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Guardie e ladri al Parco dei divertimenti

Da Settembre 4, 2016 Maggio 3rd, 2018 Nessun commento

Oggi vi parlerò di un’esplorazione un pò datata, risalente ad una tarda mattinata di settembre di un paio di anni fa’Capitato a Berlino per lavoro, decisi di non dedicare il mio tempo libero a musei e relax, bensì a visitare alcuni tra i più famosi posti abbandonati che la città e le sue zone limitrofe potevano offrirmi.
In particolare, una di queste stuzzicava da molto tempo la mia curiosità, essendo un genere di location abbastanza rara: lo Spreepark,  il vecchio parco dei divertimenti all’interno del Treptower park, lambito dal fiume Spree . Dopo una lunghissima camminata per l’immenso parco pubblico, tra persone intente in esercizi di yoga, jogging, semplici passeggiate, giungo infine nell’area interessata.
Noto subito degli strani movimenti, operai con bobcat e ruspe che stanno lavorando per mettere in sicurezza una nuovissima e solida rete intorno a quella che sarebbe dovuta essere la mia meta. Mi sorge qualche dubbio, perchè la vegetazione rigogliosa impedisce di identificare con certezza il grande parco abbandonato, anche da mappa sembra proprio esser quello.
Faccio quindi un giro intorno alla recinzione per orientarmi meglio e valutare eventuali punti di accesso non in vista. Durante la ricognizione mi imbatto in uno strano e minaccioso cartello, fortunatamente scritto anche in inglese, che parla di sorveglianza interna e della presenza di cani! Le solite bufale per scoraggiare i ragazzini, penso tra me e me. Non sarebbe potuto essere altrimenti, dato che il mio amico Stefano Barattini aveva visitato il parco pochi mesi prima senza troppi problemi.Per scrupolo decido di contattarlo e chiedergli spiegazioni. E iniziamo male, perchè quando gli nomino la rete verdastra, immediatamente mi ferma, spiegandomi che nella sua precedente visita, non c’era alcuna recinzione di recente fattura ad impedire l’ingresso, e che entrare nel parco era stato relativamente semplice.

Gli chiedo di più, e lui, come suo solito, inizia a informarsi online, per comunicarmi, dopo una decina di minuti, un preoccupante aggiornamento: un mese prima del mio arrivo, un incendio doloso aveva distrutto parte del parco, e da allora, l’amministrazione di Berlino, aveva deciso di mettere in sicurezza e chiudere l’intera area.
Che fortuna direi!
Ma in ogni caso non posso credere che si spendano soldi pubblici per pattugliare un’area abbandonata con guardie e cani, quindi continuo la mia ricognizione. Ebbene, qui scoprirò che i tedeschi non scherzano quando scrivono qualcosa, infatti, ad un certo punto, scorgo tra le maglie della rete, due robuste guardie, con al guinzaglio due rispettivi pastori tedeschi, che stavano tranquillamente chiacchierando vicino ad un trenino colorato.
Immediatamente la situazione diventa off limits. Le guardie sì, avrei anche potuto aggirarle, ma con i cani non mi sentivo affatto sicuro, temendo che il loro olfatto sviluppato avrebbe potuto stanarmi senza troppe difficoltà.

Decido però di continuare a girozolare intorno alla rete per capire meglio la situazione e valutare i rischi effettivi. Intorno a me continuano a passare persone a passeggio, famiglie con passeggini, bambini che giocano, e mi chiedo quanto il fiuto e l’udito di un cane possa realmente distinguere tra una persona a spasso subito fuori e una dentro.  Non si può sapere se non provando. Trovo quindi un angolo abbastanza nascosto, lontano dalle guardie avvistate poco prima, e scavalco.
Nel frattempo proseguo la mia chat con Stefano che mi spiega la conformazione del parco e mi da alcune dritte su come muovermi al suo interno.

Mi ritrovo in un boschetto abbastanza fitto, pieno di rovi e piante infestanti, mi accovaccio e resto immobile per alcuni minuti, in attesa del cane e pronto a saltare fuori. Niente. Tutto tace. Inizio a muovermi cautamente senza discostarmi troppo dalla recinzione. Arrivo ad un laghetto con al centro una rotaia che lo attraversa. Il legno sarà marcio o reggerà il mio peso? Sarò scoperto lungo il percorso in mezzo al lago? Troppe domande. Mi faccio coraggio e attraverso il lago passando sulla stretta rotaia e giungendo in una delle attrazioni, una sorta di montagna russa acquatica. Salgo subito in cima, con la speranza di avere una visuale migliore, ma gli alti e fitti alberi me lo impediscono. Bene, significa che anche le guardie non riusciranno facilmente a vedermi, ma la mia preoccupazione principale non erano di certo loro…

Faccio qualche foto e mi fermo un pò ad ascoltare e chattare con Stefano. Dopo una decina di minuti prendo coraggio e riparto. Cerco di muovermi sempre su sentieri impervi o vicino a strutture su cui arrampicarmi in caso di improvviso attacco cani. Ad un certo punto sento degli strani rumori e mi acquatto dietro un cespuglio.
In un attimo vedo arrivare da uno stradello, in corsa, un folto gruppo di scalmanati. Immediatamente capisco che stavano fuggendo dal guardiano, o forse dal cane, quindi esco fuori e inizio a correre in un’altra direzione, così da salvare la pellaccia. Malauguratamente, il gruppo mi vede e inizia a seguirmi. Ad un certo punto, stanchi morti, ci fermiamo e facciamo le dovute presentazioni. Scopro che si tratta di un gruppo di australiani che erano inseguiti da una guardia, senza cane per fortuna.

Li saluto, rendendomi conto che muovermi con altre dieci persone non mi avrebbe di certo aiutato a passare inosservato, e mi dirigo verso quella che era la punta di diamante del parco: la ruota panoramica.
Il fatto di saperli dentro però mi rincuorava, un gruppo così folto e rumoroso avrebbe di sicuro attirato i cani, lasciandomi libero di muovermi con maggior sicurezza.
Senza troppa difficoltà raggiungo la fatidica ruota, faccio gli scatti di rito e mi dirigo finalmente alla rete per scavalcare e tornare nella safe zone di Treptower Park.

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Alessandro Tesei
Alessandro Tesei
Fondatore ed admin di Ascosi Lasciti, creato per radunare alcuni tra i migliori esploratori urbani, da sempre innamorato dei luoghi dimenticati. Vincitore di numerosi premi internazionali in ambito documentaristico e reportaggistico. Si occupa essenzialmente di videomaking, fotografia e graphic design.

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