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MARCHE urbexVILLE e PALAZZINE abbandonate

Fratellanza

Articolo di Febbraio 21, 2017Maggio 4th, 2018One Comment

urbex-marche-coppari-ville-abbandonate-fratellanza-11Nascosto. Decisamente mimetizzato bene.
Questo luogo è decretabile come perla rara di abbandono. Una fase di abbandono non troppo avanzata, ancora ampiamente recuperabile. Cominciamo dal principio.
E’ una mattina di quelle dove anche il gallo stenta ad alzarsi, ma non  è certo una scusa valida per posticipare un’esplorazione. Arriviamo sul posto e ci avviciniamo alla villa abbandonata: ad una prima impressione sembrerebbe ancora abitata, ma crepe, guaine rotte e finestre semi-scardinate trasudano decadenza.

Una volta entrati, l’incanto.
Il posto è perfettamente conservato ed integro, tranne che per un forte odore di chiuso e muffa.

Qui, gatta ci cova.
Faccio un rapido giro e scatto qualche foto molto velocemente. La palazzina  non è enorme, si sviluppa su due piani. Al piano terra c’è un lungo corridoio, lo studio e la sala da thè. Mentre, al piano di sopra, il reparto notte e due stanze ormai adibite a ripostigli, oltre ad evidenti segni di ristrutturazione per evitare cedimenti strutturali. Nello studio è appesa una laurea antica firmata da sua Maestà Vittorio Emanuele III, risalente ai primi del novecento: tutto ciò è segno inequivocabile di nobiltà o di ricca borghesia, dato che all’epoca le università erano organizzate differentemente.

A supporto di ciò, trovo un editto papale scritto in latino, con il nome della famiglia in questione, ed una biblioteca dall’indubbio fascino.
La cucina e la sala da pranzo sono arredate in maniera rustica, forse perché usata dalla servitù. I padroni di casa, molto probabilmente, consumavano i pasti in un’altra stanza. La camera da letto è degnamente conservata con tanto di abiti incellofanati per proteggerli da tarme.

Finita la parte esplorativa, inizia quella informativa. Comincio a sbirciare tra varie scartoffie. Facendo ricerche, viene fuori che il palazzo in questione era abitato da una famiglia in stretti rapporti con lo stato pontificio e, in seguito, con lo stato del Vaticano, sebbene non si capisce in quale forma e maniera. E’ probabile che un antenato degli odierni proprietari (se ancora in vita) ricoprisse una carica ecclesiastica.
Le ultime notizie di questa famiglia sono vaghe, in quanto gli eredi, due fratelli, sono in causa per l’assegnazione della proprietà. Queste informazioni risalgono a qualche anno fa’, quindi, ad oggi, non possiamo affermare se il possedimento abbia proprietari di sangue o meno. Tutto è egregiamente conservato, ma la polvere la dice lunga, così come il disordine e i segni di trascuratezza della struttura.

Sembra tutto pronto per un trasloco mai avvenuto. Un luogo denso di fascino e mistero ci lascia perplessi e con molti interrogativi.

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  • Rosanna cossu ha detto:

    Sicuramente molto affascinante, polvere che si depone, a strati, mese dopo mese, anno dopo anno quasi ad indicare le eta’ delle cose.
    Noi, noi a cercare,avidi tracce del tempo che fu,
    quali manine sorreggevano quella tazzina da
    caffe’ e mani piu’ forti aprivano un libro, magari
    un volume di enciclopedia a chiarire un dubbio,
    proprio come noi facciamo con Wikipedia….

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