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MASSERIE, FATTORIE e CASCINE abbandonatePUGLIA urbex

La Masseria Fortificata nel Tavoliere

Articolo di Gennaio 24, 2017Maggio 11th, 2020One Comment

urbex-puglia-la-masseria-fortificata-nel-tavoliere-18Nella sterminata piana del Tavoliere pugliese, poco a nord di Foggia svetta tra i campi coltivati questa stupenda masseria fortificata.
Unico e suggestivo, questo paesaggio è caratterizzato da un’urbanizzazione (ruralizzazione) quasi assente, che lascia spazio a distese incontaminate di coltivazioni e tratturi fatti di polvere.
Queste masserie dunque erano vere e proprie cattedrali nel deserto , punti di riferimento per i piccoli casolari e per le costruzioni precarie che si trovavano nelle vicinanze.

Testimone di un’ormai passata vita rurale, questo piccolo “castelletto” riassume i crismi dell’architettura rurale tipica della provincia di Foggia. Il complesso è formato da più costruzioni, oltre all’abitazione padronale vi sono i volumi che ospitavano la mangiatoia, il fienile, il forno ma anche depositi ed abitazioni di lavoratori saltuari.
Il nucleo centrale rimane la masseria fortificata, che con le sue torrette (garitte con feritoie) è posta a protezione dell’intera azienda agricola da eventuali incursioni di briganti e malintenzionati.

Il piano terra è composto da un grande ambiente avente la funzione di deposito per attrezzi e stalla per gli animali, uno spazio polivalente che fa da basamento al piano nobile.
L’appartamento situato al primo piano veniva abitato soprattutto nei mesi estivi durante i quali il “padrone”, generalmente ricco latifondista, soggiornava in concomitanza con le settimane di trebbiatura e di lavorazione del grano ma anche di altre colture diffuse in zona.
Molto suggestiva è la parete affrescata che ritrae una scalinata neoclassica, quasi un paradosso visto che per arrivare a questo affresco bisogna scalare il “dorso” di quel che rimane della scalinata di accesso al primo piano.

Il continuo saccheggio, fenomeno molto diffuso nelle campagne pugliesi isolate e difficili da sorvegliare, è il maggior responsabile dello svuotamento di questi immobili di valore storico. In particolar modo vengono sottratti gli elementi in pietra, le finiture in maioliche napoletane ed anche il ferro battuto.
Saliamo con premura, ad accoglierci c’è un luminosissimo e ampio salone d’ingresso, graziosamente affrescato con motivi geometrici e floreali. La prima sensazione che si ha una volta entrati in questo ambiente è di un silenzio assordante.

Al salone è annessa la cucina, o perlomeno quello che ne rimane a testimonianza, le scaffalature. Tramite questa si accede all’interno della garitta circolare nella quale è stato ricavato un bagno.
I restanti ambienti del piano nobile, tutti finemente decorati sono le camere da letto, rimaste chiaramente spoglie del loro arredo.

Uscendo dall’abitazione, immersa in una fitta coltivazione di finocchi (siamo in primavera) ci rechiamo verso gli edifici di servizio. Il vecchio fienile nella sua imponenza ricorda una cattedrale, con un enorme colonna centrale dalla quale partono le 4 campate voltate con mattoncini. Interrato rispetto al piano di campagna presenta due finestre (ora murate) dalle quali veniva gettato il fieno, che quindi andava a riempire gli spazi.
Al suo fianco troviamo la vecchia mangiatoia, una costruzione simmetrica, molto semplice ma allo stesso tempo ricca di fascino.

Qui si riescono a scorgere le vecchie travi in legno che facevano da testata alla conca in cui veniva disposto il mangime per gli animali. Nelle stanze ad essa connesse si trova il vecchio forno utilizzato sia per la lavorazione del pane che presumibilmente per i formaggi.
Purtroppo o per fortuna le restanti costruzioni sono state murate negli accessi, con lo scopo di prevenire ulteriori danneggiamenti o occupazioni abusive di lavoratori stagionali.

Ci vediamo alla prossima…masseria!

Alex De Muzio

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