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Situata a pochi chilometri dal mare, su una collina collegata da un sentiero di 222 scalini, leggenda vuole che esista da due forse tre secoli, ma in realtà è solo un palazzo del 1500, che fu la residenza estiva del Conte Ferretti. In tempi recenti, nel 2001 dopo un incendio, probabilmente doloso, la villa abbandonata viene barricata, per evitare l’accesso a estranei, cosa che non riesce, il che si capisce dai pesanti atti vandalici interni, ma dopotutto, il graffito stesso fa parte della storia del lascito. Di facilissimo accesso, anche ai neofiti dell’urbex, la villa abbandonata è completamente vuota e pericolosamente instabile, non mi meraviglierei se a seguito degli ultimi terremoti sia crollato qualcos’altro, come un pavimento o un muro.

La magione è stata anche usata per messe nere, nonché come ritrovo di tossicodipendenti. Esisterebbe un fantomatico cunicolo nei sotterranei, che porterebbe alla chiesa di Castelferretti, ma nessuno lo ha mai trovato, nè cercato, anche perché i sotterranei sono inaccessibili a causa di crolli, vegetazione che cresce incontrollata e ipotetici fantasmi, addirittura filmati e messi su web.

Ci sono diverse storie che parlano di bambini ed animali gettati in fondo al pozzo della villa abbandonata dalle truppe tedesche, e che ancora piangono e si lamentano. Altre raccontano che l’improvvisa comparsa, nel giro di una notte, di due palme nel giardino della magione, costrinsero il proprietario a fuggire temendo di essere vittima di un sortilegio.

E’ comunque un luogo estremamente conosciuto da tutti coloro che vivono nella zona, e molti ragazzini, noi compresi, ci avventuravamo al suo interno fin da piccoli.

Dell’esplorazione c’è veramente molto poco da parlare, viste le condizioni. La villa è a due piani, ingresso con colonne, scalinata laterale quasi del tutto mancante, e ampie stanze semicrollate.

La volontà di recensire questo luogo carico di storia e di misteri è per dare più visibilità alla sua campagna di riqualificazione. Ritengo che un posto abbandonato non dovrebbe rimanere tale per sempre, e già nel 2012 si formò un movimento per il recupero. Di seguito l’articolo del Resto de Carlino  che ne parla (l’autore non è indicato):

“Falconara (Ancona), 9 maggio 2012 – I residenti di Castelferretti chiedono il recupero di Villa Montedomini, ormai diventata il fantasma di se stessa, ma intanto l’Inrca, dopo il tentativo del novembre 2010, intende rimettere all’asta la villa sulla collina di Montedomini, di cui è proprietaria, oltre al complesso ‘Le Grotte’ alle pendici del promontorio, scenario del video del presunto fantasma. “Non siamo interessati a mantenerne la proprietà — spiega il dg dell’Inrca Giuseppe Zuccatelli — e intendiamo rimetterlo all’asta per finanziare l’attività dell’Istituto”.

La villa del ‘500 un tempo residenza estiva dei conti Ferretti, con annesso un parco di 30mila metri quadri e due casali per 900metri quadri totali, era stata proposta ad una base d’asta di 793mila euro, mentre il complesso ‘Le Grotte’ era stato offerto a 513mila euro. Entrambe le aste sono andate deserte ed ora entrambi i lotti potrebbero essere offerti ad una base più bassa. Sarà difficile trovare un acquirente: un progetto di recupero del 2008 prevedeva investimenti per 4milioni. I castelfrettesi chiedono però l’intervento delle istituzioni e dei privati per riappropriarsi di un immobile che fa parte del patrimonio storico e architettonico del paese, come spiega l’ex consigliere dei Verdi Sergio Badialetti, residente a Castelferretti e appassionato di storia locale.

“A parte i filmati sul presunto fantasma — commenta Badialetti — il nodo cruciale è il degrado dell’edificio, che andrebbe recuperato”. Per chiedere che l’edificio diventi patrimonio pubblico si era mobilitata anche la Pro Castelferretti, che nel 2008 aveva avviato una petizione. “Abbiamo tante idee — spiega il presidente Luigi Tonelli — ad esempio quella di realizzarvi un centro convegni, lasciando il bosco aperto al pubblico, mentre le case coloniche de ‘Le Grotte’ potrebbero diventare una colonia per scambi culturali o una casa famiglia per anziani. Occorrerebbe un magnate oppure una cordata pubblico privata”.

