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Nell’urban exploration, essere i “primi a trovare ed esplorare un luogo abbandonato” genera grandi emozioni.
Se poi il posto è anche interessante, allora l’entusiasmo sale alle stelle.
Il nostro è il caso di una grande villa abbandonata, trovata casualmente presso una località balneare.
Le uniche informazioni reperibili sugli inquilini della villa, sono che questa famiglia era composta dai fondatori di un prestigioso circolo nautico e, per tre generazioni, si occuparono del commercio, per via marittima, di preziosi gioielli. Diedero vita ad una delle realtà più importanti in Italia nell’ingrosso di oreficerie con sette punti vendita, di cui due in Spagna e il resto nel centro Italia.

L’ingresso a ciò che rimane dell’abitazione è agevole:
superata una facile apertura nel muretto esterno, occorre attraversare un lungo viale alberato con la vegetazione che ha creato suggestivi archi di felce incolta.  Superato il viale, la vegetazione va diradandosi ed appare la villa abbandonata in tutto il suo splendore e in tutta la sua imponenza.

L’edificio è a tre piani con un incredibile numero di stanze, bagni, corridoi e saloni.  In alcuni vani, gli elementi del tetto sono crollati ed i muri mostrano preoccupanti crepe; in altre stanze i pavimenti sono dissestati o presentano ancor più grosse venature.  Oltre ai segni causati dal tempo e dagli eventi atmosferici, si palesano anche segni della mano “artificiale”: graffiti sui muri, atti di vandalismo sulle finestre, sugli arredi e sulle porte.

A far da contrasto con questo scempio, alcune stanze e corridoi presentano affreschi incantevoli.  Colpisce all’occhio il gran numero di oggetti di uso quotidiano sparsi nei vari ambienti: pentole, stoviglie e posate in cucina, tendaggi ancora integri, divani, letti ,televisori, culle, scarpe, mazzi di carte, riviste di auto, di barche o di gossip…e tantissimi documenti.
Sul destino di questa villa aleggia il mistero più totale. Si pensa che gli eredi dei vecchi proprietari abbiano deciso di lasciarla in questo stato, per via delle esorbitanti spese di ristrutturazione.

Certo che lasciare una dimora storica “in pasto” all’abbandono è sicuramente un “ghiotto boccone” per gli amanti della fotografia, ma è anche un enorme peccato…

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questa villa abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una ricca lista di palazzi e ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati in Abruzzo?

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