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BORGHI, CONTRADE e VILLAGGI FANTASMAMOLISE urbexSPECIAL EDITION 💣

Molise, questo sconosciuto, ed il suo Paese Fantasma Sepino

Articolo di Settembre 29, 2016Aprile 14th, 2021Nessun commento

Oggi visitiamo un borgo abbandonato e studiamo un po’ di storia.

Il Molise è una regione poco conosciuta, quasi ritenuta “oscura”, come ogni cosa di cui si sa poco.
Istituzionalmente nasce negli anni ’60 da una costola degli allora “Abruzzi” ma si tratta di un territorio dalla storia lunga e gloriosa e con una identità che si è andata ricostruendo negli ultimi decenni.
Qui, in questa zona dell’Italia centrale a metà tra Campania, Puglia e Abruzzo, tra il soffio dei venti della Majella e la mole imponente del Matese, si stanziarono i Sanniti, l’unica popolazione italica a opporsi con un certo successo, ma non per molto, all’espansione della Repubblica di Roma.
Davide contro Golia, Molise contro Roma.

Molise e transumanza : Molise è transumanza e lo è da sempre. Un legame particolarmente stretto è quello con la Puglia della Capitanata e, inevitabilmente, contaminazioni di dialetti e tradizioni, confini amministrativi che oscillano.
Se mi chiedete cosa visitare nella seconda regione più piccola d’Italia indubbiamente la risposta è “Sepino”. È qui il viaggiatore amante di territori e paesi trova il massimo diletto.

A metà tra Foggia e Napoli (dista 100km da entrambe le città) il centro medievale è stato costruito su un poggio dominato dal Matese, il massiccio che si estende fino a 2000mt.
Ma, attenzione, non è quella la meta, o almeno la nostra. E questo non è un tentativo di sminuire il borgo vecchio, per carità, ma il vero tesoro è altrove.
Si trova a valle, nella pianura alluvionale del fiume Tammaro, laddove i sanniti prima e i romani dopo costruirono una città fiorente, snodo viario fondamentale verso l’Adriatico, oggi disabitata.

Nell’immaginario odierno difficilmente viene associata al Molise un’immagine industriale, o meglio produttiva, eppure l’antica Saepinum già dice tanto con le sue numerose testimonianze di “archeologia industriale ante-litteram”, a partire dal decumano che non è altro che il tratturo Pescasseroli-Candela, tra i più importanti insieme al L’Aquila-Foggia, fino a uno dei primi esempi di mulini ritrovati in Italia.
Qui nell’800 i Borboni avviarono i primi scavi tirando fuori una città intera abbandonata e sepolta dopo la caduta dell’Impero, come è successo in molte zone del nostro paese.

Facile, quindi, il paragone con Pompei, Ercolano, Paestum ma questa è un’altra cosa…è il paesaggio circostante a dircelo, una carta IGM a farcene accorgere. Era un territorio vivo fino a 50 anni fa’, mulini e cartiere a fare da padroni, scrosci d’acqua; una cittadella sparsa le cui numerose produzioni viaggiavano verso Campobasso, Foggia e Napoli.
A partire dall’antica Saepinum basta spostarsi tra le contrade circostanti osservandosi intorno per scorgere numerosi ruderi.  La traccia che ci aiuta a trovarli è il fiume, perché sulle sue rive l’uomo aveva costruito strutture per sfruttare la forza dell’acqua.

Si tratta di edifici abbandonati, sette/ottocenteschi (ricordiamoci che il Molise è zona sismica: non è semplice trovare qualcosa di più antico) in pietra locale. Alcuni erano associati alle “taverne” e alle “poste” della transumanza, altri isolati lungo il corso del fiume Tammaro o dei torrenti Tappone e Saraceno (eh si, i pirati turchi arrivarono fin qui!).
Esplorarli significa scalzare la vegetazione, spostare qualche tavola instabile ed entrare, non senza pericoli…e così sembra di catapultarsi nel passato, come se qualcuno avesse lasciato tutto all’improvviso, fuggito da chissà quale evento catastrofico.

E, qui, le tante catastrofi furono l’arrivo della corrente elettrica, le guerre, il boom economico e l’emigrazione a nord o all’estero; così una storia secolare che perdurava dal medioevo, quando i mulini entrarono a far parte del panorama fluviale europeo, arrivò al suo epilogo.
Oggi le retracine (ruote orizzontali) sono ferme, le condotte otturate…l’acqua di qui non passa più e il borgo abbandonato.

E poi dicono che ” il Molise non esiste “…! Questa è una terra vergine per chi ama scoprire luoghi e storie…

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questo borgo abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una ricca lista di paesi, borghi e villaggi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati del Molise?

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