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Le complesse vicende storiche della linea ferroviaria abbandonata Motta S. Anastasia-Regalbuto hanno inizio appena dopo l’Unità d’Italia.
La prima proposta per la costruzione di una ferrovia lungo la Valle del Salso fu avanzata nel 1879. Il progetto venne approvato dal Governo con decreto del 21 maggio 1885 ma ben presto le sovvenzioni statali risultarono inadeguate alle ingenti somme di costruzione.
Il progetto venne temporaneamente abbandonato finché, circa vent’anni dopo, le condizioni finanziarie migliorarono. Così, nel 1908, fu approvato dal Consiglio Superiore di Lavori Pubblici un ulteriore progetto in variante elaborato dal medesimo gruppo di tecnici. Ma anche stavolta varie controversie impedirono l’inizio dei lavori.
Solo all’ inizio del 1921, venne approvato un nuovo progetto definitivo i cui lavori iniziarono l’anno seguente tra parecchi ostacoli burocratici e svariate sospensioni. Il primo tronco di questa linea, fino alla stazione di Schettino, venne inaugurato il 28 ottobre 1934. Nell’ ottobre del 1948 venne annunciata la prosecuzione dei lavori del tratto ferroviario tra Schettino e Regalbuto, tronco che fu aperto all’esercizio ordinario nel febbraio del 1952.
Già nel 1961 l’Ufficio tecnico del Comune di Paternò lamentava lo stato di degrado in cui versavano la ferrovia e le relative stazioni a causa della scarsa manutenzione e l’inadeguatezza delle strutture al crescente volume di traffico merci dovuto all’ esportazione dei prodotti agrumicoli, soprattutto arance e olive.
Nel 1986 il Ministro dei Trasporti dichiarò la futura soppressione della linea ferroviaria a seguito dell’eventuale potenziamento delle linee parallele.
“Il progressivo declino anche del traffico merci, che fu soppiantato dal più agevole e conveniente trasporto su gomma, segnò la sorte della linea poiché le Ferrovie dello Stato rinunciarono a qualsiasi lavoro di ripristino della linea”(Caruso-Napoli).   Infine il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con decreto registrato il 26/05/2014 ha autorizzato la definitiva dismissione dei 36,75 km di tratta ferroviaria compresi tra Schettino e Regalbuto. Svariate le richieste e i progetti per la riqualificazione delle stazioni ormai abbandonate e pericolanti.   Dall’ inizio del 2016 l’ Ass. Stazioni Unite del Simeto si sta occupando della riqualifica di una delle stazioni abbandonate lungo la tratta ferroviaria, la stazione di San Marco a Paternò.

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L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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