’estate quando, tra amici, decidiamo di visitare un antico castello disabitato, ex dimora estiva di un’ importante famiglia aristocratica.
L’ingresso si dimostra subito abbastanza complicato : rovi ed ortiche hanno avvolto ogni varco.
Siamo quasi al punto di gettare la spugna e tornare a casa, quando decidiamo di fare un’ultima ispezione attorno alle mura, in cerca di un’eventuale accesso sfuggito ai nostri sguardi.
E, si sa, la fortuna premia gli audaci!   Dietro a un cespuglio di piante urticanti, riusciamo a scorgere il vecchio sentiero principale.
Dopo aver lottato con ortiche e rami spinosi, possiamo raggiungere quello che un tempo era il giardino del castello.

La porta delle cantine e’ aperta.
Ispezionando le stanze, capiamo che questi spazi erano stati adibiti più recentemente a magazzino.
Sono ammucchiati, in ogni angolo, parti di mobili, sedie ed attrezzi da lavoro per la manutenzione quotidiana del podere.
Dopo la morte della Marchesa, per sua volonta’, il castello aveva ospitato anziani, poveri e malati.
Gli attrezzi venivano quindi sfruttati dai pochi inquilini ancora abili a farne uso, per occupare le lunghe giornate.

Purtroppo, a causa delle grandi spese di gestione, il “Castello dei poveri” chiuse presto i battenti.
Ma, nonostante i drastici cambi di funzioni dell’edificio, sono rimaste ancora presenti forti tracce del suo nobile passato :
soffiti a botte , pavimenti a mosaico, lunghe e vorticose scale, grandi finestre e, all’interno del palazzo, una cappella di famiglia.
In quest’ultima, ancora oggi, riposano le salme dei marchesi.
Sopra l’altare, un biglietto, scritto probabilmente da uno dei ricoverati, recita una preghiera :
PREGHSulla facciata della parte nobile e’ ancora parzialmente visibile l’affresco del blasone di famiglia.
Le uniche cose che rimangono all’ interno del complesso sono una serie di poltroncine da cinema, un biliardo, qualche divanetto, le librerie divorate da tarli e muffa, gatti randagi e colonie di piccioni.
L’aria è pesante.
Il forte odore di escrementi e di legno marcio ci esortano a uscire, non prima di aver salutato per l’ultima volta le raffigurazioni della marchesa.

Tutta la struttura versa in condizioni disastrose, e oltre al primo piano, sconsiglio di provare a salire ai piani superiori .

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