Dedichiamo un’altra domenica al mondo dell’abbandono, abbracciati da un freddo gelido, tipico di dicembre.
Questa volta non abbiamo organizzato niente , è bastata una telefonata la sera prima ed eccoci in macchina, pronti per la nostra giornata.
Considerando il fatto che i miei compagni di esplorazione, Alessandro e Francesco, venivano già da un’incursione non riuscita, e dato che il luogo abbandonato preso in considerazione si è presto rivelato un flop clamoroso, propongo ad ambedue di provare ad entrare in questo splendido palazzo, già da tempo sulla mia lista delle cose da fare. Naturalmente non è cosa semplice entrarvi, vista la posizione abbastanza centrale, in un borgo dei colli marchigiani. Tuttavia, più la situazione si rivela complicata più ci piace.
Entriamo dal retro e ci troviamo all’interno del giardino del palazzo. Esso si staglia davanti a noi, signorile e imponente, edificato a cavallo tra il 1600 e 1700. I fondatori erano una casata prestigiosa e importante, testimonianza di una lunga tradizione di studi, di viaggi e di pratica delle armi. La famiglia non era di origine marchigiana, ma si insediò nel 1600 con tanto di benestare del Papa, in fondo allo stato pontificio faceva comodo una famiglia fidata che amministrasse la zona.
Se devo essere sincero, rimaniamo di stucco una volta entrati. Ovunque stanze affrescate, reperti antichi e mobili d’antiquariato. La scalinata contornata da colonne e da una balconata è la ciliegina sulla torta di un posto magnifico. Il resto potete solo immaginarlo ammirando le foto del caro Francesco, a cui cedo parola.

Come il buon Alessandro testimonia il palazzo dimenticato è una vera bellezza.
Purtroppo però, come tutte le cose abbandonate, anche questo lascito sta prendendo la triste strada del degrado con infiltrazioni d’acqua e carcasse di piccione, e in ultima cosa (visto che i fatti sono recenti) ci si è messo anche il terremoto del 2016 a deteriorare la struttura.
Andando più nel dettaglio storico e consultando documenti in loco, di cui non riporto le foto per non compromettere l’anonimato di questa dimora, nella seconda metà del 1800 questa nobile famiglia aveva ospitato per circa una settimana Vittorio Emanuele II che vi accolse una delegazione composta da patrioti che offrirono al Re d’Italia l’obbedienza del popolo sotto il giogo borbonico. In questo palazzo circondato dalle soleggiate colline marchigiane fu scritta una delle pagine più importanti dell’Unità d’Italia.

Testo : Alessandro Magno
Foto : Francesco Coppari

Rating: 4.8/5. Dai voti6.
Attendere....
Ascosi Lasciti Marche
Ascosi Lasciti Marche
Il gruppo marchigiano è costituito da Alessandro e Michele, abilissimi nelle ricerche sul territorio, e Valentina, la piu' giovane esploratrice del gruppo, grande amante della storia dell'arte.

Lascia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.