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ARCHEOLOGIA INDUSTRIALEUMBRIA urbex

La Centrale del Carbone

Articolo di Maggio 31, 2016Dicembre 28th, 20208 Comments

Una centrale termoelettrica abbandonata è una zona malsana: nucleo pulsante di polveri sottili e ricettacolo di rifiuti tossici da poco rinvenuti.

E’ passato qualche anno e a questi particolari non avevo dato molta importanza, tanto che mi erano sfuggiti.
-Come si fa a resistere ad una sala di comando verde scintillante avvolta dalle tenebre?-
Il pensiero precede l’azione.

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Scendiamo dall’auto, attraversiamo l’area sotto ai raggi del sole che riflettono le finestre dello stabile. Immancabili vetri rotti al suolo, immancabili stanze crude.
Non esistono impiegati nella centrale termoelettrica, solo piccioni ed escrementi.
-Dove sarà la sala…?-   I gradini si susseguono ad uno ad uno lungo la scala solida e sporca.
Ad un certo piano noto un corridoio buio e, paradossalmente, arriva come un’intuizione scintillante…

Lungo quel corridoio c’è proprio la sala di comando !
Una porta sfondata lascia entrare un violento rettangolo fiammeggiante che fa brillare il soffitto.
I tasti dei pannelli giacciono immobili: non hanno più funzioni né mani a premerli.

L’atmosfera è interrotta da qualche battito di ali di piccioni.  Tutto il resto del complesso è completamente vuoto anche se è possibile imbattersi in qualche retaggio del passato, come il grafico riportante la situazione industriale del territorio, datata giugno 1986.
Alcuni registri invece sono datati 1973 e 2006 ma non conosco il periodo certo di attività della centrale.

Rivalutazioni possibili? Alcuni progetti futuri promettono di rivalutare l’area creando una nuova “Sylicon Valley” nel nome della green economy, ma questo progetto all’avanguardia non è mai stato attuato.   L’ennesima storia perduta che tento di ricostruire…invano.
Lasciamo lo stabile, proseguendo la nostra esplorazione e dimenticandoci di fotografare i laboratori della centrale termoelettrica abbandonata.
L’alto cono grigio della torre di raffreddamento giace in un angolo dell’area deserta, vicino ad uno scheletro di cemento che mostra alcune ventole: si ha come l’impressione di varcare una cattedrale dai rosoni metallici, dai quali gocce di pioggia e di umido cadono a terra.

Terminiamo la nostra visita con un cenno reciproco: ‘Pronti? Pronti.’  Ed abbandoniamo anche noi la fabbrica di carbone.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, tramite l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti e partecipa al nostro gruppo.

Se questa centrale termoelettrica abbandonata ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una ricca lista di aree industriali abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Umbria?

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