MASSERIE, FATTORIE e CASCINE abbandonateSPECIAL EDITION 💣VENETO urbex

Al potere la fantasia

Da Dicembre 29, 2016 Maggio 10th, 2020 9 Commenti

Barone di Munchausen: <<Vattene! sto cercando di morire! >>
Sally Salt: <<perchè?>>
Barone<<perché sono stanco del mondo ed il mondo, evidentemente, è stanco di me>>
Sally<<perché? perché?>>
<<perché! perché! perché!!! perché tutto è logica e ragione oggigiorno! scienza e progresso…bah! dahh!! leggi dell’idraulica, dinamica sociale, leggi di questo, leggi di quell’altro!! …non c’è più posto per i ciclopi a tre gambe dei mari del sud, non c’è posto per alberi di cetrioli e oceani di vino… non c’è posto per me…>>veneto-urbex-ville-abbandonate-al-potere-la-fantasia-1Il Barone di Munchausen viveva nella fantasia, il suo mondo era fantastico, i sogni prendevano corpo ed erano reali quanto le immagini della veglia. Ma ad un certo momento il Barone si rese conto che il mondo ha perduto la capacità di sognare e stupirsi, lo spazio della fantasia era stato relegato in un cantuccio, per questo voleva morire, perché il mondo della realtà, con le sue tetre leggi, era troppo cupo, troppo triste e malinconico per lui… in effetti aveva ragione, noi uomini non facciamo più voli pindarici a cavallo di unicorni alati; consideriamo folle colui che combatte contro mulini a vento scambiandoli per giganti. Il mistero è finito. Oggi è tutto scienza e verifiche, dati e statistiche. Ci siamo chiusi in campane di vetro e tecnologia. Ma senza il fantastico e l’irreale la vita diventa grigia e monotona, e forse senza gli esseri mitologici del mondo onirico siamo tutti un poco più soli.
Per fortuna continuano ad esistere rari individui che vogliono ancora al potere la fantasia, che non si arrendono al piattume di un mondo fatto solo di logica e schemi. Quella che sto per raccontarvi è una storia semplice e straordinaria allo stesso tempo, parla di due persone che hanno cavalcato arcobaleni inseguendo i loro sogni.

Da qualche parte in mezzo alla campagna c’è una casa ormai abbandonata, apparteneva a due fratelli appassionati di arte. Un giorno questi due fratelli (Alice e Nelly) smisero di lavorare, si ritirarono nella loro casetta ed iniziarono a vivere di quello che offriva il loro orto, di qualche bestia allevata e della loro arte. Vivevano soli e senza sfarzo. Gli abitanti del paese li consideravano strambi, ma in fondo li hanno sempre ammirati e rispettati. Alice e Nelly trasformarono la loro casa in un mondo di fiaba dove la fantasia regnava su tutto. Tutta la casa fu dipinta e decorata con strani esseri, per la maggior parte rappresentavano personaggi di favole, fiabe e racconti fantastici. Dal cancello d’ingresso, fino all’ultima stanza tutto era colore e sogno. In un angolo la bella addormentata, in un altro pinocchio con il gatto e la volpe, e poi elfi, folletti, nani e giganti. I due fratelli vivevano senza elettricità e senza gas. Avevano la tv ma non potevano usarla, ed allora pensarono bene di decorarne anche lo schermo, così avrebbero potuto vedere anche loro gli omini che vivono nel tubo catodico…ma avrebbero avuto anche un vantaggio: i programmi se li inventavano da loro e la tv magica trasmetteva sempre programmi interessanti. Forse erano i loro sogni, forse le fantasie di progetti futuri da realizzare. In paese circolava qualche storiella sui due fratelli, gli anziani narravano ai bimbi che le statue erano trappole per attrarre i fanciulli, catturarli e mangiarli. Non c’era cattiveria in queste storie, faceva parte del gioco: Alice e Nelly erano diventati essi stessi personaggi fantastici di una favola.

Alice e Nelly non ci sono più, il tempo passa per tutti ed anche loro, alla fine, sono stati rapiti dalla fata nera. Oggi probabilmente se la stanno ridendo in compagnia di orchi dai piedi blu, pirati del nord e centauri mori. Di questi due sognatori resta la loro casa che lentamente cade in rovina, il ricordo di chi li ha conosciuti e questa storia, con le foto che ho scattato. Spero che almeno la memoria di Alice e Nelly non si spenga nel tempo. L’uomo ha bisogno di mistero e di sogni. Occorre ritrovare il Barone di Munchausen ed insieme ricominciare a fantasticare, perché certamente da qualche parte, oltre l’orizzonte, esistono veramente ciclopi del sud. L’uomo deve riprendersi i sogni, che torni a navigare attraverso oceani di vino, che colga cetrioli dagli alberi. Le favole possono e devono esistere, è una questione vitale: il fantastico fa battere il cuore, e fino a che il cuore batte c’è vita, è necessario riportare al potere la fantasia

per altre foto della dimora abbandonata fai click QUI.

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Emanuele Bai
Emanuele Bai
Classe '80. Tipo eclettico e poliedrico, si interessa di cultura generale. Appassionato dal 2003 di fotografia e dal 2006 di urbex, partecipa attualmente a numerose mostre fotografiche individuali e di gruppo. Fra i primi autori di Ascosi Lasciti, da anni, sfrutta la fotografia per viaggiare attraverso l'Europa e la scrittura per viaggiare dentro di sé.

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