Vita da operaie al convitto di Origgio

vita da operaie al convitto di origgio - lombardia urbexRegolamento del 1954:
“È d’obbligo una divisa lunga, nera, uguale per tutte. Guai a portare il rossetto o farsi la permanente. Le ragazze
portano tutte i capelli lisci raccolti in nodo dietro la nuca. È vietato nel modo più assoluto avere qualche segno esteriore di femminilità.
Si vive nella massima clausura e le passeggiate domenicali vengono fatte a gruppi affiancati dalle suore. Nel convitto è di rigore il silenzio più assoluto e solo alla sera è concessa un’ora di svago nel cortile. La corrispondenza è censurata sia all’arrivo che alla partenza, e la superiora ha il diritto insindacabile nel giudizio sulla consegna della posta alle convittrici.

I dormitori sono delle grandi camerate con 40 letti ciascuna, ed ogni convittrice ha dei compiti specifici di pulizia. Una delle cose più vergognose è il bagno che si fa, dietro consenso della superiora, ogni tre o quattro mesi.
Tutte queste “concessioni” sono inoltre pagate molto care, infatti su una paga quindicinale di 7.000 lire, 4.000 vanno al convitto, e non ci sono concessioni o accordi poichè la superiora riceve tutte le buste paga, ne toglie la quota e consegna il rimanente all’interessata.
Il vitto consiste in tre pagnotte al giorno un quarto di latte alla mattina, un piatto di minestra due volte al giorno:  seguito da un po’di verdura e di formaggio; la carne una volta la settimana. I castighi sono di diversa natura: dal giorno di sospensione dal lavoro fino all’obbligo di mangiare con il piatto in mano in mezzo al refettorio, ma la cosa che più umilia le ragazze è il fatto di venire sgridate in mezzo a tutte, dicendo pubblicamente la mancanza commessa. Naturalmente la superiora ha il diritto di far licenziare le lavoratrici dalla fabbrica qualora lo ritenesse opportuno”.

Nel paese di Origgio, in provincia di Varese, fu costruito un convitto per le operaie, impiegate presso la vicina fabbrica. La Ma.Li.Ca, ovvero Manifattura Lombarda Lino e Canapa, fu creata dalla famiglia Bassetti nel 1925. L’attività iniziò nel 1926, poi lo stabilimento fu ampliato nel 1931. A quel tempo vi trovarono occupazione 550 persone.

La famiglia Bassetti era impegnata nella lavorazione del lino dal 1885, quando Giovanni Bassetti Senior rilevò una fabbrica per la tessitura a mano, a Rescaldina, Legnano. Furono poi i figli a sviluppare l’attività, e la moglie Rosa Piantanida, con l’amministratore Alessandro Ottolini, il suo successivo marito. Negli anni Sessanta Bassetti era la società più importante lino-canapiera in Italia. Rilevarono peraltro anche lo storico birrificio Poretti nel 1938.vita da operaie al convitto di origgio - lombardia urbexIl convitto di Origgio è stato di recente demolito. Non gli si attribuiva particolare pregio, essendo un servizio a supporto dell’attività produttiva locale. La data di costruzione non è stata rilevata. Le informazioni su questo luogo sono molto scarse.

Le operaie vivevano presso questo istituto gestito da suore. Un passaggio sotterraneo, trovato murato dopo alcune decine di metri, permetteva di accedere alla manifattura, ormai non più esistente da tempo, oltre la strada che divideva i due siti.

Ormai ridotto in pessime condizioni, nel 2011 il convitto è stato abbattuto.

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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

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