Affascinante Decadenza

Da Agosto 18, 2016 Maggio 2nd, 2018 PALAZZI, VILLE e CASTELLI, VENETO urbex

E’ una mattina piovosa di mezza estate.
L’aria è calda e umida e gli scrosci temporaleschi non fanno che aumentare la sensazione di disagio, aggravato anche dalle zanzare che prolificano copiose nelle rogge circostanti.   La villa abbandonata è ben visibile dalla strada di campagna e, subito, appare nella sua maestosa decadenza, composta da un corpo centrale e due ali laterali speculari e simmetriche.   Un bel cancello in ferro arrugginito permette l’accesso al parco antistante, ormai coperto di vegetazione.  Le notizie sull’edificio sono scarse e frammentate. Si sa soltanto che risale al 1700 ed è stato costruito e affrescato da importanti architetti e decoratori.
L’ingresso non è difficile e, una volta dentro al corpo centrale, ci si rende subito conto, nonostante il forte stato di rovina, come un tempo fosse un palazzo “di tutto rispetto”. Il piano terra è caratterizzato da alcune stanze con grandi caminetti, probabilmente utilizzate in tempi relativamente recenti.

Al suo interno, alcune suppellettili fanno pensare ad un “utilizzo teatrale“, per un periodo di tempo. La vera sorpresa e le emozioni più forti arrivano quando accediamo al grande salone centrale che si estende per l’intero lato longitudinale e si innalza fino al tetto della villa : Esso è interamente affrescato.
L’elevato senso prospettico dei lati lunghi, che raffigurano i portici, dona una sensazione di grande tridimensionalità. Il soffitto a botte rappresentava l’olimpo ed è un peccato che le infiltrazioni dal tetto, ormai totalmente compromesso, ne stiano rovinando irrimediabilmente la straordinaria bellezza. Dai lati lunghi del salone si dipartono specularmente due scale in tufo che portano al piano superiore e la sensazione è che, guardando la scala da alcuni punti di vista, questa porti al porticato dipinto. Non c’è che dire : un bel lavoro di prospettiva!

I piani superiori sono vuoti e mal ridotti ma celano ancora angoli degni di nota, con stucchi e pareti dipinte, che fanno la gioia nostra e dei nostri obiettivi fotografici. Concludiamo la nostra breve visita mentre un timido sole filtra dalle nuvole ormai scariche di pioggia e ci lasciamo alle spalle questa piccola meraviglia, che un triste destino ha portato alla rovina.
E’ spesso così. Ogni esplorazione anticipa una sensazione di rammarico nel vedere come un patrimonio artistico (che solo noi abbiamo) sia lasciato al lento degrado, senza nessun tentativo di recupero e valorizzazione. L’unica consolazione è, forse, il piacere di aver riportato in vita per un attimo la loro antica bellezza.

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Stefano Barattini
Stefano Barattini
Fotografo dal 1979, e grande amante di viaggi. Dal 1990 inizia la collaborazione con la rivista Mototurismo e in seguito Scooter Magazine. Attualmente ha trovato nell'esplorazione urbana il suo maggiore interesse. Ha pubblicato vari libri a riguardo, e collabora con alcuni progetti importanti, tra cui il suo gruppo "Manicomio Fotografico".

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