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Il luogo descritto in questa occasione è uno di quei posti dai quali ci si aspetta poco : l’esterno non è “invitante” ma ,una volta dentro, ci si può rendere conto di quanto ne sia valsa la pena entrare.
Un anonimo grigio palazzo con tutte le serrande abbassate. Il primo piano con quasi tutti gli infissi murati : ecco cosa ci si è sempre presentato davanti agli occhi.
Perchè entrarvi?

Una sera decidiamo di fare un sopralluogo. Per accedere all’interno, l’unica strada da fare è percorrere la scala esterna d’emergenza: ben 4 piani da fare velocemente, sotto gli occhi di tutti, fino ad arrivare all’ultimo piano, dove si erge un balcone con una finestra aperta. Entrati all’ interno e accese le torce, l’ambiente che ci si presenta non è quello che ci aspettavamo. Cominciamo a vedere lunghi corridoi da cui si dipartono varie stanze e, ognuna di esse, presenta letti e comodini d’ospedale.
Nei corridoi, così come in diverse stanze, è presente un gran numero di sedie a rotelle.

La visita notturna è veloce e le foto sono poche. Decidiamo di tornare con calma, qualche giorno dopo, alla luce del sole. Nel frattempo cerchiamo informazioni sul posto e scopriamo che l’edificio era un convitto e quindi ospitava studenti fuori sede. In seguito fu adibito a centro riabilitativo psichiatrico.
Il fallimento della grande azienda che gestiva questo centro di riabilitazione psichiatrica (e altri sparsi per la Penisola) unito al fatto che la struttura non era idonea ad ospitare pazienti con problemi psichici, hanno portato alla chiusura del centro nel 2009.

Dopo questo tuffo nel passato, torniamo presso l’edificio, di giorno inoltrato. Dato che l’ingresso è all’ultimo piano partiamo da questo fino a scendere al piano terra. Nei piani più alti vi sono stanze per singoli pazienti e stanze più grandi che ospitavano più pazienti. Quasi ogni vano ha un armadietto, un armadio più grande, un letto, una carrozzella e un bagno. In alcune stanze si possono ancora trovare effetti personali dei pazienti, come occhiali da vista, borse, vestiti, scarpe. Vi sono poi stanze usate come ripostiglio, per studi medici, infermerie, le cucine, una piccola palestra per la riabilitazione, depositi per farmaci. Al primo piano si apre un’ ampia sala d’attesa con divani e un corridoio con distributori di cibi e bevande, distrutti dai vandali. Al piano terra si trovano solo ampi spazi occupati da enormi pile di materassi ,mobili, armadietti e sedie accatastate.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questo centro psichiatrico abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una ricca lista di ospedali, manicomi e strutture sanitarie abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati in Abruzzo?

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