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“La leggenda racconta che fu il diavolo in persona a erigere il primo ponte. Il paese di Uri da sempre desiderava un ponte che permettesse di attraversare la gola. Un landamano della valle disse “Do sell der Tyfel e Brigg bue!” (lo farò costruire dal diavolo). Ritenendo questo utile per il suo paese, strinse un patto con il diavolo per la costruzione del manufatto. In questo patto si stabilì che il prezzo da pagare per l’opera, sarebbe stata l’anima del primo vivente che avrebbe attraversato il ponte. Il diavolo eseguì il ponte e si pose dall’altra parte della valle attendendo l’anima del primo fruitore. Gli urani fecero attraversare il ponte per primo a un caprone. Il diavolo vistosi ingannato e pieno di ira, afferrò un enorme masso con l’intenzione di scagliarlo contro il ponte, a quel punto comparve una fanciulla che portava una croce, croce che venne posta sopra il masso. Il demonio mancò dunque l’obiettivo nel lanciare l’enorme masso, che atterrò a valle proprio dove oggi si trova il portale urano del tunnel stradale del San Gottardo, in territorio di Göschenen. Fu così che il popolo di Uri riuscì con l’astuzia e l’aiuto dell’Onnipotente a ottenere quell’importante ponte. Da allora il nome rimase quello del suo costruttore e l’enorme masso erratico presente a fianco della strada venne chiamato “Teufelsstein” (sasso del diavolo).”

Nella seconda metà del ‘900 il masso, pesante 220 tonnellate, verrà spostato di un centinaio di metri, per permettere il passaggio della nuova autostrada. L’operazione costerà 300.000 franchi.

Prima di allora, le Alpi Svizzere suscitavano stupore e meraviglia per i nobili, e vennero spesso scelte come meta di vacanze e lunghi soggiorni.
L’Hotel Meyerhof fu costruito nel 1859-1861, nella periferia orientale di Hospental, nei pressi del Passo del San Gottardo.
Nel 1912 venne aggiunta una veranda coperta.
Una rarità assoluta si trova al suo interno: i resti di un’eccezionale carta da parati panoramica, una decorazione da parete che un tempo si trovava principalmente in palazzi e case borghesi. Il fiore all’occhiello è un’altra carta da parati del 1854 dal produttore Jean Zuber & Cie. Rixheim (Alsazia), che raffigura la storia di Guglielmo Tell.
Ci sono inoltre alcuni soffitti dipinti, pavimenti in parquet, porte, e ricchi soffitti stuccati con elementi  Art Nouveau.

La parte principale è stata purtroppo distrutta, poco dopo la chiusura nel 1982, durante il restauro del 1986 da parte di un nuovo proprietario che cerco di rimodernare l’albergo, ma la mancanza di fondi portò il progetto a fallire. L’edificio è orfano da allora.

Successivamente ha subito vandalismi e saccheggi, chissà se lo rivedremo un giorno tonare all’antico splendore?

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