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Il Regno dei Morti

Articolo di Novembre 1, 2016Maggio 11th, 20203 Comments

“Il rapido oblio, secondo sudario dei morti.” Alphonese de Lamartine.
il-regno-dei-morti-14Oggi vi porterò in una grande città europea, a Bruxelles, in un luogo decisamente poco turistico, e faremo un particolare viaggio nel tempo.
Ci incamminiamo verso i grandi cancelli aperti del cimitero, la giornata é grigia e si sente l’odore della pioggia.

Passeggiamo fra i piccoli monumenti trascurati, mentre le statue ingrigite dall’inquinamento guardano il cielo o sono chine in segno di disperazione su lapidi ricoperte d’edera. Non sembrano accorgersi del nostro passaggio.  Con la macchina fotografica ben nascosta nella borsa, cerchiamo nell’immenso cimitero l’accesso al regno dei morti. Non ci interessano i monumenti, ma il mondo sottostante. Le antiche cripte.

Troviamo una scala curva che scende in un corridoio costellato da loculi abbastanza moderni, poi, in fondo, in un angolo quasi nascosto, troviamo un passaggio bloccato da transenne metalliche. Sotto lo sguardo preoccupato di un anziana signora, scavalchiamo e ci dileguiamo in uno stretto corridoio.
Eccoci finalmente nel regno dei morti, in quella parte del cimitero sotterraneo dimenticato e chiuso al pubblico.

Qui riposano le anime di una grande città. Anime dimenticate. Censurate al pubblico. Il regno dei morti é proibito. Qui riposano migliaia di famiglie. Grandi tombe racchiudono i corpi senz’anima di più generazioni. Qui i colori della vita si perdono in sguardi di persone immortalate in fotografie sbiadite.  Volti dimenticati, come se non fossero mai esistiti. Fiori di plastica scoloriti e foglie secche di un altra stagione adornano questo macabro mondo grigio…

E dopo la morte cosa c’é?
Passeggiamo silenziosi in questi lunghi cunicoli labirintici corrosi dalle copiose infiltrazioni e in alcune parti pericolanti. Lapidi di marmo macchiate dalla muffa fanno da cornice a fotografie di porcellana e caratteri di bronzo.

Ci dimentichiamo del mondo che sta sopra e ci lasciamo trasportare in questo particolare luogo dimenticato.
Soldati in divisa sfoggiano medaglie, nobili donne attraenti ci guardano, bambini color seppia ci sorridono fra angioletti di porcellana e fiori di plastica.   Siamo in un’ altra dimensione, in un altro mondo; lo scorrere del tempo é più lento, l’aria che si respira, più pesante.

Arriva il momento di togliere il disturbo e lasciare riposare in pace questa città nascosta.  Usciamo da dove siamo entrati e torniamo nel nostro mondo.

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