Quanto ai presunti fantasmi, dal professor Tonelli arriva un monito, specie ai ragazzini: “Alcuni si sono fatti suggestionare dalle storie dei fantasmi e vogliono visitare Montedomini, ma è molto pericoloso avventurarsi all’interno, perché la villa è pericolante e sono crollati anche pezzi di muro”. La villa, infatti, è stata praticamente cannibalizzata: sono state rubate (forse da qualcuno esperto di antiquariato) le colonne in marmo che sostenevano la balaustra della scalinata interna, oltre alle lastre sempre in marmo poste sui caminetti. Di recente sono stati anche asportati pezzi di muro, probabilmente per appropriarsi degli stucchi che decoravano gli interni.

La villa abbandonata ha fatto discutere, di seguito anche l’articolo del Corriere Adriatico del 19 agosto 2016 di Manuela Pino:

“Salviamo villa Montedomini” è questo il nome del gruppo di protesta nato su Facebook dai cittadini di Castelferretti. Un grido d’ aiuto per salvare la memoria storica della villa, che risale al 1505: un edificio costruito per volere degli allora conti Ferretti che la utilizzavano come residenza estiva. La villa, passata di proprietà in proprietà, è ora dell’ Inrca. Ma, col tempo, il degrado sta sgretolando ogni angolo di quella storica residenza, un vero e proprio patrimonio per l’ intero territorio, vincolato dai beni culturali.

Il motto viaggia in rete

«Se Castelferretti molla, la Villa crolla» , ecco il motto dei castelfrettesi. Il tutto è nato qualche giorno fa per volere di un residente della frazione, Simone Mattei. « Ho deciso di fondare questa pagina perché è visibile a occhio nudo che la villa sta finendo a pezzi – spiega Mattei – Il tetto è in alcune parti sfondato e le pareti stanno crollando » . I graffi non si contano più. I muri interni sono imbrattati da diverse scritte e anche la famosa scalinata che porta alla villa abbandonata è ormai rovinata. L’ incendio del 2012, poi, ha ridotto in macerie la casa della servitù a lato della villa. Per i cittadini ci sono due soluzioni per risanare lo storico immobile. «La villa può essere venduta a un privato o può essere sistemata: farla crollare è un peccato» , continua Mattei.

I rischi

Il timore è che villa Montedomini, in questo stato di abbandono, non durerà a lungo: se crollerà, un pezzo di storia di Castelferretti e del territorio si dissolverà nella polvere. L’ area, tra l’ altro di facile accesso, risulta persino pericolosa viste le parti pericolanti della villa.

Il messaggio

I castelfrettesi non ci stanno. «L’idea è quella di alzare la voce per sensibilizzare l’ opinione pubblica e per far arrivare il messaggio anche alla Sovrintendenza – spiega Mattei – Vogliamo far arrivare questa emergenza a più persone possibili, per far sì che qualcuno ci indichi la strada» . Intanto, i cittadini con la ProCastelferretti stanno pensando a una serie di iniziative di sensibilizzazione, come richiedere alla proprietà di risanare l’ edificio (i cittadini si dicono disponibili a ripulire la scalinata volontariamente) e di mettere a disposizione il parco per qualche evento estivo. Intanto è stata aperta anche una votazione sull’ edificio storico di Montedomini sul sito del Fai, per far sì che ci sia una voce in più. In questi anni, l’ Inrca ha provato a vendere la villa ma i bandi sono andati sempre deserti. E diversi sono stati gli incontri con il Comune. «L’ immobile non è di nostra proprietà e non possiamo acquisirlo ma ci rendiamo disponibili a collaborare per individuare i diversi tipi di valorizzazione – rivela l’ assessore al Patrimonio, Matteo Astolfi – È un bene vincolato e la proprietà deve farsene carico. Sono stati effettuati diversi studi e tesi di laurea nelle quali si prevedeva una residenza per anziani, o un resort con un centro congressi e una struttura ricettiva» . Insomma, le ipotesi di restyling sono tante e Astolfi non si tira indietro per valutare altre destinazioni urbanistiche. Non si esclude che in autunno, riferisce l’ assessore, si possa organizzare un incontro ad hoc.”

Per avere una voce in più è stata aperta anche una votazione sul sito del Fai

Qui la pagina per le votazioni del fai: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/367

Qui la pagina Facebook per il recupero della villa: https://www.facebook.com/salviamontedomini/

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti e supportaci sul nostro gruppo. Qui potrai trovare foto esclusive e materiale inedito.

Se questa villa abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una ricca lista di palazzi e ville dimenticate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati delle Marche?

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