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EMILIA ROMAGNA urbexVILLE e PALAZZINE abbandonate

Novanta minuti

Articolo di Agosto 2, 2016Maggio 2nd, 20182 Comments

Novanta minuti, la durata di una partita. Novanta minuti, la distanza di tempo che ci serve per arrivare in questo posto abbandonato.urbex emilia - ville abbandonate - 90 minuti - villa dell'allenatore (10)È un’afosa domenica di luglio quando decidiamo di partire con l’intenzione di esplorare questa villa appartenuta, un tempo, ad un allenatore di calcio.
Non amiamo il calcio, come del resto nessun altro tipo di sport e, come spesso succede, scartiamo la visita in molti posti abbandonati vicini, forse per vigliaccheria o per scarso interesse. Ma questa volta no. Questa volta ne vale davvero la pena.
Riusciamo a parcheggiare la macchina nelle vicinanze e, con un mix di ansia mista ad emozione, ci incamminiamo per la stradina che porta alla villa, timidamente nascosta da una fitta vegetazione.  Troviamo immediatamente il passaggio per entrare nel giardino, invaso da ortiche e rovi.
Il primo edificio che troviamo è una piccola chiesetta con le pareti rosa confetto, spoglia ma ancora carica di fascino e fortunatamente salva da graffiti.  Giusto il tempo di fare qualche scatto e ci dirigiamo verso la villa padronale.

Qui veniamo accolti da sciami di fameliche zanzare che ci seguiranno per tutto il tempo della nostra permanenza.
Mezzo litro di sangue sembra il prezzo da pagare per aver violato quel luogo dove il tempo si è fermato . Ogni stanza trasuda ricordi, con vecchie foto, palloni in cuoio, lettere di ringraziamenti, agende con appunti, scarpe e libri.
Girando per le stanze ci troviamo in una sala. Anche qua scaffali con trofei, medaglie e diplomi.
Al piano superiore, le camere da letto.  Ognuna con soffitti affrescati, letti disfatti e abiti chiusi nell’armadio da tempo, in attesa di essere indossati.  Non capita spesso di trovare posti abbandonati ancora così completi, dove tutto è rimasto imprigionato in una sorta di limbo. Sono veri e propri santuari “congelati” .

Con le reflex cariche di foto, non prima di aver di aver ringraziato il destino per averci fatto vedere un posto come questo, lentamente torniamo alla macchina…e con altre mete, già impostate sul navigatore, ci dirigiamo verso nuove emozioni.

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