EMILIA ROMAGNA urbexOSPEDALI e MANICOMI abbandonati

L’ospedale del Duce

Da Ottobre 4, 2017 Ottobre 5th, 2017 Nessun commento

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Nel 1936 fu proprio il duce a inaugurare questa struttura, appena fuori da una cittadina dell’Emilia.
In totale abbandono, questa struttura è formata da tre padiglioni, di cui solo due sono stati riutilizzati e sono oggi operativi come clinica privata, mentre il terzo giace lì in cerca di un investitore.

Puntavo a trovare questo posto da anni. Luoghi simili sono carichi di storia.
Tuttavia avevo sempre rimandato, per il “viavai” della vicina parte in uso, e le difficoltà di ingresso.

Infine è arriva il giorno buono.
E’ un pomeriggio infrasettimanale, quando posso dare meno nell’occhio. Decido di provarci.
Scelgo la compagnia e parto. Troviamo una piccola finestra in una parte nascosta, ci aiutiamo con una scala di fortuna ed entriamo, finalmente. Gli spazi sono enormi e la parte bassa è quella più vandalizzata, segno che per tanto tempo è stata accessibile a ragazzini e sciacalli, ma conserva ancora il suo fascino, con le grandi porte a vetri e corridoi lunghissimi.
Questa era l’area ricreativa, e, in fondo ad essa, troviamo quel che resta delle cucine.
Saliamo al primo piano. C’è ancora una sala cinema, di cui è rimasto solo il buco nel muro da cui veniva proiettata la pellicola, e il cartello fuori dalla piccola porticina.
Continuiamo per i corridoi, ci sono le camerate, stanze vuote e qualche letto qua e là. I nostri sguardi sguardi incrociano i lampadari tondi a forma di palla, stranamente intatti. Forse le zone superiori sono state controllate. Infatti non troviamo nessun segno di vandalismo, anche se la struttura è stata svuotata totalmente.

Arriviamo nell’area tonda, che una volta sarebbe dovuto essere l’ingresso, infatti molte strutture di quei tempi si somigliano, e proprio lì si apre la chiesa, con ancora il suo altare, angeli e immagini sacre dietro, e la luce che filtra dai vetri colorati, bianchi e azzurri.
A fianco c’è una stanzetta, probabilmente la sagrestia, con cartoni ammassati e qualche santino buttato qua e là.
Continuiamo la nostra esplorazione, è giugno e fa caldissimo, ci saranno 30 gradi lì dentro…  i corridoi sembrano tutti uguali, ma comunque non me ne perdo uno, e ad un tratto, complice il caldo, ho come l’impressione che da una camerata venga fuori qualcuno, quasi un flashback dei tempi in cui era attivo l’ospedale.
E anche le scale non scherzano, muri scostati, le fotografo in ogni modo.
Arriviamo all’ultimo piano, c’è una scaletta che va verso una soffitta, e una scala che esce nel ballatoio esterno, ma non si può, siamo troppo in vista, giusto una sbirciata veloce e torniamo dentro.

Scopriamo che questa parte era destinata al reparto di Pneumologia, e che, con la riforma dell’80, due dei suoi padiglioni sono entrati a far parte dell’ASL, mentre il terzo, quello attualmente abbandonato, ha cessato definitivamente la sua attività negli anni novanta.
E’ stato messo all’asta, per ben 6 milioni di euro, la quale si è rivelata ovviamente “deserta”, soprattutto a causa dei troppi vincoli architettonici e dei soldi da investire nel recupero.
L’ospedale del duce resterà purtroppo un altro fantasma che giace lì senza tempo.

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Marianna Arduini
Marianna Arduini
Esploratrice da sempre, insieme al suo compagno Mirco, ha trovato nell'urbex la possibilità di unire viaggio, fotografia e scrittura. La sua passione sono le chiese abbandonate e la sua zona d'azione è soprattutto il centro Italia. Artista a "tutto tondo", amante dei grandangolari estremi.

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