EMILIA ROMAGNA urbexREGGE e CASTELLI abbandonati

Blu di Prussia

Da Ottobre 10, 2017 Maggio 10th, 2020 4 Commenti

Il Blu è il colore del tempo che passa, della malinconia che ti prende quando guardi dalla finestra un temporale che piano sta passando. Vicino ma irraggiungibile… è un colore freddo, ma ti da conforto, è il colore del cammino interiore, del viaggio del bambino che diventa uomo, perché Turchini sono i capelli della fata di Pinocchio, e Azzurro è il manto della Madonna. È il colore dell’infinito, come del cielo il mare profondo, burrascoso che lo riflette… ma in fondo a quest’ultimo, nelle profondità impossibili… in mezzo al buio… esiste vita! il Blu è il colore della vita.Dino Di Girolamo.

Oggi lo vediamo così, senza inquilini e manutenzione ma questo castello cinquecentesco fu costruito e abitato da un’importante famiglia bolognese.
Dopo più di trecento anni dalla sua nascita, nel 1892, esso subì un grande restauro che gli diede l’attuale aspetto sgargiante, a pianta rettangolare con torri angolari sormontate da merli ghibellini. La costruzione era anche stata fatta circondare da un fossato, con unico accesso protetto da ponte levatoio.
La dimora é articolata su due piani, attraversati da una doppia loggia passante sovrapposta, ai lati della quale si aprono i vari ambienti. Nei successivi restauri, i torrioni furono rialzati di più ben cinque metri e l’intero edificio fu modificato secondo il gusto neo-medievale del periodo. Nonostante i rimaneggiamenti, l’edificio mostra comunque ancora la tipica struttura cinquecentesca della residenza fortificata di campagna.
Al suo interno il Castello conserva ancora oggi bellissimi affreschi: si tratta di opere attribuite al Guercino e ai suoi allievi, tutte realizzate tra il 1617 ed il 1632. I temi degli affreschi sono prevalentemente quelli di celebri poemi, come l’Orlando Furioso, l’Eneide e la Secchia rapita. Questi affreschi, uniti al mobilio molto antico e alle opere di antiquariato contenute nella Rocca, creano un’atmosfera incredibilmente suggestiva.

Dopo il 1950 divenne sede d’aste d’arte e ricevimenti di matrimonio e gala. Purtroppo il terremoto del 2012 lesionò parti dei torrioni, portando all’abbandono attuale. Qualcuno si prenderà nuovamente cura di questo edificio o verrà dimenticato per sempre?

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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

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