La Stanza Blu

Da Novembre 29, 2016 Maggio 4th, 2018 GERMANIA urbex, OSPEDALI e MANICOMI

urbex-germany-la-stanza-blu-luoghi-abbandonati-12Ed eccomi di nuovo a Berlino, ospite ancora una volta di un amico molto paziente e cordiale.
Come spesso accade, mi ritaglio un po’ di tempo per esplorare queste terre. Questa volta la meta prescelta è a Sud della capitale. Sono armato di equipaggiamento fotografico, mappa google stampata (la buona vecchia carta non tradisce mai) una birra tedesca ed una bici.
Salgo su un treno regionale che mi porta, dopo mezzoretta di tragitto nella campagna tedesca, alla mia destinazione.
Pedalando verso la meta, l’attesa e l’emozione sono veramente grandi, anche perché sarò da solo nella mia esplorazione.

Un accenno di storia del posto, dunque: alla fine del 1800 quest’area della Germania ospitava uno dei più grandi siti miliari al mondo, composto soprattutto da scuole, campi di addestramento e poligoni di tiro.
Nel 1893 si decise di costruire un ospedale militare per le cure dei soldati infortunati; ospedale poi ampliato con altri edifici annessi nel 1930 ed aperto anche alle cure dei familiari, soprattuto dei bambini. Alla fine della guerra fredda, con la riunificazione della Germania, i russi lasciarono definitivamente questa zona e, da allora, alcuni padiglioni sono stati abbattutti. Quasi nessuno di essi è stato riqualificato, interi ettari sono stati recintanti e interdetti all’eccesso,  lasciati all’abbandono totale. L’ospedale è stato dimenticato a se stesso, dal 1992, in un angolo di quest’ area deserta.

La piccola cittadina che ho appena attraversato sembra essa stessa un posto spettrale: nuove case si mescolano a vecchi edifici, lasciati al loro destino.   Un’intero isolato è recintato e, all’interno, si intravedono solo scheletri di vecchie costruzioni. Una nuova stazione di servizio ed un piccolo supermercato svettano sulla sinistra.
Lascio la strada principale e mi addentro in una strada sterrata che viene inghiottita poi da un boschetto, fino ad arrivare davanti ad una robusta cancellata di ferro sorretta da mattoni rossi. Dietro ad essa, soffocati da una rigogliosa vegetazione, mi osservano grandi edifici dello stesso colore intenso.

Ignoro alcune aree senza apparente interesse e mi metto alla ricerca del corpo centrale.  Passo di fianco a diverse porte spalancate e mi fanno compagnia soltanto alcuni uccellini.  Quando meno me lo aspetto mi si para davanti: il dipinto sovietico che ancora domina l’ingresso principale. Una betulla sembra quasi nascondere l’entrata. Mi faccio strada ed entro.
urbex-germany-la-stanza-blu-luoghi-abbandonati-8La devastazione è dappertutto, ma la struttura è ancora interessante da esplorare e, soprattutto, sembra ancora mantenere la sua solidità. Il silenzio all’interno è assordante, non ci sono più segni di vita, cammino senza fare rumore per paura di svegliare fantasmi di un tempo lontano.. e per essere all’erta contro presenze non gradite. E’ tutto una successione di stanze vuote e un’alternanza di muri scrostati, di stanche rivestite di belle piastrelle ancora colorate, di giornali russi usati per attaccare la carta da parati e di murales con personaggi divertenti, nella zona dedicata ai bambini

Alla fine di un lungo corridio, al pian terreno, vedo una strana luce e capisco che l’ho trovata!
La sala operatoria un tempo rivestita da piastrelle blu intenso. Quelle che restano ancora bastano per inondare tutto attorno di una bella luce della stessa tonalità. Al centro della sala, come il trono di un impero di un tempo che fu, il tavolo di appoggio di molti interventi, piegato come se fosse pronto ad accogliere nuovi pazienti. Il luogo emana un’atmosfera cupa e non mi sento completamente a mia agio.
Dopo l’ennesimo scricchiolio, come di passi che mi seguono nascosti nell’ombra, decido di uscire all’aria aperta. Scruto qualche altro edificio ma ormai si è fatto tardi, la strada per il ritorno è lunga e mi avvio verso l’uscita.

Vedo una bella ragazza che sta fotogrando. Pochi secondi e sono fuori. Mi guardo attorno, alla sua ricerca per un saluto, ma nulla.. è svanita nel nulla. Mi avrà scambiato per un fantasma?

Ascosi Lasciti Lombardia : Lorenzo Rosa

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