ARCHEOLOGIA INDUSTRIALEFRANCIA urbex

Biblioteche di Porcellana

Da Dicembre 15, 2016 Maggio 4th, 2018 Nessun commento

Una tavola ben apparecchiata e curata nei dettagli denota raffinatezza, gusto e dimostra l’attenzione dei padroni di casa nei confronti degli ospiti.biblioteche-di-porcellana-france-urbex-fabbriche-abbandonate-22Oggi non siamo invitati a pranzo, come potrebbe far supporre la mia citazione, ma andremo in un luogo assai interessante e non lontano da questo concetto.  Andremo in Francia, in un ceramificio, o meglio nel vecchio deposito abbandonato di un antico ceramificio. La biblioteca di porcellane.
L’antico deposito esternamente sembra poco interessante e inoltre l’accesso si rivela difficoltoso, siccome l’unica finestra aperta e con le sbarre mancanti si trova al primo piano ad un altezza di circa 4 metri. Occorre fare una pericolosa scalata e sfruttare tutta la propria agilità. Insomma, non un accesso alla portata di tutti.

Appena entrati, ci si trova in un lungo corridoio buio, polveroso, tagliato da lame di luce che provengono da un infinità di porte di legno aperte. C’é un binario al centro, con un carello che serviva a trasportare i calchi per le ceramiche.  Dietro ad ogni porta di legno numerata ci sono delle stanze colme di ripiani e, ben catalogati, quasi come se fossero una tavola imbandita o una biblioteca di porcellane, sono riposti i migliaia di calchi che hanno “stampato” la storia dell’azienda.

Usiamo quotidianamente tazze piatti e stoviglie ma spesso non ci poniamo la domanda: come vengono prodotte? Mi sono sempre piaciute le belle porcellane, ne ho diversi servizi a casa e li adopero spesso, insomma non aspetto Natale per sofoggiarli. Una cosa che non mi ero mai chiesto era proprio come venissero prodotte.
E non vi parlo di porcellane decimali dell’Ikea ma di quei servizi un po’ piu antichi e pregiati di eleganti fatture e prestigiose marche.
In queste stanze colme di biblioteche di porcellana sono custuditi infiniti calchi di tazze, piatti, caffettiere, ma anche statuette, vasi, crocifissi e un infinità di altri accessori. È straordinario ammirare la complessità e toccare con mano questi preziosi stampi. Quello che all’apparenza doveva sembrare un noioso deposito si é rivelato un luogo staraordinario contenente un grande tesoro unico nel suo genere.

Una scala cigolante di legno sale verso un secondo piano mansardato con il tetto in alcune parti quasi crollato e dai lucernari filtra la luce del sole che illumina un altro infinito corridoio colmo di biblioteche stipate di calchi. Al centro, corre un altro binario con un altro carrello per il trasporto delle porcellane… L’atmosfera all’interno di questo luogo é straordinaria, magica e surreale.

Sembra di essere in un paese delle meraviglie ed ogni scaffale nasconde i suoi tesori. Peccato che tale patrimonio sia dimenticato in questo deposito.

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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

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