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FRANCIA urbexVILLE e PALAZZINE abbandonate

Invitato speciale – Un diner spècial

Articolo di Gennaio 3, 2017Maggio 4th, 2018Nessun commento

Portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di madeleine. Ma nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario” Marcel Proust
a-special-dinner-12Sapevo di aspettarmi un luogo speciale come pochi altri. Alle fine del viaggio, mi aspettavo una villa abbandonata incredibile.
Invece, in questo tour Francia-Belgio mi trovai in un giardino incolto, con l’erba alta e gli alberi che nascondevano una semplice casetta e non certo una grande villa. Si, proprio una casa, in stile francese, con le travi esterne a vista e le persiane di legno. Varcando la soglia, però, mi trovai in un ingresso splendido quanto caotico, con una scala proprio davanti a me. Un pianoforte quasi integro vicino alle scale colse la mia attenzione e mi fece capire il reale valore di questo posto.

Prendendo la prima porta a sinistra mi ritrovai in una splendida sala da pranzo con un tavolo enorme, contornato da sedie imbottite e foderate da stoffa vellutata e damascata blu e bianca. Mobili eleganti, massicci, in stile gotico, con belle vetrine e marmi pregiati che qualche disgraziato aveva cercato di rubare, ma aveva abbandonato l’idea a causa del troppo peso.

Mi sentivo in un castello, data la sala da pranzo così imponente, eppure ero in una semplice casa di un ex industriale. Le varie stanze foderate fino alla nausea da carta da parati floreale che ricopre pareti e soffitti rendevano gli ambienti soffocanti e opprimenti nonostante la loro bellezza. È solo una moda di altri tempi…

Mi sentivo come un invitato speciale ad una cena speciale in questa casa…eppure una parte di me era quasi dispiaciuta per essere entrato dove qualcuna aveva lasciato questo splendore al degrado.  Varcando la porta destra nel salone d’ingresso mi ritrovo in una grandissima cucina vintage con un piccolo tavolo, e prendendo un’altra porta, in una seconda sala da pranzo  con un camino e un altro grande tavolo accompagnato da sedie e una credenza.

Mi chiesi: “Come mai 3 tavoli per pranzare o cenare in una piccola casa?”
Purtroppo, non ebbi nessuna risposta a questa domanda. Non conoscevo la storia di questa famiglia e di questo luogo e non trovai alcun indizio almeno per supporla. E mi dispiaceva non saperne di più, anche perché il piano superiore riservò altre sorprese…

La camera padronale era arredata con splendidi mobili giapponesi intarsiati con madreperla, bronzo e varie tipi di legno. Era un luogo magico e splendido che non avrei mai voluto lasciare, fra cristalli, raffinate porcellane e addirittura la testa imbalsamata di bufalo trovata in una soffitta colma di cianfrusaglie.

Lasciai questa casa a fatica, incantato dal suo incredibile fascino, e ancora oggi desidero tornarci. Anche se non invitato, mi sono sentito ad un diner spécial

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