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ABRUZZO urbexBORGHI, CONTRADE e VILLAGGI FANTASMA

Faraone Antico: la Solitudine di un Borgo

Articolo di Novembre 11, 2016Ottobre 4th, 20193 Comments

“Un paese si dice fantasma quando non ci sono più morti da ricordare”
Era febbraio, le luci del tramonto di una giornata che moriva fra i fiocchi di nevischio, incorniciavano questo sperduto borgo.
Gli alberi secchi. Quel ponte sulla valle che conduce alla porta del paese.
Lasciai scivolare lentamente l’automobile verso il paese attraversandone l’arco d’ingresso, sembrava di provenire da un altra epoca.

Avevo l’impressione, con la mia peugeot 206cc di non essere al passo coi tempi.
Mi sentivo un intruso in un epoca sbagliata. Nonostante ciò parcheggiai l’auto nella nella piazza del paese.
L’atmosfera del piccolo borgo era quasi surreale.

la solitudine di un borgo (12)L’arco d’ingresso in stile rinascimentale, con tanto di stemma, segna l’accesso in un paese che fino alla seconda guerra mondiale era un luogo vivo.
Oggi è un villaggio fantasma su di una piccola altura.
Dall’antica porta si accede ad una piccola piazza sulla quale si affacciano i resti della chiesa, un tempo piena di opere d’arte, oggi spoglia, a causa di svariati saccheggi.

Quando scesi dall’auto, mi diressi verso la chiesa con casa parrocchiale annessa, l’edificio meglio conservato di tutto il paese.
Entrai a fatica nel massiccio edificio, risalente a metà del Quattrocento, nonostante l’aspetto odierno sia dovuto da un restauro ottocentesco.
Sulla facciata, si apre un portale incorniciato di laterizio sul cui architrave si legge a malapena “Hoc temlum ad meliorem formam redactum est anno 1888”. L’interno é a navata unica ed il crollo di una porzione del tetto ha generato uno squarcio in corrispondenza della zona presbiteriale, producendo notevoli danni all’altare sottostante, successivamente devastato anche da atti vandalici.

Al di sopra della porta di accesso c’é un soppalco destinato all’organo, che all’epoca dell’abbandono  del borgo venne trasferito nella nuova chiesa.
Affissa ad una parete, una curiosa bacheca sancisce il diritto a sedersi in determinati banchi da parte dei fedeli: vengono riportati i nomi delle famiglie con “posto prenotato” ed in più si legge testualmente “Regolamento (seguito). Può inoltre (il Parroco) sospendere assolutamente, all’occorrenza, l’uso dei posti, se lo troverà conveniente per il maggior decoro delle Sacre Funzioni; può rendere riservati i posti gratuiti; può negare, senza addurre ragioni, la concessione dei posti, e può anche ritirarla, facendo restituire pro rata, la tassa annuale pagata. Ogni controversia riguardante i posti ed i banchi sarà giudicata inappellabilmente  nel predetto ordinario, che rivede e approva i conti e le proposte del Consiglio di amministrazione.”

Uscito dalla bella chiesa passeggiai lungo le contrade malandate del paese…
“A chi non vuol far fatiche il terreno produce ortiche!” Le facciate delle case e dei piccoli palazzi nobili sono malridotte, i tetti sono ceduti e delle stanze e dei saloni non resta che qualche vago ricordo…insomma ci vuole molta immaginazioni per immaginare gli sfarzi di un tempo.

Gli abitanti sono fantasmi,  e i pettegolezzi che invecchiano sono oramai miti.
Lo spostamento dei residenti si rese necessario a causa di un evento sismico che nel settembre del 1950 aveva colpito il paese e  per l’accentuarsi del movimento franoso che coinvolgeva l’area dell’abitato rendendolo insicuro e inagibile.

Sembra che non ci sia speranza di salvarlo, destinato a sgretolarsi giorno per giorno sotto il peso della solitudine e delle intemperie.
Dopo la passeggiata nelle contrade dissestate e cosparse di arbusti e macerie, me ne andai , e lasciai il borgo alle spalle della mia auto, che oltre il portale di accesso tornava alla realtà dei tempi nostri.

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Join the discussion 3 Comments

  • Mario Catena ha detto:

    Buongiorno, mi sto occupando dell’impaginazione di un mensile teramano nato da poco chiamato “Omertà – diffida dal silenzio”.
    Abbiamo preparato un articolo sui tre paesi abbandonati d’Abruzzo, tra cui anche Faraone. Volevo sapere se sarebbe possibile utilizzare le immagini di questo articolo, naturalmente verrà citato l’autore degli scatti.
    Grazie mille in anticipo, cordiali saluti.

    • Ascosi Lasciti ha detto:

      Ciao Mario, non possiamo accontentarti, perchè ogni fotografo è proprietario dei propri scatti. Quindi prova a chiedere direttamente all’autore delle foto. Trovi tutti i riferimenti nella sezione “chi siamo”.

    • Ascosi Lasciti ha detto:

      Ciao Mario, devi chiedere all’autore.

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